“Quarto Grado” – nella puntata in onda ieri sera, venerdì 23 ottobre, su Retequattro – ha approfondito il tema Cellule T, presenti in alcune persone e che – secondo alcuni studi – potrebbero dare una sorta di immunità verso il Coronavirus.

Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri di Bergamo, è intervenuto con una sua testimonianza alla trasmissione.

Le Cellule T spiegherebbero perché alcuni pazienti sono asintomatici rispetto ad altri?

«Il 60-70% della popolazione ha un’immunità preesistente, ma non sappiamo perché.
In Germania, Olanda e Stati Uniti hanno preso dei donatori che hanno donato il sangue dieci anni fa, isolandone le Cellule T.
Dieci anni fa non sapevamo neanche cosa fosse il Coronavirus, eppure alcune di quelle persone avevano delle cellule T, chiamate Linfociti T, i quali sono specifici per riconoscere questo virus.
Questi soggetti hanno Cellule T, che hanno riconosciuto altri virus – che somigliano al Coronavirus – e quindi sono già pronte, nel caso dovessero contagiarsi, a interferire con il virus in modo da impedirgli di fare dei danni.

Cominceremo a stare meglio dalla metà del prossimo anno: il Coronavirus continuerà ad esserci, ma staremo sempre meglio e nel 2022 sarà solo un raffreddore. È una previsione che ha altissime probabilità di essere sbagliata, ma che ho voluto fare lo stesso».