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RAI 3 * “ DOTTORI IN CORSIA – OSPEDALE PEDIATRICO BAMBINO GESÙ “: « LA SESTA PUNTATA È DEDICATA ALLE STORIE DI SVEVA E DI CARMELO »

Dottori in corsia – Ospedale pediatrico Bambino Gesù. Domenica 22 dicembre, alle 23.10 Rai3, la sesta puntata di Dottori in corsia è dedicata alle storie di Sveva e di Carmelo. Federica Sciarelli condurrà nella sede del Bambino Gesù di Palidoro, dove Sveva è ricoverata per una gravissima disfunzione cardiaca. La storia di Carmelo, invece, è quella di un percorso straordinario: dieci anni fa gli era stato diagnosticato un linfoma, oggi Carmelo non solo è guarito, ma è diventato un medico.

Sveva è una ragazza di quindici anni, con idee chiare e tante passioni. È arrivata due mesi fa al Bambino Gesù dalla Sicilia in condizioni critiche. La dottoressa Adorisio ha diagnosticato una sindrome di Wolff-Parkinson-White; gli impulsi elettrici del suo cuore non lavorano in condizioni normali, e il cuore si è scompensato al punto da compromettere le sue funzioni.

Arriva al Bambino Gesù in condizioni talmente delicate che i medici inizialmente pensano addirittura di candidarla a un trapianto. Sveva viene portata in terapia intensiva mentre la dottoressa Adorisio insieme al dottor Fabrizio Drago, responsabile di cardiologia e aritmia pediatrica dell’Ospedale, decidono come aiutarla studiando un programma interventistico. Si riuniscono e scelgono un piano che esclude momentaneamente il trapianto, per effettuare un intervento di ablazione. Sveva viene portata in sala operatoria, dove il dottor Drago, insieme al dottor Silvetti e alla sua equipe, tenta di aggredire la cosiddetta via accessoria per eliminare quella asincronia cardiaca che scompensa il suo cuore. L’intervento è molto rischioso poiché si potrebbe compromettere ulteriormente la situazione. Sveva tollera brillantemente la procedura e dopo una notte una notte in rianimazione può dirsi salva. È tempo di tornare nella sua amata Sicilia.

La seconda storia è quella di Carmelo, un ragazzo di trent’anni a cui dieci anni fa è stato diagnosticato un linfoma. La vita gli ha riservato una durissima prova, ma lui è riuscito a tirar fuori, da quell’evento, una vita straordinaria.

Nel 2009 Carmelo vive a Udine, dove studia Lettere Classiche all’università. È un ragazzo sereno appassionato di letteratura, che a giugno torna a casa per godersi il mare. Il padre nota che il figlio scotta, ha la febbre, ma Carmelo non ci dà peso perché quel giorno vuole andare in spiaggia con gli amici. Il padre insiste e porta il figlio dal medico, che non convinto dalle condizioni del ragazzo coinvolge un radiologo per fare ulteriori accertamenti. La situazione è molto drammatica: Carmelo è all’ultimo stadio di un male chiamato Linfoma di Hodgkin.

Il professor Locatelli, responsabile del reparto di onco-ematologia del Bambino Gesù, prende in carico Carmelo, e cerca di studiare una situazione che è compromessa al punto da non avere molte speranze di soluzione. I primi cicli di chemio falliscono, ma Carmelo non si abbatte, grazie anche al supporto di suo fratello, e con la voglia di capire cosa stia succedendo al suo corpo decide di prendere in mano qualche libro di medicina. Studia e lotta contro la malattia, mentre Locatelli e la sua equipe decidono di cambiare le cure. Finalmente la malattia va in remissione grazie anche a un autotrapianto di cellule staminali. Carmelo finalmente può dirsi guarito, e non soddisfatto decide di cambiare facoltà e di iniziare un percorso in medicina. Il suo professore non potrebbe non essere il Prof Locatelli. Oggi Carmelo è passato al di là della barricata, si è laureato brillantemente ed è diventato un medico.