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PROVINCIA AUTONOMA TRENTO * MINORANZE: « AL VIA I DIALOGHI PUBBLICI SUI TEMI DELLA DIVERSITÀ LINGUISTICA E CULTURALE, IL 29/6 PRIMO APPUNTAMENTO SULLA PIATTAFORMA LIFESIZE »

Le minoranze contano: al via i Dialoghi pubblici sui temi della diversità linguistica e culturale. Il 29 giugno previsto il primo appuntamento sulla piattaforma Lifesize.

Una serie di appuntamenti rivolti a temi di interesse e fondativi dell’identità di Minoranza nella nostra Provincia: lingua, cultura, diversità identitaria e ruolo delle donne nelle comunità fragili gli argomenti cardine dei “Dialoghi con le Minoranze”, che prenderanno il via martedì prossimo, 29 giugno, con il primo incontro pubblico previsto alle ore 18 sulla piattaforma Lifesize.

Il calendario degli incontri è stato presentato questa mattina in una conferenza stampa moderata dal capo ufficio stampa Pat Giampaolo Pedrotti e trasmessa in diretta sul canale Facebook della Provincia autonoma di Trento. L’evento ha visto la partecipazione della responsabile del Servizio Minoranze linguistiche locali e audit europeo Giuliana Cristoforetti, la docente di Linguistica generale dell’Università di Trento e responsabile scientifica del progetto indagine sociolinguistica CLAM 2021 Patrizia Cordin e, in collegamento da Milano, il docente di Etnolinguistica e Linguistica Generale dell’Università degli studi di Milano Bicocca Gabriele Iannaccaro.

Il Presidente Maurizio Fugatti, che oggi si trova a Roma per un incontro con il Presidente della Repubblica Mattarella, ha voluto comunque portare un messaggio di augurio per il buon esito dei lavori: “Se il Trentino oggi ha questa sua facoltà di decidere lo dobbiamo anche alla presenza sul nostro territorio delle minoranze linguistiche, che sono l’essenza stessa della nostra Autonomia. Come amministratori dobbiamo avere sempre nel nostro profilo e nella nostra volontà programmatica la capacità di dare risalto alle minoranze linguistiche, di tutelarle e metterle nelle condizioni di poter operare, anche in una visione futura della nostra Autonomia”, ha detto Fugatti.

Anche il vicepresidente del Consiglio regionale e consigliere ladino Luca Guglielmi ha voluto evidenziare a proposito dei Dialoghi, in un suo messaggio andato in onda nel corso della conferenza, “l’importante iniziativa che finalmente mette al centro le minoranze linguistiche”. “Oggi non posso essere con voi perché mi trovo in Val di Fassa per l’inaugurazione della campana dedicata alle 506 minoranze linguistiche mondiali – ha detto Guglielmi. Mi preme però ricordare, tra i traguardi raggiunti da questa amministrazione, la mozione che prevede di tradurre in ladino, mòcheno e cimbro i comunicati stampa della Provincia e dell’Azienda provinciale per i Servizi Sanitari: ho scoperto con piacere che è stata accolta con favore dai territori. Anche monitorare bene e costantemente la qualità delle lingue di minoranza, attraverso la ricerca sociolinguistica, potrà dare un’idea chiara e anche più ad ampio spettro dello stato delle lingue stesse e per questo ringrazio gli Istituti culturali e le università che si sono messe a disposizione”.

Giuliana Cristoforetti ha presentato gli appuntamenti dei Dialoghi con Minoranze: il primo, che si terrà come detto il 29 giugno, sarà un approfondimento dedicato alla ricerca sociolinguistica al via in questi giorni sul nostro territorio; il secondo incontro, previsto in autunno, avrà per titolo “Minoranza: il valore della diversità linguistica e culturale e il suo rapporto con la democrazia”, come è stato detto “uno dei terreni sul quale si gioca la maturità della democrazia contemporanea. Non a caso i nostri padri fondatori già prima dello Statuto indicarono nelle Minoranze un focus fondamentale per la tutela dei più deboli”. In novembre sarà il momento di “Donne di montagna e donne di minoranza: il ruolo delle donne nelle comunità fragili”.

“I Dialoghi con le Minoranze prendono corpo in un ambiente di forte sensibilità che questa Giunta provinciale ha dimostrato e dimostra nei confronti del tema delle minoranze linguistiche storiche locali – ha precisato Cristoforetti. I Dialoghi vogliono essere un confronto strutturato e aperto su temi cari e fondanti dell’essere minoranza in questo momento storico. Si tratta di puntate aperte dalle quali ricaveremo indicazioni per le future policy, per essere maggiormente efficaci nella protezione, tutela e salvaguardia delle comunità di minoranza e del loro patrimonio culturale”.

Da Cristoforetti è stato anche fatto accenno alle sedute del Tavolo della comunicazione e del Tavolo di coordinamento delle politiche della minoranza, oltre alla collaborazione avviata da tempo con l’ufficio stampa della Giunta provinciale, di traduzione dei comunicati stampa in ladino, mocheno e cimbro (a questa pagina la comunicazione istituzionale in lingua minoritaria: https://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/tags/view/Focus/Minoranze+linguistiche ).

Patrizia Cordin ha introdotto l’imminente indagine sociolinguistica facendo riferimento alla dialettica continua fra passato e futuro della nostra Autonomia: “attraverso la lingua si trasmette un’identità ancorata”, ha detto. “La ricerca nasce per forte volontà delle stesse minoranze, che volevano conoscere lo stato delle proprie lingue. Vi rientrano anche le minoranze ladine dell’Alto Adige e del Veneto, grazie al finanziamento della regione Trentino Alto-Adige. L’indagine si identifica con un acronimo: CLAM, che sta per le iniziali di cimbro, ladino e mocheno. Si tratta di un’inchiesta sociolinguistica svolta con raccolta di dati in loco, che autovalutano competenze, usi e atteggiamenti dei parlanti rispetto alla lingua. Il campione è costituito da tremila informatori, invitati a rispondere ad un questionario articolato, organizzato per risposte a crocette, con 40 domande in 3 sezioni, pensato comunque nel complesso in maniera semplice, in modo da essere alla portata di tutti. Lo scopo è legato ad una prospettiva di attenzione per la diversità, perché le comunità di minoranza sono opportunità e ricchezza, ma dobbiamo prima di tutto conoscerle: è questo il primo modo per poterle aiutare a portare avanti la loro lingua e la loro identità”.

Alla ricerca contribuiscono altri studiosi, come il linguista Fernando Ramallo dell’Università galiziana di Vigo, in Spagna e Gabriele Iannacaro, che oggi era in collegamento da Milano. “La ricerca precedente risale a 20 anni fa ed era circoscritta solo in alcune valli, quelle ladine. Quella attuale servirà per capire cosa ne è della realtà plurilingue trentina. Gli informatori sono persone dai 15 agli 80 anni, divisi in 6 classi di età che seguono l’evoluzione della vita dell’uomo – dalla scuola all’università, dal periodo lavorativo all’età del pensionamento. Alla fine del lavoro avremo restituiti numeri, cartine e tabelline, ma sarà a quel punto che i dati dovranno essere interpretati. Uno dei punti di forza di queste inchieste è il fatto che stimolano la ricerca scientifica ma anche la pratica, permettono cioè di capire cosa fare in funzione delle esigenze e delle volontà delle minoranze. Per questo i raccoglitori andranno di casa in casa e consegneranno due-tre copie del questionario, una in italiano e una nell’altra lingua. Sarà poi l’informatore a scegliere quale questionario compilare e questo darà indicazione sull’uso pratico della lingua”.

I due accademici hanno anche dato particolari sulle tempistiche: già domani vi sarà un incontro con i raccoglitori dell’inchiesta sociolinguistica (una trentina di studenti e studiosi della branca), poi dal prossimo lunedì e fino alla metà di settembre si provvederà all’inchiesta sul campo. Quindi l’elaborazione statistica e i risultati, che comunque non saranno disponibili prima del 2022.

Gli interventi di oggi sono stati intervallati da contributi video che hanno presentato le minoranze linguistiche trentine come comunità vive, guidate da consapevolezza e autodeterminazione rispetto alle proprie profonde radici culturali, linguistiche e istituzionali. Tra questi, le interviste agli esponenti dei tre Istituti culturali: Sabrina Rasom (direttrice dell’istituto culturale Ladino) Luca Moltrer (presidente dell’Istituto culturale mòcheno) e Willy Nicolussi Paolaz (direttore dell’Istituto culturale cimbro), che hanno presentato le iniziative attualmente in corso.

I dialoghi con le minoranze sono aperti a tutti gli interessati. Per accedere agli incontri, attraverso la piattaforma Lifesize, è necessario collegarsi nella data e ora previste all’indirizzo: