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PROVINCIA AUTONOMA TRENTO * ONORIFICENZE AL MERITO REPUBBLICA ITALIANA: FUGATTI AGLI INSIGNITI, « RAPPRESENTATE I VALORI SU CUI POGGIA L’AUTONOMIA » (ELENCO NOMI)

Un premio al Trentino che lotta contro la pandemia.Consegnate le onorificenze al merito della Repubblica Italiana. Fugatti agli insigniti: rappresentate i valori su cui poggia l’Autonomia.

“I valori su cui poggia l’Autonomia trentina sono da voi ampiamente rappresentati e la comunità trentina vi è grata per quanto avete fatto”. Con queste parole il presidente Maurizio Fugatti ha voluto ringraziare le 41 persone che oggi, in sala Depero, sono state insignite delle onorificenze al merito della Repubblica Italiana concesse con Decreto del Capo dello Stato lo scorso 27 dicembre. Assegnati un titolo di Commendatore, quattro titoli di Ufficiale e 36 titoli di Cavaliere a chi, personalmente o per le organizzazioni in cui opera, ha incarnato le virtù civili più profonde nella lotta contro la pandemia.

Presenti, oltre al presidente Fugatti, il commissario del Governo, Sandro Lombardi, il sindaco di Trento Franco Ianeselli, il presidente del Consorzio dei Comuni, Paride Gianmoena, il questore Claudio Cracovia e i comandanti provinciali dei Carabinieri, colonnello Simone Salotti, e della Guardia di Finanza, colonnello Mario Palumbo.

L’Ordine al Merito della Repubblica ricompensa i cittadini che si sono distinti per le benemerenze acquisite verso la Nazione nei campi delle scienze, delle arti, delle lettere, dell’economia, nel disimpegno di cariche pubbliche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.
Con queste concessioni onorifiche, il Presidente della Repubblica ha voluto premiare anche medici, sanitari, volontari, operatori della protezione civile, vigili del fuoco, forze dell’ordine e altri che si sono prodigati per salvare vite umane e contrastare la grave crisi sanitaria, in particolare nel primo lockdown.

“Momenti come questi – ha sottolineato il presidente Fugatti – hanno una valenza particolare: lo hanno per quanti di voi vengono insigniti e per l’attenzione particolare che doverosamente dobbiamo avere verso chi ha rischiato e ha messo del proprio” nella fase più dura della lotta al Coronavirus. “Ma momenti come questi indicano che siamo nella fase della ripartenza, lo capiamo parlando coi cittadini che hanno dentro una nuova fiducia verso il futuro. Voi – ha detto rivolgendosi ai premiati Fugatti – rappresentate nel vostro spirito di volontariato e sacrificio l’essenza dei valori civili che sono l’essenza dell’Autonomia trentina”.

Il Commissario del governo Lombardi ha voluto sottolineare come “questo giorno particolare e positivo sta a significare che si va verso la ripresa e che lentamente stiamo tornando alla normalità. Il premio è un messaggio per tutti coloro che si sono impegnati contro la pandemia e che vengono rappresentati dai 41 trentini insigniti oggi, un premio per coloro grazie ai quali stiamo vincendo questa battaglia contro il virus”. Il sindaco Ianeselli ha elogiato i presenti come simboli concreti del ”sommerso del bene, grazie a cui la comunità ha saputo resistere alla pandemia”. Mentre il presidente Gianmoena ha messo in evidenza come il “Trentino in questo periodo difficile ha fatto squadra. Tutti i giorni – ha aggiunto rivolgendosi agli insigniti in sala – abbiamo bisogno di persone come voi, la comunità trentina ha bisogno di punti di riferimento”.

Tra i premiati, chiamati sul palco dal capo Ufficio stampa della Provincia autonoma di Trento, Giampaolo Pedrotti, tanti rappresentanti del mondo sanitario, medici, infermieri, farmacisti, cui è andato il ringraziamento dell’assessore provinciale alla salute, Stefania Segnana, che non ha potuto partecipare alla cerimonia in quanto impegnata in Commissione del Consiglio provinciale. Premiati anche esponenti della Protezione civile, dei corpi dei Vigili del fuoco volontari e della polizia locale e delle forze dell’ordine.
Momento di profonda commozione si è vissuto in sala Depero quando è arrivato il turno di Luciano Buffa, scomparso nel frattempo, e il cui diploma è stato ritirato dal figlio Mattia.

 

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