I microfoni di “Dritto e Rovescio”, il talk show condotto da Paolo Del Debbio, in onda questa sera, alle 21.30 su Retequattro, hanno raggiunto Alessandro Di Battista che ha rilasciato alcuni commenti sulla nuova alleanza Pd-M5s, criticato le azioni del leader della Lega, Matteo Salvini e ha parlato di Matteo Renzi, di Luigi Di Maio, del premier Giuseppe Conte e del suo mentore, Beppe Grillo.

Di seguito alcuni passaggi dell’intervista:

Riguardo la precedente alleanza gialloverde, ha dichiarato: «State parlando con colui che è sempre stato un acerrimo nemico di Salvini, mi voleva “mandare a quel paese” tutti i giorni. Ho contrastato tantissimo anche la Lega da fuori il Parlamento. Personalmente Salvini, mi ha deluso quando si è dimostrato molto pavido di fronte a quelli che sono “i poteri forti”. Ho sentito un’intervista ad Andrea Orlando (Pd) in cui dice che, in questo Paese, i poteri forti non esistono; invece si chiamano “De Benedetti”, “Benetton”, “Caltagirone”, “Malagò”…sono questi i miei avversari. Per me il Pd resta il partito garante di questo sistema».

Sui possibili “errori politici” commessi dal leader della Lega, Di Battista è stato netto: «È vera la storia che Salvini ha proposto a Luigi Di Maio di fare il premier, lo posso garantire da fonti dirette. Fondamentalmente lui ha avuto lo stesso vizio di Renzi: un’ubriacatura di potere. Un’arroganza tale che l’ha fatto sentire il “re del mondo”. Tanta gente ai suoi comizi, tante foto…si è sentito amato più di ogni altro, ma ha sottovalutato le regole parlamentari e ha commesso un autogol clamoroso».
E ancora: «Ho rapporti diretti con ex ministri e politici della Lega, pubblicamente sono compatti e difendono il Capitano poi, privatamente, ne dicono di “peste e corna”».

Se Salvini abbia avuto cattivi consiglieri, ha detto: «Non lo so, so però che se non mantieni i piedi per terra, ancorati alla realtà, rischi di montarti la testa e, secondo me, si è montato la testa ed ha preso una craniata».

In merito al nuovo Governo, ha risposto: «Speriamo bene, che vi devo dire? Non è un segreto di Stato il fatto che io sia scettico, conosco il Partito Democratico… Vedremo, come tutti i cittadini, mi auguro il meglio».

Sul premier Giuseppe Conte invece si è espresso così: «Non lo so. Staremo a vedere. Come tutti quanti i cittadini io sono un elettore, quindi un datore di lavoro dei politici e aspetterò di vedere e giudicherò i risultati».

A Luigi Di Maio ha poi augurato: «In bocca al lupo. Gli auguro il meglio, di fare come sempre l’interesse del popolo italiano. Oggi, per me, l’interesse del popolo italiano, passa anche attraverso scelte coraggiose perché l’Italia è stata destabilizzata del tutto con scelte di politica estera scellerate, portate avanti soprattutto dal Pd».
Se Di Maio gli abbia proposto una carica all’interno di questo Governo, ha spiegato: «Credo che il partito democratico abbia, in un certo senso, posto dei veti. Però è pur vero che io avevo esternato, non dico pubblicamente, però lo scrivono i giornali, uno scetticismo rispetto a questa cosa, quindi è anche comprensibile. Poi io sono un uomo piuttosto divisivo: le mie idee sono abbastanza nette da sempre e le metto sempre davanti a tutto. Per me le mie idee sono la cosa più importante che ho, oltre a mio figlio».

A proposito delle nuove strategie di Matteo Renzi, ha commentato: «Avrebbe dovuto mollare la politica, ma soltanto io ho fatto ciò che ho detto. E per quanto mi riguarda, non lo so, secondo me proverà a riorganizzare i gruppi parlamentari – che comunque li ha messi quasi tutti lui i parlamentari che oggi sono nel Partito Democratico – e proverà a creare una sorta di “minoranza interna”: questo l’hanno sempre fatto all’interno del Parlamento della repubblica».
Con il rischio di staccare la spina? «Non lo so. La convenienza personale viene sempre posta davanti agli interessi del Paese. Io non sono così. Personalmente se avessi pensato sempre e solo alla convenienza personale, avrei fatto un’altra carriera. Però per quanto mi riguarda, Renzi è così. Non crediate che si sia convertito sulla via di Damasco…Se si fosse andati al voto, la maggior parte dei suoi parlamentari, non sarebbero stati candidati da Zingaretti e lui si sarebbe trovato con un pugno di mosche in mano. Ha agito essenzialmente per istinto di sopravvivenza».

Parlando poi di Beppe Grillo, ha dichiarato: «Oggi riflettevo sempre su una cosa di Beppe che non viene mai detta: ha rinunciato a una valanga di soldi per dare una mano al Paese. Perché questo è stato Beppe Grillo quando ha messo in piedi il Movimento 5 Stelle, l’ha fatto esclusivamente per il bene collettivo, per l’interesse generale e per le sue idee». E ha aggiunto: «Gli riconosco un’onestà intellettuale che poche altre volte ho trovato in altri in esseri umani. Gli sono molto grato perché senza di lui non avrei mai potuto fare un’esperienza in parlamento e oggi, se ho anche delle opportunità a pubblicare dei libri, scrivere delle cose, essere conosciuto, è grazie a questa esperienza, non certo perché sia diventato Hemingway».

E ha concluso: «Faccio un grande in bocca al lupo a questo governo sperando che soprattutto si occupi degli ultimi e oggi, per me, l’unico modo per occuparsi degli ultimi in Italia, è aggredire con le sacche di potere le oligarchie a cominciare da una legge seria sul conflitto d’interessi che, secondo me, ripeto: se non c’è mai stata in Italia, più che per responsabilità di Berlusconi, è stata per responsabilità della Sinistra. Queste sono sempre state le mie idee e non le cambio».