CONSIGLIO PROVINCIA AUTONOMA TRENTO - CORECOM

Intervento del Presidente Marco Sembenotti

(Comitato per le Comunicazioni del Trentino)

Continuano con importanti risultati le azioni a tutela della collettività voluti dal Questore Cracovia. La Polizia di Stato denuncia due donne che, approfittano del lockdown e della necessità degli acquisti online, truffano ignari cittadini.

Sono, intanto, due le persone individuate dagli investigatori del Commissariato di P.S. di Riva del Garda per truffe online. Gli autori residenti a Napoli ed a Savona, hanno sfruttato le vendite su internet, in particolare durante il periodo del lockdown, per indurre in errore le vittime che cercavano sui siti acquisti a buon prezzo.

Le modalità sono quasi sempre le stesse. Nella maggior parte dei casi la vittima, dopo aver effettuato una ricerca online, trova su un sito l’oggetto di interesse e, sempre online, contatta il proprietario del bene, per realizzare una compravendita.

L’acquirente ed il compratore stipulano un contratto virtuale e, come avviene anche nella vita reale, per confermare l’acquisto viene versata una caparra. Il più delle volte il truffatore intasca la caparra e si dilegua. Spesso rintracciare l’autore dell’inganno appare particolarmente complesso perché i truffatori utilizzano utenze telefoniche mobili e carte postepay con intestazioni false e, sempre più spesso, realizzano siti civetta collocati all’estero dove è difficile rintracciarli.

La procedura è quella solita dell’acquisto: l’acquirente trova l’oggetto, in genere con un prezzo appetibile, contatta il venditore, il quale propone alla vittima di effettuare il pagamento tramite ricarica della postapay, poiché, a dire del truffatore, sarebbe il miglior metodo di pagamento immediato. Una volta pagato il primo acconto, in genere, il malfattore scompare. Talvolta questa operazione, per i meno avveduti, viene ripetuta più volta con diversi acconti.

Questo tipo di truffa potremmo definirla “tradizionale”, più “innovativa” è certamente quella che capovolge i ruoli. Il truffato mette in vendita online il bene viene contattato dal truffatore, il quale si mostra interessato all’acquisto e propone alla vittima, anche in questo caso, di ricevere il pagamento tramite ricarica della postapay. Il venditore, ignaro, si reca presso uno sportello Postamat ed esegue le operazioni sulla base delle indicazioni telefoniche del truffatore. La procedura è sempre la stessa: la vittima digita i codici che gli vengono dettati (altro non sono che il numero seriale della Carta Postapay del truffatore) poi, distratta dalle domande che il truffatore gli pone riguardo al bene venduto, non realizza che in quel momento sta caricando la Postapay dell’autore dell’inganno.

Generalmente l’operazione viene ripetuta una seconda volta. Il truffatore, infatti, carpita la fiducia della vittima, la convince a ripetere l’operazione di pagamento perché la prima non era andata a buon fine.

Vi sono stati casi in cui il malfattore è riuscito a convincere la vittima ad effettuare molte volte la stessa operazione.

Questo tipo di truffa, causa generalmente danni economici per un valore tra i 500 e i 4000 euro.
Le vittime una volta realizzato che sono incorse in un inganno denunciano, sempre più spesso il reato, nella speranza di riuscire a recuperare il denaro.
In diverse occasioni indagini particolarmente efficaci riescono ad individuare gli autori delle truffe e denunciarli all’autorità giudiziaria.
Il Commissariato di P. S. di Riva del Garda negli ultimi due mesi ha denunciato a piede libero due persone per truffe perpetrate ai danni di cittadini residenti nei comuni dell’Alto Garda.

 

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I casi:
• l’autrice di una truffa residente nella provincia di Napoli che utilizzando un noto sito per la vendita, acquisto di beni, aveva incassato un anticipo di 4.500,00 euro per la presunta vendita di un escavatore;

• sempre una donna residente a Savona con le stesse modalità aveva incassato, circa 100 euro per la vendita di un televisore usato.

“Le truffe, commenta il Vice Questore Salvatore Ascione, per essere realizzate hanno bisogno della collaborazione volontaria, anche se estorta con l’inganno, della vittima. Spesso abbiamo registrato che questo tipo di reato colpisce non solo persone che hanno conoscenze limitate del mondo online ma, anche persone avvezze a scambi ed acquisti sui siti che, però, tralasciano la proverbiale attenzione del “buon padre di famiglia” incorrendo nei trabocchetti dei truffatori.

Rimane, pertanto, indispensabile molta attenzione e, in certi casi, una sana diffidenza ed in particolare per tutte quelle operazioni di pagamento apparentemente non convenzionali.
Per questo motivo la Polizia di Stato, ha elaborato una serie di consigli, facilmente reperibili sul sito istituzionale, www.poliziadistato.it, utili per evitare di cadere nelle tante trappole della rete.