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PROVINCIA AUTONOMA BOLZANO * ORDINANZA KOMPATSCHER 13 APRILE 2020 : « OK GLI SPOSTAMENTI PER VISITARE I FAMILIARI, RIAPRONO LE LIBRERIE ED LE ATTIVITÀ AUTORIZZATE »

Coronavirus: nuova ordinanza, modifiche alle norme restrittive. Il presidente Kompatscher ha firmato una nuova ordinanza contingibile e urgente che recepisce i contenuti del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 aprile scorso.

Oggi pomeriggio (13 aprile) il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha firmato una nuova ordinanza contingibile e urgente che recepisce per la provincia di Bolzano i contenuti del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 aprile scorso. La nuova ordinanza contingibile e urgente – la numero 20 – recepisce per la provincia di Bolzano le disposizioni nazionali, modificandone alcune per adeguarle alla realtà locale. Obiettivo della nuova ordinanza è di allentare le misure restrittive, senza però incrementare il rischio di diffusione del nuovo Coronavirus, spiega il presidente della Provincia: “Abbiamo sfruttato l’esistente margine di manovra a nostra disposizione e adeguato il più possibile le misure nazionali alla specifica situazione dell’Alto Adige”.

 

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Spostamenti dalla propria abitazione “a piedi” sempre autorizzati

Il documento chiarisce che l’attività motoria rispetta comunque il requisito del distanziamento sociale se lo spostamento dalla propria abitazione avviene a piedi e se vengono comunque rispettate le norme di distanziamento sociale – almeno tre metri fra le persone – e se si indossa la mascherina, per evitare così ogni eventuale possibilità di contagio in caso di incontro con altre persone. I sindaci possono tuttavia scegliere di adottare norme diverse e, se necessario, più restrittive, in ragione della maggiore densità abitativa o dei dati relativi all’evolversi dell’epidemia.

 

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Autorizzati gli spostamenti per visitare i familiari

Una ulteriore novità introdotta riguarda la possibilità di contatti all’interno del nucleo familiare inteso in senso stretto. E dunque sono autorizzati da domani gli spostamenti all’interno del territorio provinciale per fare visita al proprio compagno e/o ai propri figli.

 

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Possono riaprire le librerie, autorizzate nuove attività.

Per quelle imprese che avevano potuto portare avanti la propria attività nonostante le restrizioni cade la limitazione di 5 dipendenti sin qui in vigore: le imprese che hanno un codice ATECO fra quelli autorizzati a proseguire l’attività possono ora lavorare senza limitazioni sul numero di dipendenti.

Un ulteriore allentamento delle restrizioni riguarda quelle attività lavorative che possono essere portate avanti individualmente o insieme a collaboratori che condividono la medesima abitazione. Se finora l’autorizzazione riguardava “le attività di preparazione” questa viene ora estesa a “tutte le attività”, purché si continui a evitare il contatto con la clientela. Dal decreto nazionale viene mutuata anche la riapertura di negozi di cartoleria, librerie e negozi di abbigliamento per bambini.

 

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“Nessun liberi tutti: mantenere la disciplina”

Il presidente della Provincia Kompatscher si dice consapevole che le attenuazioni alle misure restrittive licenziate oggi rappresentano “un piccolo, circospetto passo” verso la ripartenza: “La maggioranza della popolazione altoatesina si è comportata sinora in modo eccezionale”. Il risultato di questo comportamento sono i segnali incoraggianti registrati negli ultimi giorni come il calo dei pazienti ricoverati in terapia intensiva.

“Le misure approvate oggi non sono assolutamente un liberi tutti. Anzi, occorre continuare a mantenersi disciplinati: solo se continuiamo ad attenerci alle regole evitando ogni possibile occasione di contagio, possiamo porre le basi epidemiologiche per il prossimo, grande passo ossia la vera e propria ripresa delle attività sociali ed economiche. Kompatscher rassicura: “Continuerò a chiede al Governo il potere di definire a livello regionale le strategie e tempistiche per la ripartenza”. Essi vanno orientati sulla base delle autonomie decisionali delle regioni e delle province autonome. “La strada per la ripartenza va concordata, così come abbiamo fatto sinora, con gli epidemiologi e i rappresentanti delle associazioni datoriali e sindacali” conclude Kompatscher.