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RAI 3 * “REPORT CULT” – TRA I SERVIZI CAFFÈ: « IL BUONO, IL RANCIDO E IL GINSENG CHE RACCONTA COME GLI ITALIANI PENSANO DI ESSERE GRANDI INTENDITORI »

lunedì 8 luglio su Rai3, alle 23,55 e su Raypaly viene riproposta una puntata di “Report cult”. Tra i servizi CAFFÈ: IL BUONO, IL RANCIDO E IL GINSENG che racconta come gli italiani pensano di essere grandi intenditori di caffè, in realtà hanno il gusto tarato su una qualità dal sapore legnoso, amaro e spesso rancido; un equivoco dovuto a una importazione di caffè di bassa qualità, tostato al limite del bruciato, che uniforma il sapore. Il simbolo di questa mentalità è Napoli: dopo la nostra inchiesta del 2014, siamo tornati al Gambrinus per un confronto sulla qualità del caffè dell’antica caffetteria e in generale sul caffè che si beve nei bar napoletani. Le sorprese non sono mancate.

In questo giro di degustazioni Report è stato accompagnato da alcuni esperti di fama internazionale. Siamo stati anche nei nuovi Specialty coffee, nei bar e nelle torrefazioni dove importano caffè selezionati e li abbiamo confrontati con il gusto e gli aromi del caffè che beviamo nei nostri bar. Abbiamo assaggiato e valutato i caffè di Starbucks a Milano e abbiamo degustato persino il caffè al ginseng, prodotto con un preparato in polvere. Ma nella nostra tazzina quanto ginseng c’è?

A seguire verrà trasmesso il servizio VORREI MA NON POS che spiega come l’Italia è ostaggio del contante: è tra le 35 peggiori economie globali per indice di intensità del cash in rapporto al Pil. In buona compagnia: con Iraq, Niger, Gambia, Maldive, Egitto, Pakistan. E se in Svezia le transazioni in cash rappresentano solo il 20% del totale e anche le chiese accettano le donazioni con carta di credito, e negli Stati Uniti ci è voluta una legge per obbligare i negozi ad accettare anche le banconote, in Italia le usiamo nell’86% dei casi: circolano per un valore di 200 miliardi di euro. Eppure fabbricarle può costare più del loro valore: coniare una monetina da 1 centesimo di euro ne costa 4,5 e secondo uno studio della Banca Centrale europea l’Europa spende ogni anno lo 0,46% del suo PIL per il denaro: 60 miliardi di euro. In Italia una legge in vigore dal 2014 obbliga gli esercenti ad accettare pagamenti elettronici, ma poi si sono scordati di introdurre le sanzioni per punire chi non si adegua. Ma almeno negli enti pubblici osservano la legge?