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ROSSI (TRENTINO IN AZIONE) – INTERROGAZIONE * SANITÀ:« LA PAT È ORGANIZZATA PER ATTUARE EFFICIENTEMENTE IL PIANO STRATEGICO VACCINALE ANTI SARS-COV-2? »

LA PROVINCIA DI TRENTO E’ ORGANIZZATA PER ATTUARE EFFICIENTEMENTE IL PIANO STRATEGICO VACCINALE ANTI SARS-COV-2?

Premesso che:
Il decreto legge approvato il 31 marzo dal Consiglio dei Ministri ha introdotto misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19 che riflettono la gravità della situazione che ancora sussiste in tutto il territorio italiano;

L’intero Paese resterà infatti in zona rossa e arancione almeno fino a fine aprile e finché i numeri dell’epidemia non consentiranno di allentare tali misure. Sono previste possibili determinazioni in deroga e modifiche alle misure stabilite dal provvedimento, con deliberazione del Consiglio dei Ministri, in base all’andamento dell’epidemia nonché allo stato di attuazione del Piano strategico nazionale dei vaccini;

Il decreto quindi ribadisce come la possibilità di far ripartire il Paese sia inscindibilmente legata al successo del piano vaccinale ed, in particolare, alla possibilità di vaccinare un’ampia porzione di popolazione in tempi che siano il più rapidi possibili, con particolare riguardo alle categorie più fragili. L’esperienza di Paesi che hanno già raggiunto livelli significativi di protezione della popolazione, come Israele o il Regno Unito, conferma che la combinazione di vaccinazioni di massa e misure restrittive che limitino al contempo il diffondersi del contagio rappresenta una strategia vincente per consentire la ripartenza di attività economiche, educative e sociali;

L’impegno del Governo è quindi comprensibilmente focalizzato sulla campagna vaccinale mediante l’atteso “cambio di passo”, che dovrà portare a 500.000 somministrazioni al giorno. Per il raggiungimento di questo obiettivo è stato affiancato al Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-2 anche il Piano del Commissario Straordinario del 13 marzo scorso, che fissa le linee operative per completare al più presto la campagna vaccinale.

Il Piano prevede il massimo coinvolgimento dell’intero Sistema Paese e si fonda su capillarità e spinta sulla distribuzione e somministrazione quali capisaldi necessari per dare nuovo impulso alla campagna vaccinale. Regioni e Province Autonome hanno il compito di definire i piani regionali, seguendo le indicazioni stabilite a livello centrale e, attraverso le aziende sanitarie, organizzare sul campo le attività di somministrazione e registrazione, anche con la collaborazione delle strutture regionali di protezione civile se necessario;

In aprile sono attese in Italia 8 milioni di dosi di vaccini e si dovrà quindi procedere vaccinando più fasce d’età e categorie contemporaneamente; questa vaccinazione “di massa” necessità la mobilitazione di tutti i professionisti ed operatori in grado di contribuire alla campagna, tra i quali sono stati indicati anche farmacisti, odontoiatri, medici specializzandi, biologi ed ostetriche;
Nei giorni scorsi il Presidente Fugatti ha dichiarato in conferenza stampa che al momento in Trentino le persone vaccinate a settimana sono 8.000-10.000 ma che, grazie all’aumento nell’approvvigionamento registrato nelle ultime due settimane, si arriverà dopo Pasqua a 20.000 vaccinazioni alla settimana. Si prevede inoltre di aprire a breve le prenotazioni per gli over 70.

Considerato che:
Nella prima fase del piano vaccinale sono stati registrati in Provincia di Trento gravi e ripetuti disservizi a causa dell’inadeguato funzionamento del sistema previsto per le prenotazioni mediante il sistema CUP online;

Diversi rappresentanti dei Medici di Medicina Generale stanno riscontrando e denunciando un approvvigionamento non efficace e non puntuale, con problemi di distribuzione soprattutto nei territori periferici;

E’ già stato riscontrato un problema di carenza di personale per cui l’APSS ha ipotizzato la chiusura di alcuni reparti ed il rallentamento di alcune prestazioni al fine di reclutare personale da mettere a disposizione della campagna vaccinale, inclusi infermieri che si stanno reclutando da ospedali e servizi territoriali sottraendoli alle loro attività e gravando ulteriormente sulla situazione già estremamente difficoltosa di queste strutture;
L’obbligo della vaccinazione per le professioni sanitarie – previsto dal decreto legge del 31 marzo – prevede che il lavoratore non vaccinato venga dirottato a mansioni diverse da quelle a contatto con i pazienti o gli anziani; in Trentino su quattromila dipendenti delle RSA, mille non hanno fatto il vaccino e a questi vanno aggiunti settecento dipendenti dell’Azienda sanitaria.

 

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Tutto ciò premesso, si interroga l’Assessore competente per sapere:
– se, in considerazione dell’importante potenziamento della campagna vaccinale che dovrà essere attuato a partire da metà aprile e alla luce delle difficoltà organizzative già riscontrate e/o

previste con particolare riferimento alla carenza di personale, il Trentino sia organizzato in modo adeguato per attuare il piano strategico vaccinale.
A norma di regolamento si chiede risposta scritta.

 

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Ugo Rossi