Con i nuovi 104 casi positivi salgono a 2.339 i trentini contagiati dal Coronavirus nella nostra provincia. Rimane elevato, purtroppo, il numero delle persone che non ci sono più, 18 in tutto. Oggi a fare il punto della situazione sono stati il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, l’assessore alla salute Stefania Segnana, il presidente del Consorzio dei Comuni Paride Gianmoena, il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Paolo Bordon, il direttore del Dipartimento prevenzione Antonio Ferro, il direttore dell’Integrazione socio sanitaria Enrico Nava, il direttore dell’Unità operativa pneumologia dell’ospedale di Arco Romano Nardelli e il professore associato dipartimento biologia cellulare – CIBio Massimo Pizzato, nella consueta diretta della task force provinciale moderata dal responsabile dell’ufficio stampa della Provincia, Giampaolo Pedrotti.
Una diretta che si è conclusa sulle note dell’Inno al Trentino cantato in streaming da 27 componenti del Coro Genzianella di Roncogno, ognuno in casa propria ma uniti nel canto e nei cuori.

“Anche oggi i numeri sono tristi e pesanti, ci sono stati 18 decessi, sono i padri e le madri del nostro Trentino – ha esordito il presidente Fugatti -. A fronte di questo dato registriamo una stabilizzazione nella crescita dei contagi, che speriamo verrà confermata nei prossimi giorni. Vi sono poi 72 persone in terapia intensiva e, a questo proposito, vorrei ricordare che attualmente abbiamo 98 posti in terapia intensiva un numero che vogliamo ulteriormente implementare nei prossimi giorni. Un altro fronte che ci vede impegnati è quello dei tamponi: per questo abbiamo approvato un Protocollo che consente ad Apss di contare sulle eccellenze del territorio, come l’Università di Trento tramite il CIBio, la Fondazione Mach e Fbk, per arrivare a 1500 tamponi al giorno”.
Il presidente Fugatti ha quindi voluto lanciare un nuovo appello a consumare i prodotti del territorio e a fare la spesa nei piccoli negozi di prossimità, evidenziando che, sul fronte prezzi per i multiservizi, si sta lavorando insieme alla Cooperazione trentina per un protocollo che privilegi la vendita dei prodotti trentini e riservi un’attenzione particolare al territorio. Fugatti, ha ricordato che domani i supermercati saranno chiusi per consentire un giorno di riposo anche a questa categoria di persone fortemente impegnata in questo periodo, evidenziando infine come “accanto all’emergenza sanitaria, vi è anche quella economica, sulla quale si concentrano gli sforzi della Giunta per dare risposte certe a tutte le persone che non hanno una risorsa economica per il proprio futuro”.

Quindi l’assessore Segnana, che non ha mancato di rivolgere il ringraziamento a tutte le persone che lavorano per affrontare questa emergenza in particolare agli operatori delle cure domiciliari, ha ripercorso i numeri. “Sono 104 i positivi al Covid-19 di cui 84 con tamponi e 20 senza, 2339 in totale i positivi, 18 i decessi, di cui 9 presso le Rsa e 9 presso gli ospedali con un’età media di 87 anni. 1286 le persone in isolamento fiduciario, 304 i ricoverati, 47 con ventilazione semi invasiva e 72 in terapia intensiva”.

Al direttore generale Bordon il compito di fare il punto sulla terapia intensiva: “L’Azienda trentina fino al primo gennaio aveva 33 posti, ed era un numero adeguato per le esigenze sanitarie, con la diffusione dell’epidemia abbiamo deciso un piano di implementazione, avvenuto prima dell’accaparramento delle altre regioni, triplicando i posti, con l’obiettivo di arrivare a breve fino a 115 contando su tecnologie che già abbiamo in casa. Se si considera che vi sono 115 posti per mezzo milione di abitanti, per fare un confronto, stimando per il Trentino una disponibilità potenziale di 213 su un milione di abitanti, in Lombardia vi sono 125 posti per un milione di abitanti, in Emilia Romagna 146 posti per milione di abitanti, in Veneto 168 posti e in Friuli Venezia Giulia 77”. Sul fronte tamponi poi la prevalenza sarà quella di effettuarli prima agli operatori sanitari, quindi ai soggetti a rischio e alle altre categorie di lavoratori dei servizi essenziali: “Attualmente come Azienda – ha concluso Bordon – effettuiamo 500 tamponi al giorni, grazie agli sforzi dei nostri enti di ricerca, CIBio in primis, dovremmo arrivare a 1500 entro la fine della settimana prossima”.

Per il CIBio era presente il professor Pizzato, che ha spiegato come attualmente nei laboratori dell’Università di Trento siano al lavoro circa un centinaio di volontari formati, che verranno organizzati per turni, in modo da entrare in produzione a partire da lunedì: “Una persona da sola riesce ad effettuare una ventina di tamponi all’ora, per questo abbiamo reclutato circa 100 volontari formati, che ci dovrebbero consentire entro la settimana prossima di arrivare a mille tamponi al giorno”.

Da Arco poi il direttore di Pneumologia Nardelli ha illustrato la riorganizzazione dell’ospedale che ha consentito di “raddoppiare i posti letto di Pneumologia sottraendoli a Chirurgia”. Attualmente vi sono una sessantina di posti, di cui cinquanta occupati, riorganizzati appunto fra Pneumologia ed ex Chirurgia, suddivisi per intensità di cura al 3 e al 5 piano.

Il dottor Nava come sempre ha portato la situazione delle case di riposto trentino, spiegando come la Rsa di Bezzecca sia quella che in termini di vite umane ha pagato il tributo più alto, con 12 decessi. Il dottor Nava ha ricordato i pazienti positivi nelle Rsa, 219 con tampone e 480 complessivi.

Quindi il dottor Ferro ha spiegato quante sono attualmente le persone in isolamento fiduciario attualmente, circa 2.300, in tutto sono state circa 5.000 quelle messe in isolamento fino ad oggi. Poi ha smontato alcune fake news, come quella del virus creato in laboratorio costruita su una puntata di Leonardo di alcuni anni fa, oppure quella che sostiene sia sufficiente mangiare vitamina D per guarire dalla patologia virale.

Infine il presidente Gianmoena ha puntato l’attenzione sulla raccolta differenziata e sulla necessità, per i positivi, di seguire regole precise e di non recarsi alle isole ecologiche.