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PROVINCIA AUTONOMA TRENTO * RIORGANIZZAZIONE APSS: SEGNANA, « AUSPICHIAMO DI DARE LE MIGLIORI RISPOSTE AI CITTADINI DELLA COMUNITÀ ROTALIANA-KÖNIGSBERG PAGANELLA VALLE DEI LAGHI »

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12.57 - mercoledì 26 gennaio 2022

La proposta del nuovo sistema sanitario trentino illustrata alle comunità Rotaliana-Königsberg, Paganella e Valle dei Laghi. Riorganizzazione Apss, Segnana: “Auspichiamo di dare le migliori risposte ai cittadini e alle comunità”.

Presentati i cardini della nuova riforma territoriale dell’Azienda sanitaria ai rappresentanti istituzionali delle comunità Rotaliana-Königsberg, Paganella e Valle dei Laghi: l’incontro con i commissari e i sindaci dei tre territori è avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri presso il municipio di San Michele all’Adige. La riforma è stata illustrata dall’assessore alla salute della Provincia autonoma di Trento Stefania Segnana e dal direttore generale f.f. di Apss Antonio Ferro. Presenti anche il dirigente generale del Dipartimento Salute e politiche sociali Giancarlo Ruscitti e numerosi dirigenti Apss, tra i quali il direttore f.f. dell’Integrazione socio sanitaria e dell’Unità operativa cure palliative Gino Gobber, il direttore amministrativo Andrea Maria Anselmo, il responsabile del Servizio processi assistenziali ospedalieri Paolo Barelli e la responsabile del Dipartimento infrastrutture Debora Furlani.

“Quello di oggi è un incontro interlocutorio, perché vogliamo che la riorganizzazione sia quanto più condivisa e approvata. La nostra intenzione è che la sanità sia gestita sul territorio, per dare le migliori risposte alle comunità e ai cittadini, prima dell’arrivo in ospedale”, ha detto l’assessore Segnana.
Antonio Ferro ha esposto in sintesi la proposta di riforma, che permette una maggiore capillarità e penetrazione sul territorio dei servizi e definisce sei distretti in base a parametri oggettivi, con i tre obiettivi di omogeneità, equità e decentramento. “I tre compartimenti fondamentali della riorganizzazione sono costituiti dalla prevenzione, dalla parte distrettuale territoriale e da quella ospedaliera. Il covid ci ha insegnato tanto, nulla potrà essere come prima, soprattutto dal punto di vista della prevenzione. È necessaria una rimodernizzazione del sistema delle cure primarie, nessun medico deve più lavorare da solo, ma in rete. A noi sta molto a cuore il tema dei professionisti, l’attenzione verso di loro è un must”, ha detto Ferro.

Nel corso della serata è stato presentato dapprima il quadro teorico, quindi la struttura dell’azienda con gli organigrammi e nel contempo mostrato come si concretizzano i principi della risposta sanitaria territoriale nell’organizzazione. Ferro ha spiegato che si punta ad una interfaccia forte tra ospedale e territorio, cercando di dare alle amministrazioni locali degli elementi di continuità anche con l’assistenza sociale. Vengono poi ripristinati i dipartimenti ospedalieri e creati tre nuovi dipartimenti transmurali: pediatrico, ostetrico-ginecologico e “anziani e longevità”. Previsti poi alcuni incarichi di percorso, come ad esempio la diabetologia, collegati al territorio. Altro aspetto legato all’idea di sanità territoriale che si interseca con la riforma della medicina di famiglia è quello delle reti professionali, per una visione della sanità “di prossimità”, che intervenga sulle cure a casa per chi ha un primo livello di necessità, riservando le cure ospedaliere ad un secondo livello di gravità. “Il modello distrettuale permette una maggiore vicinanza alla popolazione e dunque è di grande importanza l’alleanza con i rappresentanti dei cittadini, che conoscono il territorio e le esigenze locali. I cittadini potranno sempre andare dove vogliono, ma troveranno le equipe mediche necessarie nel proprio distretto”, ha detto ancora Ferro.

Si è poi parlato della scommessa sulle professioni sanitarie, con le sei nuove strutture infermieristiche complesse, le reti cliniche dei medici di famiglia, la necessità di soddisfare le esigenze delle valli con l’attrattività per i professionisti. Come è stato detto, gli amministratori locali possono contribuire a trattenere i medici di base, la cui carenza è ormai nota non solo in Trentino, anche grazie alla messa a disposizione gratuita degli ambulatori e degli alloggi e favorire l’ospitalità attraverso il miglior inserimento possibile del medico nella comunità. Illustrata anche la riorganizzazione degli uffici amministrativi, che saranno più vicini al territorio senza gravare sulla spesa totale e senza l’incremento delle posizioni direzionali e posto l’accento sulla forte sinergia tra le unità locali e le famiglie, che potrà svilupparsi grazie al raccordo dei distretti.

Da parte dei presenti è arrivato un generale apprezzamento per la condivisione della presentazione e alcune osservazioni e domande, soprattutto riguardo alla dislocazione ottimale delle guardie mediche e alla destinazione della struttura sanitaria di Mezzolombardo, che diventerà una delle “case di comunità” previste dalla riforma. Centro nevralgico del territorio di riferimento, la casa di comunità avrà una serie di funzioni che faranno capo a servizi infermieristici, alla medicina generale e all’assistenza sociale, con ambulatori specialistici e luogo di stazionamento e logistica per le ambulanze.

 

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