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QUARTO GRADO – RETEQUATTRO * CASO DAVID ROSSI: DUE TESTIMONI PARLANO, ” ABBIAMO VISTO I FILMINI, CI SONO SITUAZIONI SCABROSE ” (LINK)

“Quarto Grado” è tornato a occuparsi – nella puntata in onda ieri, 9 marzo, su Retequattro – del caso di David Rossi, il capo della Comunicazione di Monte dei Paschi di Siena precipitato dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo 2013.

Il programma condotto da Gianluigi Nuzzi, con Alessandra Viero, ha mandato in onda le dichiarazioni di due testimoni – non legati tra loro – riguardo i presunti festini che si sarebbero svolti in ville nell’Aretino e sul mare, coinvolgendo personaggi noti di Siena e non solo, e che potrebbero avere a che fare con la vicenda di Rossi.

1. La prima testimonianza è scritta: una persona ha firmato una memoria che viene ricostruita nel servizio a seguire.

 

Link video:

 

Di seguito, il testo della ricostruzione della memoria del testimone 1.

Testimone 1: «Nel giugno 2017 ho avuto modo di visionare tre stralci di video inerenti l’inchiesta cosiddetta degli “amici della birreria”.
Alla mia domanda del perché la presenza in atti di questo materiale non fosse mai emersa, il mio interlocutore mi fece intendere che – da ciò che altri colleghi avevano avuto modo di dirgli -anche altro materiale non sarebbe finito negli atti…».

Domanda: «Cosa mostravano quei video?»
Testimone 1: «Erano tre estratti di pochi secondi. Nel più lungo, circa 35 secondi, si potevano vedere alcuni uomini all’interno, presumo, di un’abitazione privata… La disposizione degli oggetti e degli elementi di arredo facevano presumere che si trattasse della stessa circostanza e che quei filmati fossero tre registrazioni fatte con uno smartphone da uno dei presenti. Nel video più breve, circa 5 secondi se ricordo bene, era inquadrato solo un divano a forma di L chiaro, non si vedevano persone ma solo un accavallarsi di voci. Nel video più lungo, quello di circa 30 secondi, erano distinguibili soggetti molto noti nelle cronache senesi e non solo».

Domanda: «Quindi i famosi festini ci sono stati?»
Testimone 1: «Non posso affermare che quel materiale riguardasse ciò che la vox populi ha liquidato a festini. Posso però dire ciò che ho visto: manager e alte cariche dell’amministrazione in boxer, canotta e cravatta, un flûte che rideno in favore di obiettivo… Se l’idea è quella di “incontri orgiastici”, come accusò un importante socio del Montepaschi in assemblea, in quei video non intravidi scene di sesso. Stante i personaggi, colpiva il contesto molto poco ingessato. Di sicuro non era una cena del Rotary…».

Domanda: «La vox populi ha parlato anche di sostanze stupefacenti…».
Testimone 1: «Non vi era evidenza di ciò».

Domanda: «Quante persone ha potuto riconoscere?»
Testimone 1: «Nel terzo filmato, intorno ai 12 secondi, si vedeva passare davanti allo smartphone un ex manager della banca… In quello più lungo, sullo sfondo, uno in piedi e uno seduto su una poltroncina, c’erano due ragazzi, uno moro e uno castano chiaro, intorno ai 20-25 anni. Non li avevo mai visti e non sono certo di poterli identificare. Così come non è stato in grado di identificarli chi mi ha mostrato quei video…».

Domanda: «Perché esce allo scoperto solo adesso?»
Testimone 1: «Banalmente perché me lo avete chiesto. In seconda battuta perché, in cuor mio, spero che possano esserci sviluppi sostanziali su alcune vicende poco chiare che riguardano Siena…».

Domanda: «Lei si sarà fatto un’idea, comunque…».
Testimone 1: «Certo. Ma, come diceva Pasolini, “non ho le prove”. Questi video, ammesso possano essere inseriti nel contesto dei ‘festini’, non provano nulla di penalmente rilevante. Ma viste le persone coinvolte potrebbe essere stato esercitato un ricatto morale su alcune persone e sul loro vero orientamento sessuale. Non è ovviamente un reato se un manager o un funzionario pubblico escono a cena e se a letto sono etero o omosessuali. Per fortuna siamo in un Paese che, benché a fatica, sta superando certi scogli. L’aspetto grave, semmai, è quando si devono tenere nascoste certe preferenze per un non meglio precisato decoro agli occhi di una collettività, quella senese, che potrebbe mal digerire certi aspetti. Alla fine temo sia una storia di provincia, da strapaese. “Una storia sbagliata”, per dirla con Fabrizio De André…».

L’inviato di “Quarto Grado” Pierangelo Maurizio ha raccontato di aver incontrato il testimone, che in apparenza non parrebbe avere alcun motivo di risentimento nei confronti delle persone coinvolte in questa vicenda. Al giornalista, la fonte ha fornito i nomi di tre persone riconosciute nei video e ha quindi spiegato di aver visto i tre spezzoni dei filmati nel 2016, tre anni dopo la morte di David Rossi.
“Quarto Grado” non è dunque in grado di affermare con certezza se il contenuto dei filmati sia autentico o se sia frutto di un montaggio.

 

 

***

 

2. La seconda testimonianza è quella di una persona che non si fa riprendere in volto (viene però definita fonte “autorevole e istituzionale”), il cui racconto è nel servizio a seguire.

Link:

Di seguito, la trascrizione dell’intervista al testimone 2:

Domanda: «Torniamo a via Pioda 4, a Lugano (l’indirizzo in cui, secondo le voci, potrebbero essersi tenuti gli incontri; non è mai emerso che David Rossi fosse a conoscenza dell’esistenza di questa via, ndr)» Testimone 2: «Io non so niente di via Pioda 4»

Domanda: «Lì chi si incontrava?»
Testimone 2: «Io so soltanto di un video che ho visto a spezzoni… ci sono quei personaggi che ho detto».

Domanda: «I personaggi che ha visto sono l’ex ministro […] e […]».
Testimone 2: (annuisce, ndr)

Domanda: «E lei ha visto quel video?»
Testimone 2: «A spezzoni…».

Domanda: «Ma cos’era, un video ripreso con uno smartphone?»
Testimone 2: «Sì, sì»

Domanda: «E che fine ha fatto?»
Testimone 2: «Boh. Non ho mai avuto copia, perché sennò avrei denunciato».

Domanda: «E chi glielo ha fatto vedere? Non le chiedo il nome…».
Testimone 2: «Una persona che ce lo aveva… poteva averlo…».

Domanda: «…“che poteva averlo”. Ma mi scusi, da quel video, oltre ai personaggi che lei mi indica…».
Testimone 2: «Solo loro…».

Domanda: «Ma si intravedevano delle scene palesemente e chiaramente scabrose, oppure…».
Testimone 2: «Sì».

Domanda: «C’erano atti sessuali?»
Testimone 2: «Durerà 10 secondi, 15…».

Domanda: «Ma c’erano atti sessuali o erano semplicemente in situazioni…».
Testimone 2: «…scabrose».

Domanda: «Scabrose… Come “situazioni scabrose” potremmo definire personaggi noti che sono in mutande e cravatta?».
Testimone 2: «Non lo so…».

Domanda: «Lei l’ha visto…».
Testimone 2: «Non lo so…».

Domanda: «Quindi me lo conferma».
Testimone 2: «Non lo so!»

Domanda: «Che fine ha fatto quel video?»
Testimone 2: «Eh…».

Domanda: «Ma, secondo lei, possono essere stati esercitati dei ricatti sulla base di questi video o no?»
Testimone 2: «Non credo…».

Domanda: «Cioè, è stata una roba rimasta lì».
Testimone 2: «Non credo… Provate a chiedere a qualche ex autista di […]».

Domanda: «Qualcosa di più preciso?»
Testimone 2: «Qualche ex autista di […]».

Domanda: «Quello che faceva, dove li portava…».
Testimone 2: «…e (chiedete) quanto tempo stavano lì».

Domanda: «Ma David Rossi, a Lugano, ci andava o no, a via Pioda 4?»
Testimone 2: «Non lo so, di David Rossi non so nulla».

Domanda: «Questi video hanno qualche attinenza… perché poi il nocciolo della questione è: se sono fatti di vita privata è un discorso, se hanno attinenza con la morte di David Rossi è un altro. Anche su questo bisogna stare molto attenti…». Testimone 2: «Non so… Io sono un essere senziente e come tale posso fare congetture…».

Domanda: «Una sua congettura… Lei, da questo punto di vista, ha avuto indicazioni?

Testimone 2: «No, nessuna».

Domanda: «Nessuna?»

Testimone 2: «Nessuna».

 

Durante la puntata, erano presenti nello studio di Cologno Monzese gli avvocati Paolo Pirani (che assiste la famiglia Rossi) ed Emiliano Ciufegni (che ha difeso Antonella Tognazzi, moglie di David Rossi, nel processo in cui la donna doveva rispondere – insieme al giornalista Davide Vecchi – di violazione della privacy per la diffusione e pubblicazione dello scambio di email tra l’ex capo della Comunicazione MPS e l’amministratore della banca Fabrizio Viola. In una di queste mail, con mittente Rossi, c’era scritto “Stasera mi suicido, sul serio. Aiutatemi!!!!”. Nel processo, Tognazzi e Vecchi sono stati assolti “perché il fatto non sussiste”).