«Non voglio fare polemica, ho la responsabilità della salute di 5 milioni di veneti: abbiamo purtroppo 43 persone contagiate e due persone che hanno perso la vita: do la notizia della seconda persona che ha perso la vita, una signora del 1944. Ho sentito queste parole e spero siano semplicemente un incidente di percorso, un’infelice uscita. Se così non fosse, sarebbe gravissimo che un presidente del Consiglio si rivolgesse così a delle comunità che hanno una sanità eccellente, tra le migliori a livello internazionale. Gli stessi governi tutti gli anni premiano la nostra sanità come eccellente. Non è mancato il coordinamento, non sono mancate le squadre: voglio girare un applauso ai 54 mila dipendenti della sanità che rischiano tutti i giorni la vita per curare i nostri cittadini». Questo il commento del presidente della Regione Veneto Luca Zaia a “Fuori dal Coro” in onda questa sera, in prima serata, su Retequattro.

E prosegue: «Sicuramente il direttore è poco rispettoso di chi lavora perché le posso garantire che l’Ospedale di Codogno, la sanità della Lombardia, del Veneto, dell’Emilia-Romagna e tutte le nostre sanità più eccellenti applicano in maniera pedissequa le linee guida dell’Organizzazione mondiale della Sanità e dell’Istituto superiore della Sanità, per cui, non esiste mettere in discussione la qualità della nostra sanità. Mi lasci dire che se facessimo un referendum in Lombardia e chiedessimo ai cittadini se vogliono continuare ad avere la sanità gestita dai loro governatori o da Roma, le posso garantire che nessuno vuole Roma».

Riguardo ai provvedimenti restrittivi ha risposto «È un virus a bassa mortalità, ma ad altissima contagiosità quindi le misure che la mia Regione e le altre hanno preso, sono a tutela della diffusione del contagio. Un contagio così importante che metterebbe in ginocchio la nostra comunità, la nostra economia e soprattutto intercetterebbe quelle fasce più deboli che sono spesso rappresentate dagli anziani e che, altrettanto spesso, hanno già hanno patologie pregresse».

Sempre in merito alle polemiche sul ritardo dei provvedimenti Zaia ha risposto: «Conosco gente che saprebbe fare 13 al Totocalcio giocando la schedina il lunedì mattina. La verità è che abbiamo dimostrato in questi anni di aver attraversato con esito positivo tragedie immani come l’alluvione nel 2010 e il terremoto. Quando c’è un’emergenza c’è bisogno di qualcuno che decida. Non è facile per un Governatore firmare delle ordinanze con cui si chiude il Carnevale di Venezia, il più grande e più bel Carnevale del mondo, gli eventi sportivi, le Chiese, ma l’interesse della salute dei veneti viene prima di tutto».

Il presidente della Regione Veneto ha poi concluso con uno “slogan” chiesto da Giordano: «Solo i pessimisti non fanno fortuna. Il virus non vincerà con noi».