VIDEONEWS & sponsored

(in )

PROVINCIA AUTONOMA TRENTO * GIORNATA MONDIALE DEL SUOLO: TONINA, « LA PAT HA VOLUTO OFFRIRE SPUNTI DI RIFLESSIONE, OCCASIONI DI CONOSCENZA DI QUESTA PREZIOSA RISORSA »

“Mantieni il suolo vivo, proteggi la sua biodiversità”, il motto di quest’anno. Giornata mondiale del suolo, un webinar con rinomati esperti.

L’assessore all’ambiente Mario Tonina ha introdotto i lavori per la Giornata mondiale del suolo. “L’essenziale è invisibile agli occhi: la vita segreta del suolo”- webinar che ha visto la partecipazione di alcuni fra i più qualificati esperti: Edoardo Costantini, Presidente eletto International Union of Soil Sciences, Lucio Sottovia direttore ufficio Biodiversità e Rete Natura 2000 PaT, Mauro Gobbi Ricercatore Zoologia Invertebrati e Idrobiologia-MUSE, Andrea Squartini Professore Microbiologia Ambientale, Uni-PD, Claudia Maria Longa Ricercatrice Unità patologia vegetale e microbiologia agraria Fondazione E.Mach, Daniel Spitale Biologo ambientale, Claudio Zaccone Presidente divisione Soil System Sciences EGU Uni-VR, Gian Franco Capra e Antonio Ganga Docenti scienze del Suolo Uni-SS

“Importante e strategica, è la biodiversità del suolo”, lo ha voluto sottolineare fin dall’inizio del suo intervento l’assessore all’ambiente Mario Tonina. “La Provincia autonoma ha voluto celebrare questa importante giornata con un webinar nell’intento di offrire alla cittadinanza alcuni spunti di riflessione e occasioni di conoscenza di questa preziosa risorsa che è il suolo; quella terra che 800 anni fa San Francesco definiva Madre Sorella, ma che oggi troppo spesso non sappiamo più custodire con la dovuta cura. Il suolo è una risorsa piena di vita, che si stima ospiti un quarto della biodiversità totale, ma della quale sappiamo ancora troppo poco. Ogni giorno i ricercatori aggiungono un nuovo tassello di conoscenza, portando informazioni di interesse strategico”.

L’assessore Tonina ha poi ricordato come il comparto delle Aree protette della Provincia autonoma curi, da oltre trent’anni, il tema del suolo con specifiche ricerche e con interventi di gestione attiva, dedicandosi in particolare ad uno specifico tipo di suolo, le torbiere, che oltre ad ospitare ecosistemi rari e minacciati custodiscono ingenti quantità di carbonio. In Trentino ce ne sono più di mille “e grande è la nostra responsabilità nel mantenerle nelle migliori condizioni di conservazione – ha detto l’assessore Tonina – Il territorio della nostra provincia è coperto per il 64% da foreste e ospita ancora una grande biodiversità, serve ora guardare al suolo con occhi nuovi, riconoscerne l’enorme potenziale sia per la difesa della nostra salute, sia per la mitigazione del cambiamento climatico e per l’adattamento alle avversità meteoriche”. Il vicepresidente Tonina ha poi ricordato l’importante documento pubblicato recentemente dall’Unione Europea che mette il suolo al centro dell’attenzione e delle azioni da intraprendere per realizzare gli ambiziosi obiettivi posti dal Green Deal.

Il documento è intitolato ‘Prendersi cura del suolo è prendersi cura della vita’. L’assessore ha insistito “sull’importanza della salute del suolo che viene ribadita più volte anche per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU; obiettivi su cui la Provincia autonoma di Trento è fortemente impegnata. Ognuno di noi, ma chi opera in politica in particolare, deve impegnarsi molto affinché questi obiettivi vengano raggiunti. Ognuno di noi si deve sentire responsabile per prospettare futuro ai giovani”. L’assessore Tonina ricordando la frase del presidente Franklin Delano Roosevelt ‘La nazione che distrugge il suo suolo distrugge se stessa’ ha concluso “Oggi più che mai quelle parole devono farci riflettere e spingerci a concentrare gli sforzi per affrontare insieme le crescenti sfide della gestione del suolo per migliorare la conoscenza e incoraggiare tutti, dalle istituzioni alle organizzazioni, ai singoli cittadini a impegnarsi con convinzione nella custodia della madre terra.”

Edoardo Costantini con “Prendersi cura del suolo è prendersi cura della vita” ha spiegato con efficacia come il suolo deve essere in salute per poter funzionare bene e fornire, così, ‘servizi elevati’: “Il suolo è un organismo composto da materia organica e materia minerale che si organizza, per meglio dire, si auto-organizza. Ci sono organismi che vivono con le argille, con le sabbie, altri in relazioni fra di loro e via di seguito; ogni assemblaggio di questi organismi corrispondente ad una diversità, quella dell’auto- organizzazione si chiama pedodiversità. Noi siamo il Paese che ha il suolo più eroso, un triste primato. In Italia, purtroppo, assistiamo ad una diminuzione della pedodiversità per l’alta erosione del suolo” La pedodiversità naturale è il fondamento della salute del suolo”.

Lucio Sottovia con “Marocche di Dro: la fabbrica del suolo”, ha puntato l’attenzione su come un suolo può arrivare alla sua completa formazione. “Quello delle Marocche, apparentemente è un ambiente statico ed inerte nella sua essenzialità, da almeno alcune migliaia di anni, un contesto per vari aspetti ostile alla vita scarno e semi desertico. E’ tuttavia questo l’ambiente dove si possono scorgere i primi segni, tuttora impercettibili e nascosti, del terreno che si sta formando”, ha sottolineato il direttore Lucio Sottovia. Ha poi proposto l’interessante video, sull’area protetta Marocche di Dro prodotto dal Servizio sviluppo sostenibile e aree protette. Ricordiamo che le Marocche di Dro sono un’area protetta facente parte della Rete Europea di Natura 2000.

Mauro Gobbi con “Sotto i nostri piedi, un brulicare di laboriosi invertebrati”, ci ha portato alcune curiosità o, meglio, le informazioni che insetti, lombrichi e organismi vari ci possono portare rispetto alla biodiversità del suolo. La ricchezza del suolo è indicata anche dal numero di individui per ciascuna specie, non solo alle varie tipologia di fauna del suolo. Questa fauna si suddivide vari tipi a seconda della profondità in cui vive. La biodiversità del suolo si suddivide in quattro tipi. “E’ molto importante la tessitura del suolo”, ha evidenziato il ricercatore Gobbi che ha ricordato anche quanto la temperatura sia importante, così come l’umidità e le vibrazioni che le attività umane producono. “Gli invertebrati vivono in un ambiente compatto e dunque non hanno bisogno di zampe. Gli invertebrati producono dei servizi eco-sistemici molto importanti. Quando gli invertebrati muoiono apportano carbonio e azoto al suolo, fondamentali per la salute del suolo”. Il ricercatore ha ricordato che la biodiversità del suolo è, in effetti, molto inesplorata e gli invertebrati ci informano che la biodiversità è parecchio stressata e sta degenerando con una perdita particolarmente importante.

Nell’intervento dal titolo “L’invisibile dai laghi alle vette: la microbiologia dei parchi del Trentino”, Andrea Squartini ha analizzato il caso dei due Laghi del Colbricon visitato da molti turisti che possono avere un impatto rilevante. E’ stato analizzato il fitoplancton: uno studio particolarmente dettagliato che ha suggerito la correzione di alcuni comportamenti umani per non impattare troppo sulla microbiologia.

Claudia Longa con “La biodiversità microbica del suolo agricolo: dialogo biologico vs convenzionale” ha messo in luce come “il microbioma del suolo è costituito da un numero elevatissimo di specie microbiche che svolgono funzioni essenziali per gli agroecosistemi e sono un elemento chiave per il mantenimento della qualità del suolo agrario. Il microbioma del suolo viene utilizzato come indicatore della qualità del suolo perché risponde ai cambiamenti dell’ambiente. Ad esempio, la risposta dei microrganismi del suolo alle pratiche colturale è stata studiata in modo approfondito in diversi sistemi di gestione agricola”.

Daniel Spitale “Torbiere del trentino, riserve strategiche di carbonio e di biodiversità” ha focalizzato l’attenzione sulle riserve di carbonio che le torbiere contengono. Le torbiere sono costituite dai resti di piante che si degradano lentamente e si accumulano nel tempo. La torba ha un contenuto di carbonio pari a circa il 5o-60% del suo peso secco. Il Trentino è un settore alpino ricco di torbiere che occupano circa 600 ettari del territorio provinciale, hanno una profondità media di 112 cm e sono localizzate, principalmente, nei gruppi montuosi dell’Adamello Presanella, del Cevedale e del Lagorai.

Claudio Zaccone presidente divisione Soil System Sciences EGU (European Geosciences Union) con “Suolo e cambiamento climatico” ha approfondito uno dei temi che più sono all’ordine del giorno negli ultimi venti anni. Il professore ha messo in evidenza come “Il suolo è uno dei cinque componenti del sistema climatico terrestre. Ha un ruolo multifunzionale. Il suolo stocca circa 2400 giga tonellate di carbonio. Esiste un link tra lo stock di carbonio e il clima” e il professore lo ha illustrato con slides molto efficaci. Il professore ha messo in luce come una gestione non sostenibile del sistema suolo faccia sì che il suolo da ‘sink’ di carbonio possa diventare una sorgente di gas serra e, di conseguenza, contribuire al cambiamento climatico. Claudio Zaccone si è poi chiesto come possiamo evitare che i suoli diventino delle sorgenti di gas serra e ha detto che “bisogna conoscere i meccanismi mediante i quali il carbonio è sequestrato”. L’approfondimento è stato dedicato ai suoli minerali, al turnover degli aggregati e alla dinamica della sostanza organica del suolo, suoli organici. Zaccone ha ribadito l’importanza “di rigenerare il contenuto di Carbonio organico del suolo come strumento per combattere il cambiamento climatico e la fame a livello globale”

Gian Franco Capra e Antonio Ganga con “Le conoscenze locali legate al suolo. Dai toponimi fino alla musica popolare” hanno posto l’attenzione su quanto siano importante le conoscenze locali che “fanno riferimento alle capacità e alle filosofie sviluppate dalle popolazioni indigene in conseguenza di una lunga teoria di interazioni con l’ambiente circostante”. Con tanti esempi internazionali e con un “Caso studio sui suoli Sardegna Golfo di Oristano” hanno messo in luce l’importanza e le particolarità di questo punto di vista. Con noti brani dei musicisti Johnny Cash e Bruce Springsteen, particolarmente legati al territorio e alle sue potenzialità, hanno evidenziato come si possa affrontare la questione risorsa suolo anche dai punti di vista filosofico e socio-culturale, oltreché scientifico, naturalmente.