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PROVINCIA AUTONOMA TRENTO * RICERCA: « APPROVATO IL PROGRAMMA PLURIENNALE PER LA XVI LEGISLATURA, PER AFFRONTARE LE SFIDE GLOBALI »

Eccellenza scientifica, trasferimento tecnologico, innovazione diffusa del Trentino per affrontare le sfide globali. Approvato il Programma Pluriennale della Ricerca per la XVI Legislatura.

“Una ricerca che vuole essere motore per lo sviluppo di conoscenza, ad ogni livello, ma vuole anche essere vicina alle aziende, promuovere lo sviluppo economico e l’innovazione sociale, per rispondere alle sfide del mercato e alle incertezze che il mondo globalizzato pone a tutti noi”: così l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli sintetizza il significato del Programma Pluriennale della Ricerca della XVI Legislatura, varato dalla Giunta provinciale. Un documento ampio e articolato, che si raccorda con le linee guida del Piano di sviluppo provinciale e tiene conto dei contenuti del Programma nazionale della ricerca e della programmazione europea. Il Programma dedica un’attenzione particolare alle attività che vedono il Trentino come laboratorio diffuso per l’innovazione, all’apertura al panorama internazionale, anche attraverso la collaborazione scientifica in ambito Euregio, all’attrazione e valorizzazione del capitale umano, alle infrastrutture di ricerca e per il trasferimento tecnologico, e individua alcuni settori scientifici ed approcci pervasivi trasversali, quali le scienze umane e sociali, le scienze della vita e l’intelligenza artificiale.

La Provincia autonoma di Trento ha sviluppato nel tempo un sistema della ricerca e dell’innovazione che costituisce uno dei settori in cui si è maggiormente concretizzato l’esercizio dell’Autonomia. Oggi questo patrimonio scientifico e tecnologico rappresenta un elemento strategico per lo sviluppo territoriale ed uno strumento imprescindibile per garantire ai cittadini una qualità della vita migliore in tutti i settori.

Il Programma Pluriennale della Ricerca della XVI Legislatura, approvato dalla Giunta su proposta dell’assessore Spinelli, sentito il parere del Comitato provinciale per la ricerca e l’innovazione, costituisce la cornice istituzionale per una programmazione e visione coordinata delle iniziative in materia. Il Programma definisce infatti, ai sensi della Legge Provinciale 4/2005, gli obiettivi da perseguire e le linee generali d’intervento per raggiungerli, le aree di ricerca d’interesse prioritario per il territorio provinciale, gli strumenti di attuazione ma anche i criteri generali di valutazione delle attività e dei progetti, nonché le modalità di verifica dei risultati. Il Programma individua, tra l’altro, le aree cui riservare i livelli massimi di intervento agevolativo dei progetti di ricerca industriale e sviluppo tecnologico regolati dalla legge 6/1999.

“Il Programma Pluriennale della Ricerca – sottolinea l’assessore Spinelli – è il frutto di un percorso basato sul confronto e la condivisione con esperti esterni, rappresentanti del sistema della ricerca e del tessuto economico del territorio. Nel 2019 abbiamo avviato un confronto strategico con i lavori del Forum della Ricerca che ha portato alla redazione della Carta di Rovereto e quest’anno abbiamo rinnovato il nostro impegno nel rendere questo Programma sempre più aderente alle necessità di una realtà territoriale colpita dall’emergenza sanitaria, per renderla capace di rispondere alle grandi sfide ambientali e economiche in campo. Si tratta di un documento importante, ambizioso e ricco di indicazioni per il futuro della ricerca in Trentino”.

Un’attenzione particolare viene dedicata all’innovazione sociale, al Trentino in quanto laboratorio diffuso per l’innovazione, in un approccio open science e di economia circolare, e quindi all’apertura non solo al territorio e alle sue istanze ma al panorama internazionale, compresa naturalmente l’Euregio Tirolo, Alto Adige, Trentino, all’attrazione e valorizzazione del capitale umano, il “motore” dellì’innovazione per eccellenza.
Cruciale è il ruolo delle infrastrutture di ricerca – strumentali alla creazione di fattive sinergie tra il mondo della ricerca e quello produttivo – e del trasferimento tecnologico, che richiede il rafforzamento delle azioni a sostegno dell’immissione sul mercato e nella società di prodotti, servizi e soluzioni, nati dalle attività di ricerca degli enti trentini.

Le aree di ricerca di interesse prioritario individuate – scienze umane e sociali, scienze della vita e intelligenza artificiale – sono declinate in 4 dimensioni strategiche (per un approfondimento sulle tematiche si veda la presentazione allegata):

– aree di crescita, suddivise in ricerca libera e ricerca tematica, finalizzata al sostegno di idee emergenti e alla creazione di nuove unità di ricerca;

– aree di consolidamento delle eccellenze di ricerca, orientata al supporto e alla valorizzazione degli asset scientifici e tecnologici strategici consolidati del territorio;

– progetti strategici, caratterizzati da un impatto nel breve periodo;

– trasferimento tecnologico, dimensione trasversale e pervasiva che si concretizza in un contesto di innovazione e valorizzazione dei risultati della ricerca e alla loro spinta verso il mercato.

In continuità con gli importanti investimenti fatti negli anni, il Programma mira a sviluppare visioni per il futuro orientate all’eccellenza in un’ottica di ricadute concrete e stabili sul territorio, rafforzando la cooperazione tra gli enti coinvolti – Provincia, Università di Trento e Fondazioni di ricerca – ma anche il dialogo con gli attori del mondo economico e imprenditoriale. Questo nell’ottica di ottimizzare ulteriormente l’impiego delle risorse, anche attraverso la condivisione di infrastrutture, percorsi professionali che rafforzano il rapporto tra ricerca e sviluppo economico e la partecipazione coordinata come territorio a iniziative nazionali e europee.

Nel documento si rinnova l’attenzione alla Ricerca e Innovazione Responsabile (RRI), cioè al fare scienza e innovazione coinvolgendo la società nelle sue varie accezioni, mettendo al centro della discussione temi dotati di un particolare rilievo sociale, quali l’accesso aperto ai dati di ricerca, l’etica della ricerca, l’educazione scientifica, il coinvolgimento del pubblico nell’attività di ricerca scientifica, ma anche il tema delle pari opportunità tra uomini e donne. Politiche di genere non solo riferite alla sfera dei diritti, ma come input per lo sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio (anche con azioni dirette a colmare il divario tra uomini e donne nelle cosiddette “scienze esatte”).

Il Programma conta su una forte sinergia con la Strategia di Specializzazione Intelligente trentina, anch’essa in via di approvazione, con la quale è stato condiviso un percorso di definizione parallelo. A livello di sistema territoriale sarà infatti cruciale per il futuro trasformare la dinamicità e l’eccellenza scientifica in impatto nell’attività produttiva e nella crescita del territorio anche a livello occupazionale puntando su fondi provinciali e europei, ma anche attraendo maggiori investimenti privati, e creando ricadute economiche stabili.