Covid-19 Free -settima puntata- (Provincia autonoma Trento)

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FEDERAZIONE: FOCUS SULLA COOPERAZIONE TRENTINA

Intervista a Roberto Simoni

- Candidato presidente Federazione trentina della Cooperazione -

Lettera aperta a:  Giunta della Provincia Autonoma di Trento – Giunta del Comune di Trento – Ai rappresentati politici ed istituzionali.

Come Rete Italiano a Trento rinnoviamo il nostro giudizio severo sui tagli al sistema di accoglienza decisi dalla Giunta Provinciale.

Anche durante il 2019, come da diversi anni, a Trento, persone volontarie hanno continuato ad offrire più di 20 ore di insegnamento della lingua italiana a persone migranti, ogni settimana. Un totale di circa 900 ore di formazione, a cui vanno aggiunte attività di programmazione, coordinamento, conversazioni, progetti.

Nella Rete Italiano a Trento, i volontari si sono coordinati per promuovere la conoscenza della lingua italiana in almeno 10 diversi luoghi della città, in orari differenziati, dal lunedì al sabato, offrendo ogni settimana a oltre cento persone migranti un’opportunità di migliorare le proprie competenze linguistiche. Sono uomini e donne, richiedenti asilo, lavoratori e lavoratrici, senza dimora, stagionali, persone in cerca di lavoro. Sono persone che vivono a Trento, accanto a noi, in città o nei primi dintorni.

Cosa possiamo dire oggi? Che la rete funziona e va tutto bene?

No! Non va affatto bene. Perché noi non bastiamo.
La scelta di tagliare i fondi per i corsi di italiano e di mortificare le competenze affinate nel tempo da figure professionali formatesi per l’insegnamento della lingua e dell’accoglienza è un atto che riduce la coesione sociale e promuove la povertà.

Quando gli albergatori ci chiamano chiedendo di attivare corsi perché non trovano lavoratori che parlino italiano per coprire le attività stagionali, ci risulta evidente che questa povertà imposta “per legge” è cieca e sorda soprattutto verso il futuro prossimo.
Quando l’Agenzia del lavoro indirizza alla nostra rete le persone in cerca di lavoro, perché arrivino al livello di lingua minimo richiesto per i corsi professionalizzanti, ci chiediamo come sia possibile che ciò che è istituzionalizzato debba ricorrere al volontariato per sopravvivere.

Ci rendiamo conto che qualcosa di strutturale è stato tolto, impoverendo la comunità intera e togliendo a persone che hanno diritto all’accoglienza, in quanto richiedenti asilo, anche le opportunità di apprendere la lingua italiana.

La Rete dei percorsi per l’apprendimento dell’italiano è testimone dei danni che i tagli al sistema di accoglienza provocano al tessuto socio-economico trentino e alle storie personali dei migranti. Ogni giorno.

Ci rivolgiamo quindi alla Giunta provinciale, alla Giunta comunale e a tutti gli uomini e le donne che ci rappresentano nelle diverse istituzioni.

Al Comune di Trento, che si è mostrato sensibile e che in parte ci ha supportato, ribadiamo con forza la necessità di accompagnare l’impegno di quanti offrono gratuitamente il proprio tempo per mantenere viva la rete dei percorsi per l’apprendimento dell’italiano. Servono con urgenza spazi e un sostegno convinto.

Alla Giunta Provinciale chiediamo che si adottino delle misure correttive rispetto alle gravi conseguenze che come Rete abbiamo tristemente registrato. Chiediamo il ripristino e una riprogettazione dell’offerta di corsi di italiano all’interno del sistema dell’accoglienza. Riteniamo fondamentale una coprogettazione assieme a tutti gli attori operanti sul territorio, in una costante attenzione alla valorizzazione delle competenze già in essere degli apprendenti.

I corsi di italiano sono necessari al benessere dell’intero territorio: dovevano essere rinforzati, e non certo tagliati. Il volontariato non può e non deve sostituire l’ente pubblico nell’erogazione di un servizio fondamentale. L’offerta dei centri EDA (Educazione degli Adulti) non è più sufficiente, in quanto sono rimasti praticamente da soli ad affrontare la domanda di corsi certificabili di lingua e di alfabetizzazione.

È bene ricordare ai nostri referenti istituzionali e alla Giunta provinciale in primis in indirizzo, che come cittadini siamo chiamati a pagare le tasse affinché le amministrazioni realizzino i principi fondanti della nostra carta costituzionale.

Come cittadini abbiamo il diritto e il dovere di sollecitare l’amministrazione a non sfuggire irresponsabilmente alla propria funzione istituzionale. E la lingua è uno dei punti fondamentali. È irrinunciabile. È un’opportunità per tutti.

 

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Rete Italiano a Trento

composta da:
Associazione A.M.A. Auto Mutuo Aiuto Associazione Amici Senzatetto Associazione Demo
Associazione Oratorio di S. Antonio
Atas Onlus
Centro Astalli Trento onlus
Circolo Culturale L’Allergia
Cnca Trentino
Gruppo Volontari 2011 “Italiano Per Tutti” Il Gioco degli Specchi
Liberalaparola Trento
Penny Wirton Trento
Scuola di Preparazione Sociale Sps Volontari Residenza Fersina