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ROSSI (TRENTINO IN AZIONE) – MOZIONE * COVID: « GARANTIRE L’ACCESSO AI VACCINI IN TUTTO IL MONDO NON È SOLO UNA QUESTIONE DI EQUITÀ, MA ANCHE DI SALUTE PUBBLICA GLOBALE »

Una mozione per una campagna vaccinale di massa in tutto il mondo. Il vaccino sia per tutti.

Raccogliamo l’appello di 170 premi Nobel ed ex capi di Stato per sospendere la proprietà dei vaccini , rendere liberi i brevetti, aumentare la produzione e rendere disponibili i vaccini in tutto il mondo.
In questo senso in questi giorni ci ha stimolato anche il nostro arcivescovo mons. Tisi.

Garantire l’accesso ai vaccini in tutto il mondo non è solo una questione di equità, ma anche di salute pubblica globale.

Non è solo un senso di solidarietà umana ad animare questa proposta ma anche la consapevolezza che vaccinare piu’ persone possibile è fondamentale per battere il virus.

La prima fase della campagna vaccinale in corso ha escluso di fatto la maggior parte dei paesi a medio e basso reddito: il 75% dei vaccini è stato somministrato in soli 10 paesi del mondo, mentre molti paesi non hanno ricevuto una sola dose. Con la sospensione dei brevetti e degli altri diritti di proprietà intellettuale, molti paesi del mondo, con competenze e tecnologia per produrre localmente vaccini contro il Covid-19, potrebbero aumentare la produzione e rendere così più rapida la loro somministrazione.

Ad oggi, la proposta di sospensione è sostenuta da centinaia di organizzazioni della società civile in tutto il mondo ed è stata accolta con favore da numerose organizzazioni internazionali tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il Programma delle Nazioni Unite per l’HIV e l’AIDS (UNAIDS), la Drugs for Neglected Diseases Initiative (DNDi), South Centre, Unitaid e Third World Network.

Ho depositato oggi una mozione che chiede alla giunta provinciale a trasmettere al governo italiano la deliberazione del consiglio di impegnarsi in tal senso e a sostenere tale causa in tutte le sedi pubbliche ed istituzionali.

Ugo Rossi

 

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GARANTIRE L’ACCESSO AI VACCINI IN TUTTO IL MONDO NON È SOLO UNA QUESTIONE DI EQUITÀ, MA ANCHE DI SALUTE PUBBLICA GLOBALE

La prima fase della campagna vaccinale in corso ha escluso di fatto la maggior parte dei paesi a medio e basso reddito: il 75% dei vaccini è stato somministrato in soli 10 paesi del mondo, mentre molti paesi non hanno ricevuto una sola dose. Con la sospensione dei brevetti e degli altri diritti di proprietà intellettuale, molti paesi del mondo, con competenze e tecnologia per produrre localmente vaccini contro il Covid-19, potrebbero aumentare la produzione e rendere così più rapida la loro somministrazione.
Ad oggi, la proposta di sospensione è sostenuta da centinaia di organizzazioni della società civile in tutto il mondo ed è stata accolta con favore da numerose organizzazioni internazionali tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il Programma delle Nazioni Unite per l’HIV e l’AIDS (UNAIDS), la Drugs for Neglected Diseases Initiative (DNDi), South Centre, Unitaid e Third World Network.

Recentemente, oltre 115 membri del Parlamento Europeo hanno sollecitato la Commissione Europea e il Consiglio Europeo a non opporsi alla proposta di sospensione dei brevetti.
Piu di 100 leader, ex capi di Stato e di governo, premi Nobel e attori hanno firmato un appello, promosso dal premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus, affinché “governi, fondazioni, filantropi e imprese sociali si facciano avanti per produrre e distribuire i vaccini in tutto il mondo gratuitamente”.
“Invitiamo tutte le entità sociali, politiche e sanitarie a riaffermare la nostra responsabilità collettiva per la protezione di tutte le persone vulnerabili legate a povertà, discriminazione, genere, malattia, perdita di autonomia o funzionalità o età.”
I firmatari infine esortano l’Organizzazione mondiale della sanità a progettare un piano d’azione mondiale per il vaccino COVID-19. Facciamo appello a loro per istituire un comitato internazionale responsabile del monitoraggio della ricerca sui vaccini e per garantire la parità di accesso al vaccino per tutti i paesi e tutte le persone entro un periodo di tempo prestabilito annunciato pubblicamente.

La partita ultima che si sta giocando per l’accesso al vaccino che, congiuntamente a terapie efficaci e strumenti diagnostici adeguati, resta essenziale per contenere e sconfiggere il virus, si sta rivelando complessa e iniqua. A oggi oltre 234,1 milioni di dosi sono state somministrate in tutto il mondo pari a 3,1 dosi ogni 100 individui. Di queste il 75% sono concentrate in soli 10 paesi mentre la maggior parte dei paesi a medio e basso reddito sono rimasti sostanzialmente esclusi da questa prima fase della campagna vaccinale.
L’attuale pandemia ha sottolineato con grande evidenza la centralità dell’intervento pubblico, coordinato anche a livello internazionale, nel campo della ricerca e in tutto ciò che concerne la tutela della salute. Prodotti innovativi sono spesso il risultato di un impegno collettivo di enti pubblici, filantropici e privati che includono ricercatori, finanziatori, medici e pazienti, il cui risultato finale deve essere reso disponibile e accessibile a tutti quanti ne abbiano bisogno. Il ruolo dello Stato resta determinante per riequilibrare il disallineamento con l’interesse pubblico. Non a caso nei primi giorni di complessità e incertezza della pandemia, i parlamenti di Olanda, Germania, Israele, Cile ed Ecuador hanno adottato risoluzioni in cui si dichiara che l’epidemia globale di coronavirus giustifica l’uso di licenze obbligatorie per facilitare l’accesso a vaccini, farmaci e test diagnostici.

La proposta di India e Sudafrica presentata all’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) il 2 ottobre 2020 con cui si chiede una deroga ai brevetti e ad altri diritti di proprietà intellettuale su farmaci, vaccini, strumenti diagnostici e dispositivi di protezione individuale per tutta la durata della pandemia, muove da questi spunti e va oltre, puntando a concepire misure agili e globali di risposta a una situazione straordinaria. Molti paesi del mondo con competenze e capacità tecnologiche per produrre localmente vaccini contro il Covid-19 potrebbero giovarsene aumentando la produzione e rendendo più rapida la loro somministrazione. L’Italia potrebbe trarne un enorme beneficio producendo vaccini contro il Covid-19 autorizzati dalle agenzie regolatorie anche nella prospettiva di ulteriori cicli di vaccinazione negli anni a venire. L’esportazione verso paesi senza alcuna capacità produttiva deve essere considerata.
Alla luce di tutto questo e consapevoli dell’importanza della salute come diritto fondamentale è importante che anche il Governo Italiano si impegni:

1. ad operare ogni sforzo nell’ambito dell’Unione Europea, del G20 di cui ha la presidenza e dell’OMC per garantire la tutela della salute al di sopra di ogni protezione della proprietà intellettuale e per aiutare a rimuovere gli ostacoli e l’ostilità all’iniziativa di India e Sudafrica;

2. a dotarsi degli strumenti normativi necessari per la piena ed effettiva attuazione di tutte le flessibilità (licenze obbligatorie, importazioni parallele) previste anche negli articoli 30 e 31 degli accordi TRIPS sulla proprietà intellettuale affinché vaccini e farmaci con potenziale trattamento per Covid-19 possano essere prodotti su ampia scala ed eventualmente esportati verso paesi senza alcuna capacità produttiva. In particolare, deve essere consentita la
produzione di farmaci equivalenti, l’importazione e l’esportazione di questi farmaci senza limitare, se necessario, le licenze obbligatorie al solo mercato interno del Paese dove avviene la produzione;

3. a rendere i vaccini economicamente accessibili, consentendo una produzione su larga scala per soddisfare la domanda globale. È auspicabile il ricorso a meccanismi di sospensione brevettuale e controllo di prezzi per impedire che l’esclusiva della proprietà intellettuale ne ostacoli l’accesso. La capacità produttiva dovrebbe idealmente essere diffusa in tutto il mondo per mitigare il rischio di spinte nazionalistiche;

4. a favorire e promuovere la condivisione trasparente dei saperi, delle informazioni sulle proprietà intellettuali esistenti, dei dati relativi alle sperimentazioni cliniche e dei contributi ricevuti nella fase di Ricerca e Sviluppo, elementi fondamentali per accelerare il progresso scientifico, per proteggere la salute pubblica comune e per favorire un accesso sostenibile al vaccino.
Tutto ciò premesso, il consiglio provinciale impegna la Giunta provinciale
– A far pervenire la presente deliberazione al governo nazionale perché vengano adottati tutte le azioni politiche possibili in tutte le sedi al fine di conseguire quanto sopra riportato ai punti 1,2,3,4.
– A prendere posizione pubblicamente e in ogni sede istituzionale nel senso indicato dalla presente deliberazione.

 

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Ugo Rossi