CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO

"A tu per tu“ con con Giorgio Tonini - Pd Trentino

Focus: concessione A22

Una nuova coscienza ambientalista per disegnare una società in grado di contrastare le disuguaglianze
Un libro che ricostruisce le tappe fondamentali che hanno portato alla nascita della coscienza ambientalista contemporanea. Stiamo parlando di “La scoperta dell’ambiente. Una rivoluzione culturale” di Stefano Nespor, pubblicato da Laterza e presentato oggi al Festival dell’Economia. Ne hanno discusso l’autore, che ha disegnato la nuova visione del mondo raggiunta attraverso un’evoluzione della sensibilità ambientale, e Elly Schlein, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, ma anche una delle voci più importanti dell’arcipelago verde in Italia. Un momento di riflessione che, partendo da Greta Thunberg, ha posto l’accento sulla necessità di dare forma ad una società sempre più attenta alle tematiche ambientaliste.

 

Shock climatico, le conseguenze economiche di un pianeta più caldo
Quello che sappiamo sul cambiamento climatico e le sue conseguenze è solo la punta di un iceberg ben più grande, ancora tutto da scoprire. È uno scenario preoccupante quello delineato per il nostro pianeta da Gernot Wagner, economista classe 1980 che insegna alla New York University e che nel 2015 ha scritto il libro “Climate shock”. I comportamenti di ognuno di noi nella vita di tutti i giorni, ad esempio fare correttamente la raccolta differenziata o utilizzare i mezzi pubblici, non basteranno a salvare la terra. Quello che serve è un intervento massiccio della politica, attraverso investimenti mirati a ridurre le emissioni di anidride carbonica.

 

Come sta cambiando la geografia economica a seguito della pandemia?
La pandemia di Covid ha drasticamente influenzato il funzionamento dell’economia mondiale. Quante modifiche potrebbero essere permanenti? Le innovazioni adottate per necessità potrebbero portare a grandi cambiamenti nel modo in cui funzioneranno le economie in futuro? Introdotto da Tito Boeri un dialogo frizzante tra l’economista Michael Spence, Premio Nobel per l’Economia nel 2001 e Robert Johnson – Presidente di INET – Institute for New Economic Thinking. per una visione ad ampio raggio di quello che sta accadendo

 

Come il clima cambia la nostra idea di libertà
Le radici della miopia o cecità che ci impediscono di prendere vera coscienza del rischio ambientale affondano nell’illuminismo. Ne è convinto Amitav Ghosh, il più noto scrittore indiano di lingua inglese, laureatosi in Antropologia a Oxford. Una formazione che gli consente di avere una visione letteraria e globale al tempo stesso sulle vicende umane, dalle migrazioni al cambiamento climatico. La convinzione che l’essere umano abbia una libertà illimitata non ci permette di affrontare con la giusta serietà l’emergenza clima.

 

Carbon tax, un freno necessario a rallentare il cambiamento climatico
Siamo tutti d’accordo che bisogna ridurre le emissioni, ma come possiamo fare per rallentare il cambiamento climatico? Secondo Per Krusell, professore di economia all’Università di Stoccolma, l’imposizione di una tassa sull’emissione di anidride carbonica è una misura precauzionale molto utile per rallentare il cambiamento climatico e i suoi effetti sul nostro pianeta. Assieme a due colleghi ha condotto uno studio, dal quale è emerso come la scelta migliore sia quella dell’imposta pigouviana, ideata cent’anni fa dall’economista Arthur Cecil Pigou, che sostenne la necessità di introdurre una tassa che corrispondesse alla quantità di danno prodotto dall’attività economica all’ambiente. Gli economisti negli anni hanno continuato a ripetere il messaggio, ma la politica mondiale non ha mai seguito con decisione l’idea.

 

Festival economia: gli appuntamenti della terza giornata
Sperare di porre un argine ai cambiamenti climatici senza un forte e radicale intervento politico è una pia illusione. Capire le intenzioni dei decisori italiani e internazionali sul tema clima è quindi essenziale per capire che futuro ci attende. Gli incontri del pomeriggio al Festival dell’Economia saranno in questo senso di grande interesse. Appuntamento clou: alle 17 quando il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte dialogherà con il direttore scientifico del Festival Tito Boeri e con Tonia Mastrobuoni, sul ruolo dell’Italia e della Ue nella transizione verde.

 

itiche della Bce per favorire una rapida transizione verso un’economia sempre più ecosostenibile
La drammatica accelerazione dei cambiamenti climatici in atto richiede risposte immediate per invertire un trend che mette in pericolo gli equilibri dell’economia mondiale. E’ questo il messaggio forte che arriva da Laura Parisi, esperta di stabilità finanziaria della direzione generale della Bce, protagonista questa mattina di un incontro sul “Rischio climatico” per la quindicesima edizione del Festival dell’Economia. La transizione verso un’economia sostenibile deve essere un’assoluta priorità dei governi e in questa direzione va intesa anche l’azione della Banca Centrale Europea. Una sfida cruciale per il futuro dell’umanità per contrastare un rischio sistemico in grado di travolgere l’economia reale ed i mercati finanziari.

 

Ibrido ed elettrico, cosa frena l’Italia?
L’auto elettrica prende sempre più piede anche nel mercato italiano, ma cosa, ancora oggi, la frena dall’essere la prima scelta per l’acquirente e in che direzione si deve spingere perché diventi consuetudine? La risposta, al Festival dell’Economia di Trento, la si cerca in un dialogo tra professionalità diverse: «Siamo ancora, in termini di costo, in una fase pionieristica – afferma Anna Scuttari, ricercatrice dell’Eurac – ma grosse barriere sono rappresentate anche dalla percezione psicologica, compresa ad esempio l’assenza del classico rumore del motore, e dalla carenza di infrastrutture». Un punto, questo, approfondito da Alberto Viano, amministratore delegato di LeasePlan: «Ciò che serve oggi è, più che incentivare l’acquisto dell’auto elettrica, creare un’infrastrutturazione nazionale coerente. Nessuno compra qualcosa che non può utilizzare». Non meno rilevante, infine, per Innocenzo

 

L’abbraccio fra finanza e ambiente
Il New Deal economico offre grandi chances non solo alle aziende più innovative ma anche a banche e fondi di investimento (private e public equity). Insomma, anche la finanza trova nei temi ambientali sbocchi promettenti. Ma c’è ancora poca informazione, trasparenza, disponibilità di dati e mancano criteri omogenei per permettere ai potenziali investitori di capire bontà e rischi di un investimento nel settore. L’Europa è già abbastanza avanti. Luci e ombre di un abbraccio sempre più inevitabile: quello tra finanza e ambiente.

 

Le politiche economiche e ambientali dopo il Covid-19: come possiamo ripartire?
Dopo la pandemia di coronavirus, l’urgenza di rilanciare l’economia potrebbe portare i governi a mettere in secondo piano le politiche a tutela dell’ambiente. Laurence Boone (Chief economist all’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) e Salvatore Rossi (già direttore generale della Banca d’Italia, oggi presidente di Telecom Italia) hanno dialogato sulle sfide che la politica economica, globale e nazionale, dovrà affrontare nei prossimi anni, tra Recovery Fund, collaborazione tra il pubblico e i privati e l’aiuto che il digitale e le nuove tecnologie possono fornire alla politica per superare le gravi conseguenze della pandemia, cercando di porre fine all’incertezza che regna in questo momento storico.

 

Perché Xi Jinping non sta dalla parte di Greta
Ha partecipato a tutte e quindici le edizioni del Festival dell’Economia di Trento, i primi anni era corrispondente di Repubblica da Pechino, gli ultimi da New York. Anni nei quali il mondo è cambiato e il rapporto tra crescita e ambiente è diventato sempre più cruciale ed inquietante. Il giornalista Federico Rampini è ospite in un incontro moderato dal giornalista Paolo Micheletto ha spiegato perché Xi Jinping non sta veramente dalla parte di Greta, e perché elementi come la decrescita economica e il consenso sociale sono fattori che pongono scelte cruciali nel proseguimento delle politiche ambientaliste dei Paesi, dalla Cina all’America, passando per l’India. Non esclusi quelli Europei. La corsa alle rinnovabili, poi, se mal gestita, potrebbe portare a fare più danni del petrolio.

 

Perché fidarsi della scienza? Naomi Oreskes e i suoi metodi scientifici ce lo spiegano
Naomi Oreskes, geologa e storica della scienza, insegna all’Università di Harvard. È una delle principali intellettuali pubblicamente impegnate sul ruolo della scienza nella società, sulla realtà del cambiamento climatico antropogenico e le campagne di disinformazione antiscientifica. Nel suo incontro odierno al Festival dell’Economia ha raccontato i contenuti del suo libro Why Trust Science?, uscito a fine 2019 negli Stati Uniti, in cui offre una difesa audace e convincente della scienza, rivelando perché il carattere sociale della conoscenza scientifica è la sua più grande forza e la ragione più grande per cui possiamo fidarci. Nonostante gli attacchi subiti dai potenti e la diffidenza crescente dopo la pandemia da coronavirus.

 

Il ministro Amendola: “Recovery Fund, occasione unica per rifondare l’Italia
“I fondi europei sono un impegno senza precedenti per il nostro Paese e dobbiamo lavorare tutti assieme per garantire un nuovo futuro. In caso di fallimento, gli effetti sarebbero drammatici non solo per l’Italia ma per l’intera costruzione europea”. Così il ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola, intervenuto al Festival dell’Economia di Trento sul tema “Pensando a Next Generation Eu” ovvero il Recovery Fund. Assieme all’economista Roberto Perotti, il ministro Amendola ha “dialogato” (non senza qualche frizione) sulle strategie del governo italiano per l’investimento dei 209 miliardi messi a disposizione da Bruxelles con il Recovery Fund. Le risorse comunitarie – hanno concordato, seppur con qualche distinguo – serviranno a finanziare il piano di ripresa dell’Italia, in parte a fondo perduto e in parte in prestiti. Le questioni riguardano semmai la capacità fare sintesi sulle diverse.

 

La matematica come chiave di lettura per democrazia e società
E’ una protesta contro l’idea imperante della matematica composta di assiomi infallibili, il libro di Chiara Valerio, “La matematica è politica”, presentato al Festival dell’Economia. Una protesta, che parte quindi dall’idea che questa scienza esatta, poi così esatta non sia, e che, secondo Linda Laura Sabbadini, direttore generale dell’Istat, chiamata a commentare la pubblicazione Einaudi, «lascia un grande insegnamento: la matematica, così come poi la democrazia, si fonda su regole, che non devono essere prese come verità assolute ma fatte vivere e mutare nell’attualità». O, andando ancora oltre, secondo l’autrice, «ci insegna dei modelli di comportamento e di responsabilità che, qualora trascurati, danno vita a distorsioni a livello sociale».