Sono molti e in alcuni casi pericolosi i salvataggi compiuti dalla Squadra Acque Interne del Commissariato di P.S. di Riva del Garda.

Protagonista è il vento, così noto a livello internazionale tanto che molte manifestazioni sportive, anche, a livello mondiale trovano nelle acque del Garda il loro scenario ideale. Il vento del Garda è, però, famoso, anche, per la sua forza e costanza. Questo attore, così importante per la massa dei turisti che vogliono provare il brivido della velocità sulle acque, se non conosciuto può essere fonte di grossi pericoli per chi lo affronta con superficialità ed inesperienza.

Nascono per tale motivo i molteplici interventi della S.A.I. , che nella quasi totalità dei casi riescono a compiere veri e propri salvataggi.

I casi sono i più svariati: il giovane con una tavola S.U.P. che, sfinito non riesce più a far rientro in spiaggia; il natante con 4 persone a bordo che a causa dell’avaria del motore non riesce a far rientro in porto; il Kyte che a causa del forte vento viene recuperato al centro del lago; il catamarano scuffiato con a bordo tre persone; il surfista in crisi a causa della rottura del boma; ancora un catamarano scuffiato in collisione con gli scogli di spiaggia Sabbioni; il serfista che non riusciva più a rientrare per il forte vento; il gommone, incapace di proseguire, a causa della rottura del motore ed, infine, il serfista che rompe la vela e viene portato al largo dal forte vento.

I soccorsi e i salvataggi rappresentano uno dei pilastri dell’attività della Polizia di Stato, commenta il Vice Questore Salvatore Ascione, Dirigente del Commissariato di Riva del Garda, ma non devono costituire l’occasione per favorire il rischio al pericolo per inesperti o persone non attrezzate per le attività che si accingono a compiere. In molte occasioni, infatti, i soccorritori, anche per la superficialità di coloro che vengono soccorsi, hanno messo in pericolo la loro vita, quando, con solo un po’ di attenzione, si poteva evitare.