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PROVINCIA AUTONOMA TRENTO * PALAZZO MIGAZZI – COGOLO DI PEIO: « NELLA VIDEOCONFERENZA MAURO BERNABE ILLUSTRERÀ I RISULTATI DELLE INDAGINI DENDROCRONOLOGICHE (28 APRILE ORE 17.30) »

Palazzo Migazzi a Cogolo di Peio: una conferenza ne svela i segreti. Il 28 aprile alle 17.30 la Soprintendenza propone un appuntamento on line con Mauro Bernabei, ricercatore presso il CNR.

Si intitola “I segreti (svelati) di palazzo Migazzi a Cogolo in Val di Peio” la conferenza on line organizzata dalla Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento mercoledì 28 aprile 2021 alle 17.30. Mauro Bernabei, ricercatore presso il CNR – l’Istituto di Bioeconomia (CNR-IBE), illustrerà i risultati delle indagini dendrocronologiche condotte nei mesi scorsi su incarico della Soprintendenza su numerosi elementi lignei presenti all’interno dell’importante complesso monumentale dell’alta Val di Sole.

Per partecipare alla videoconferenza è indispensabile iscriversi, inviando la richiesta al seguente indirizzo di posta elettronica: [email protected], una volta iscritti si riceverà il link dell’incontro.

Nel 2020 sono iniziati i lavori di restauro di Palazzo Migazzi a Cogolo, in alta Val di Sole, promossi e finanziati dal Comune di Peio. Il complesso monumentale – sorto in età tardomedievale attorno a una torre a pianta quasi quadrata e poi trasformato in dimora signorile dalla famiglia Migazzi, emigrata dalla Valtellina a inizio Quattrocento – ha subito profonde trasformazioni nel corso del Novecento, compresa la demolizione della cinta murata merlata e del portale gotico d’accesso.
Il lavori – progettati dall’architetto Franco Pretti, autorizzati dalla Soprintendenza per i beni culturali e affidati alla ditta Tecnobase S.r.l. – sono finalizzati all’attento recupero dell’immobile e al suo pubblico utilizzo.

Grazie ad alcuni sondaggi stratigrafici nei mesi scorsi è stato rimesso in luce un frammentario ciclo affrescato a soggetto sacro in un ambiente al primo piano (databile allA seconda metà del XV secolo e attribuibile ai pittori bergamaschi Baschenis di Averara) e sono stati ritrovati – sulle pareti del salone al secondo piano – numerosi stemmi delle famiglie imparentate con i Migazzi dipinti nel XVII secolo.

Sei mesi fa la Soprintendenza provinciale, in base a una convenzione sottoscritta nel 2016 con il Consiglio Nazionale delle Ricerche – IVALSA (Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree), ha affidato al CNR-Istituto per la BioEconomia di San Michele all’Adige (Mauro Bernabei, Jarno Bontadi) l’incarico di esaminare alcune travi e altro materiale ligneo di Palazzo Migazzi per la datazione dendrocronologica e per l’dentificazione delle specie legnose.
L’analisi dendrocronologica ha portato a risultati di datazione certi, che consentono di determinare con buona precisione le fasi di edificazioni del complesso fortificato di Cogolo.

Le conclusioni delle indagini, ma anche le metodologie utilizzate per la ricerca, saranno illustrate da Mauro Bernabei, ricercatore presso il CNR – Istituto di BioEconomia (CNR-IBE), in una videoconferenza in programma mercoledì 28 aprile alle 17.30, che sarà moderata da Salvatore Ferrari, storico dell’arte e funzionario della Soprintendenza per i beni culturali (Ufficio per i beni storico-artistici).
In apertura dell’incontro sono in programma i saluti del soprintendente, Franco Marzatico, e dell’assessore alla cultura del Comune di Peio, Viviana Marini, nonché una breve illustrazione della Convenzione Soprintendenza-CNR-IBE a cura di Francesca Raffaelli, restauratrice in servizio presso il Laboratorio per i Beni Storico-artistici della Soprintendenza.

Mauro Bernabei
E’ ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di BioEconomia (CNR-IBE). Responsabile del Laboratorio di Dendrocronologia del CNR-IBE, tra i suoi lavori di datazione figurano la basilica della Natività a Betlemme, il Battistero e il campanile della cattedrale a Firenze, il Palazzo Reale di Napoli, i legni di Pompei. La sua attività di ricerca è focalizzata sulla datazione del legno, principalmente attraverso la tecnica dendrocronologica ma anche unendo la dendrocronologia ad altre metodologie di datazione come il radiocarbonio, le indagini chimiche e l’analisi spettrometrica.