Rai Storia: Passato e Presente. La Repubblica napoletana. Con la discesa in Italia delle armate francesi guidate dal generale Bonaparte nel 1798, nascono le Repubbliche sorelle di quella francese, le Repubbliche “giacobine”. I francesi scendono fino a Napoli. Il re Borbone Ferdinando IV fugge a Palermo. La città insorge, e anche a Napoli viene proclamata la Repubblica. A “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda domenica 22 settembre alle ore 20.30 su Rai Storia, Paolo Mieli ne parla con il professor Lucio Villari. Alla guida ci sono borghesi progressisti, aristocratici illuminati, professori e studenti, il meglio della società meridionale che porta avanti le idee di libertà e uguaglianza promosse dalla Rivoluzione francese. I giacobini cercano di intervenire sugli atavici problemi sociali del meridione, ma non riescono a conquistare la plebe napoletana, i cosiddetti lazzari, che restano affezionati al re Borbone. E quando il cardinale Fabrizio Ruffo costituisce un’armata di contadini e briganti per riconquistare Napoli per conto dei Borbone, l’armata sanfedista, i lazzari lo appoggiano, si rivoltano contro i giacobini e riprendono il controllo della città. La vendetta dei Borbone è tremenda: i giacobini vengono giustiziati uno dopo l’atro. E’ il trionfo della restaurazione. E’ un momento fondamentale per le sorti del nostro Meridione.

Rai Storia: L’albero degli zoccoli
Il capolavoro di Olmi a “Binario Cinema”
Tra l’autunno del 1897 e l’estate del 1898, l’esistenza quotidiana di quattro famiglie di mezzadri che vivono tutte insieme in una cascina della bassa bergamasca in sintonia pressoché assoluta con la natura e la ciclicità dei suoi ritmi. Recitato da attori non professionisti, contadini e operai della zona, il capolavoro di Ermanno Olmi, “L’albero degli zoccoli”, in onda per il ciclo “Binario Cinema” domenica 22 settembre alle ore 21:10 su Rai Storia, dopo aver vinto nel 1978 la Palma d’oro e il premio della giuria ecumenica del Festival di Cannes, nel 1979 si aggiudicò il David di Donatello come miglior film, 5 Nastri d’argento e il Cesar come miglior film straniero.

Rai 5: Le incredibili forze della natura
Il movimento
Da quando esiste, il nostro Pianeta è in movimento perpetuo e ruotando sul proprio asse ogni 24 ore, ci trasporta nello spazio a velocità supersonica. Eppure non lo percepiamo. Come possiamo sperimentare l’esistenza di questo movimento incessante? E quali conseguenze ha sul nostro pianeta? Lo svela il secondo episodio della serie in prima visione “Le incredibili forze della natura”, in onda domenica 22 settembre alle 21.15 su Rai5, che spiega il modo in cui l’orologio celeste del Sole e il sistema terra-luna influiscono su una vasta gamma di fenomeni naturali, dai cicloni tropicali alle maree, fino ai cambiamenti stagionali. Forze inimmaginabili forgiano il pianeta in cui viviamo, regalando una varietà di fenomeni e di paesaggi unici e suggestivi. Decifrare queste forze significa comprendere le regole che governano la natura e il mondo che abitiamo. La serie va alla scoperta di questi fenomeni capaci di dare vita ai luoghi più spettacolari della Terra rivelando come la bellezza del pianeta dipenda da una manciata di forze.

Rai 5: Hotspots, l’ultima speranza
Australia
Ogni giorno si estinguono 3 specie animali o vegetali. Questo processo di costante annientamento prende il nome di “La grande estinzione” e costituisce una minaccia per il pianeta. Come può l’umanità fronteggiare questa grave emergenza? Lo spiega la serie in prima visione “Hotspots, l’ultima speranza” in onda da domenica 22 settembre alle 22.05 su Rai5. In ogni episodio, la serie mostra la soluzione definitiva escogitata dagli scienziati: creare biodiversità, ovvero hotspot. Al centro del primo episodio le regioni dell’Australia.

Un hotspot di biodiversità è una regione della terra caratterizzata da livelli di diversità biologica particolarmente elevati, minacciata da perdita di habitat, cambiamenti climatici ed estesa perdita di specie. Per essere considerata un hotspot una regione deve avere un’alta proporzione di specie endemiche (che non possono essere trovate in nessun altro luogo del pianeta) e deve essere minacciata. La perdita del 70% della vegetazione nativa, ad esempio, è un fattore che viene comunemente utilizzato come indicatore per un hotspot di biodiversità.