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ROSSI (MISTO) – INTERROGAZIONE * « FIRMATO A ROMA IL PATTO PER I RINNOVI CONTRATTUALI DELLA PA, IN TRENTINO COME SI INTENDE PROCEDERE? »

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17:52 - 10/03/2021

Il governo nazionale e le organizzazioni sindacali hanno firmato il “Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale”.

Nello stesso si stabilisce l’impegno del governo ad emanare all’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) gli atti di indirizzo di propria competenza per il riavvio della stagione contrattuale relativa al triennio 2019-2021.

In Trentino la Provincia aveva reso disponibili nella legge provinciale di stabilità 2020, risorse pari a 20 milioni di euro all’anno 2020 da destinare ad un primo recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni, pari allo 0,70% del trattamento fondamentale con effetto dall’1 gennaio 2019.

Con il protocollo firmato il 13 gennaio 2020 la Provincia si impegnava a prevedere, nei disegni di legge di stabilità e di assestamento che saranno approvati nel corso degli anni 2020 e 2021, lo stanziamento di risorse per aumenti contrattuali complessivi (oltre a quello dello 0,70% alla data del 1 gennaio 2019, che assorbe l’indennità di vacanza contrattuale relativa al triennio 2019/2021), dell’1,8% alla data del 1 aprile 2020, del 3% al primo gennaio 2021 e del 4,1% alla data del 1 settembre 2021.Le risorse per questi aumenti ammontano complessivamente a circa 67.000.000 di euro per tutto il comparto pubblico provinciale.

Il governo provinciale non solo non ha poi previsto alcun stanziamento per rinnovi nella legge di stabilità 2021 ma ha cancellato i primi 20 milioni, già stanziati con la finanziaria provinciale 2020 per il rinnovo dei contratti pubblici.

Dopo un incontro con le organizzazioni sindacali il giorno 21 ottobre 2020 il Presidente Fugatti confermava la volontà di onorare gli impegni assunti:

“E’ inoltre nostra intenzione procedere al rinnovo del contratto collettivo, sulla base di quanto già concordato a gennaio, nella consapevolezza dell’importante apporto offerto dal settore pubblico allo sviluppo del Trentino nel suo complesso. D’altra parte, la situazione difficile che stiamo tuttora attraversando, a partire dal protrarsi della pandemia di Coronavirus, ci impone la responsabilità di attendere una definizione del quadro finanziario, normativo e fattuale più chiara per la Provincia. Questa chiarezza potrebbe determinarsi già entro la fine di novembre, con il varo della manovra finanziaria del Governo e la definizione di alcune questioni ancora sospese, a partire dalle risorse che Roma metterà a disposizione per colmare il mancato gettito 2020. Entro i primi di dicembre, e comunque in vista dell’approvazione della manovra di Bilancio provinciale, la Giunta incontrerà tutte le rappresentanze sindacali del settore – Autonomie Locali, Scuola, Sanità e Ricerca – al fine di definire compiutamente tutto quanto concerne il rinnovo del contratto.”

Lo Stato ha poi provveduto a mettere a disposizione le risorse per colmare gli effetti negativi del mancato gettito fiscale causato dalla pandemia sul bilancio provinciale.

Risultato: fino a oggi il Trentino non ha un euro stanziato a bilancio per il rinnovo dei contratti pubblici (lo ha fatto sia lo Stato che l’Alto Adige) e nessuna interlocuzione poi è intervenuta con le organizzazioni sindacali.

Si consideri inoltre che nel settore della pubblica amministrazione operano lavoratori del settore sanitario e del settore scolastico che sono stati e sono in prima linea sul fronte del contrasto alla pandemia.

Tutto ciò premesso,
si interroga il Presidente della Provincia per conoscere se:
e’ intenzione del governo provinciale onorare gli impegni assunti con il protocollo del 13 gennaio 2020 e con quanto successivamente dichiarato

in caso di risposta positiva alla prima domanda, come intenda procedere e con quali modalità e tempi intenda stanziare le risorse necessarie

se intende, anche a seguito della firma del “patto nazionale” riprendere il confronto con le organizzazioni sindacali

 

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Ugo Rossi

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LANCIO D'AGENZIA

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