PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Giornata dell'Autonomia (5/9/2019)

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Domenica 25 agosto alle 7.05 Rai1 ripropone una puntataq di “Overland 18” Il team transita velocemente nella delicata zona delle centrali nucleari, costruite, come dichiarato, per motivi civili ed energetici: non ci si può fermare nemmeno per un paio di riprese, si potrebbe essere arrestati. Si sta visitando l’Iran durante il Ramadan, il periodo di digiuno religioso in cui non si mangia dal levar del sole al tramonto. Non essendo Musulmani, la squadra preferisce concedersi un lauto pranzo in piena campagna, lontani dalla civiltà.

La città capitale Teheran con 13.000.000 di abitanti è il più grande centro urbano e fulcro nevralgico della nazione. Già al tempo di Gengis Khan era nota, ma non era la città dominante. La città ha tre università e numerosi centri di sperimentazione per tutte le discipline scientifiche. I giovani rappresentano la maggioranza della popolazione, molto portata al dialogo, specialmente con gli stranieri. Davanti al palazzo dello Scià e all’Ambasciata Americana si racconta come il Paese sia arrivato alla rivoluzione religiosa iraniana guidata dall’Ayatollah Khomeini.

Il lago Urmia, completamente evaporato per colpa delle attività agricole, ha lasciato una superfice salina che ha inaridito tutto l’ambiente circostante. Un déjà-vu che ricorda il Lago Aral, visitato nella terza puntata di questa stagione, Overland 18. Si giunge a Tabriz, durante la festa per la ricorrenza della morte di Khomeini, celebrata nel rispetto delle regole coraniche del Ramadan: fino a sera niente cibo per nessuno. I mezzi pubblici hanno regole ferree: le donne possono salire solo nella parte posteriore, mentre gli uomini dalla porta anteriore.

Si entra in Turchia. La mole del Monte Ararat lo aveva già annunciato in lontananza. Il team si dirige in Cappadocia per visitare il parco di Goreme, dai famosi pinnacoli e dalle caverne rocciose, al cui interno hanno vissuto per migliaia di anni le popolazioni locali. Istanbul affascina come sempre e dall’alto della torre Galata, costruita dai Genovesi, è possibile ammirare i due continenti, Europa e Asia, quasi toccarsi, divisi dallo Stretto del Bosforo.
La veloce corsa passando par Macedonia, Kosovo, Albania, Montenegro, Croazia, Slovenia riporta la squadra in Italia a Verona.