***

ASSOCIAZIONE TRANSDOLOMITES

Conferenza stampa "Ferrovia valli Avisio" (diretta video)

Le storie di Neila e Clara raccolte da Federica Sciarelli sono al centro della quarta puntata della nuova edizione di “Dottori in corsia – Ospedale Pediatrico Bambino Gesù” la docu-serie di Simona Ercolani, prodotta da Stand by me in collaborazione con Rai Fiction, in onda in prima visione domenica 8 dicembre alle ore 23.30 su Rai 3.

Nella quarta puntata Federica Sciarelli è alle prese con le storie della piccola Neila, una bimba nata con una grave malformazione all’esofago, e di Clara, un’adolescente affetta da anoressia che al Bambino Gesù troverà una strada verso la guarigione.

Antonio e Nastasia sono arrivati da Lecce al Bambino Gesù per curare la loro figlia Neila, una bambina di due mesi nata con una malformazione congenita, definita atresia dell’esofago: una patologia che non rende possibile nemmeno la nutrizione. Il suo caso è molto raro. L’intervento è delicatissimo, perché il tessuto esofageo è molto fragile, ma riesce perfettamente e Neila subito dopo viene portata in terapia intensiva dove dovrà restare per due settimane prima di essere svegliata. Tutto sembra filare liscio, fino a quando un versamento ai polmoni scatena una nuova emergenza, che però rientra velocemente. Finalmente Neila viene svegliata e può riprendersi la sua vita. Con mamma Nastasia al suo fianco può finalmente bere per la prima volta del latte per bocca ed è pronta a tornare a casa.

La storia di Clara è invece legata al tunnel dell’anoressia, una malattia terribile che colpisce soprattutto gli adolescenti, quasi sempre donne e sempre più giovani. Clara vive a Berlino con la sua famiglia, mamma Prisca, una violinista italiana, e il papà tedesco, e soffre di una forma acuta di anoressia dall’età di 8 anni. L’anoressia di Clara, iniziata per attirare l’attenzione dei compagni di nuoto, in un primo momento non viene notata dai genitori che non si accorgono che la bambina mangia pochissimo e si muove in continuazione per bruciare calorie.

Poi, quando la situazione precipita, i suoi genitori decidono di portarla dal medico e dallo psicologo e infine di ricoverarla presso una struttura specializzata a Berlino. Purtroppo l’approccio berlinese alla patologia di Clara non funziona e dopo due anni la ragazza, ora quattordicenne, arriva al Bambino Gesù per essere seguita dagli specialisti del reparto di disturbi del comportamento alimentare. Da qui, lentamente, inizia una lunga risalita attraverso un programma neuropsichiatrico che si concentra innanzitutto sulla sua fragilità emotiva e che prevede l’utilizzo di un sondino naso-gastrico che la aiuti a mangiare. Dopo due anni di terapie, Clara sta meglio ed è pronta per tornare a Berlino con la sua famiglia per continuare il suo percorso di guarigione.