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PROVINCIA AUTONOMA TRENTO * “LE MARQUIS DE CAVALCABÒ”: « UN GRANDE AVVENTURIERO NELL’EUROPA DEL SETTECENTO, LA VIDEOCONFERENZA IL 2/12 ALLE 17.00 »

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18:18 - 24/11/2021

“Le marquis de Cavalcabò” il nuovo volume edito dall’Ufficio beni archivistici, librari e Archivio provinciale di Trento.Videoconferenza giovedì 2 dicembre alle 17, nell’ambito della rassegna degli “Incontri del giovedì” in Archivio..

“Le marquis de Cavalcabò”: il libro appena edito dall’Ufficio beni archivistici, librari e Archivio provinciale di Trento ricostruisce minutamente l’avvincente biografia di Giorgio Baroni Cavalcabò (Sacco presso Rovereto, 1717-Parigi, 1799), uno dei grandi avventurieri dell’Età dei Lumi e fra i personaggi più sfuggenti ed enigmatici della storia trentina.

Del “marquis de Cavalcabò” e delle sue straordinarie avventure settecentesche, Eugenio Di Rienzo, professore ordinario di Storia moderna dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e direttore della “Nuova Rivista Storica”, dialogherà con Alessandro Cont nella presentazione pubblica del libro che si terrà online giovedì 2 dicembre 2021, alle ore 17.00.

L’iniziativa si colloca nel quadro della rassegna 2021 degli “Incontri del giovedì” organizzata dall’Ufficio beni archivistici, librari e Archivio provinciale di Trento.

Il nuovo volume della collana “Archivi del Trentino”, Le marquis de Cavalcabò di Alessandro Cont, è un omaggio reso a una fascinosa ed enigmatica figura della storia trentina, Giorgio Baroni Cavalcabò (Sacco presso Rovereto, 1717-Parigi, 1799). Nonostante l’importanza del personaggio – fu il primo rappresentante stabile della Russia a Malta – nessuna biografia gli era stata dedicata finora. A partire dalle carte private del “marchese” che si conservano agli Archives nationales di Francia, e ampliando quindi le indagini (una vera e complicata caccia ai tesori) in Europa e negli Stati Uniti d’America, l’autore ha colmato questa lacuna.

Ne esce un vitale ritratto a tutto tondo che rende giustizia a un esponente formidabile e cosmopolita del XVIII secolo: un magnetico, brillante, colto, spregiudicato e intraprendente cortigiano, educatore, collezionista, negoziatore, mecenate e speculatore finanziario. Lo riconoscono le due autorevoli prefazioni, a firma l’una di Elena Smilianskaia, professoressa all’Università nazionale di ricerca “Scuola superiore di economia” della Federazione Russa, e l’altra di Jean Boutier, direttore di studi della École des hautes études en sciences sociales (EHESS).

Coinvolgente, appassionante appare la traiettoria umana, a raggio europeo, dell’avventuriero saccardo, che ha ben poco da invidiare a quella ben più celebre di Giacomo Casanova. Una parabola che culminò nell’ardua e audace attività diplomatica e cospiratrice svolta da Cavalcabò tra il 1770 e il 1775 (il suo congedo data comunque al 1776) sull’isola di Malta al servizio dell’imperatrice Caterina II di Russia. Il contesto è quello della guerra di terra e di mare tra Impero ottomano e Impero russo, conclusasi nel 1774 a vantaggio del secondo e con conseguenze – si pensi in particolare allo statuto della Crimea – ancora oggi attuali e scottanti. Addirittura, Cavalcabò, di concerto con il comandante in capo della flotta russa Aleksei Orlov, partecipò personalmente a una congiura che avrebbe dovuto togliere di mezzo il dominio dei Cavalieri Ospitalieri sullo strategico arcipelago maltese.

Si potrà seguire liberamente l’evento e partecipare al dibattito storiografico in videoconferenza mediante la piattaforma Lifesize al link e in live streaming al link

 

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LANCIO D'AGENZIA

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