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Tra qualche settimana uscirà il Bando dedicato alle cooperative per richiedere l’accesso alle risorse del Fondo Partecipativo, che elargirà prestiti da 3, 5 o 7 anni a capitale misto (49% pubblico e 51% privato) per sostenere investimenti innovativi, il ricorso a nuove tecnologie, promuovere l’aggregazione fra imprese e rafforzarne la situazione finanziaria.

Accanto al progetto, le cooperative dovranno presentare un piano industriale e una valutazione economico-finanziaria, per consentire di misurare gli effetti dell’investimento sulla reddittività e il suo impatto finanziario e patrimoniale sul bilancio. Promocoop, Ente gestore del Fondo, raccoglierà le domande che saranno poi valutate dal Consiglio di amministrazione.

Le risorse sono rivolte a tutti i settori della Cooperazione: agricolo, consumo, produzione e sociale; in accordo tra Provincia e Cooperazione, si è voluto incentivare le nuove imprese cooperative, riservando una parte delle risorse a quelle con il 30% di soci e di amministratori di età non superiore a 35 anni.

Il limite finanziario per ogni intervento è pari a 400 mila euro per le cooperative sociali e a 1,5 milioni di euro per le altre. Per le grandi imprese raggiunge invece i 10 milioni di euro. I tassi minimi di remunerazione sono tra l’1,2, 1,5% e l’1,7%, in ragione della durata degli interventi di 3, 5, 7 anni.

“Il Fondo Partecipativo – spiega Arnaldo Dandrea, presidente di Promocoop Trentina spa – è un importante strumento che assicura un impulso positivo e strategico all’intero movimento cooperativo trentino, grazie anche alle sinergie che si sono attivate tra gli enti coinvolti, sia pubblici che privati. Alla luce dei profondi mutamenti del quadro economico generale che si stanno già manifestando a causa dell’emergenza sanitaria portata dalla seconda ondata di Covid 19, questo Bando può tradursi in un una risposta tempestiva forte ed efficace per la ripresa economica”.

“Il Fondo Partecipativo – aggiunge la direttrice Cristiana Angeli – è uno strumento molto apprezzato dagli operatori perché rappresenta una leva finanziaria rilevante per i progetti di investimento e rafforzamento patrimoniale delle società. Infatti, un ulteriore apporto di equity è determinante anche in termini di bancabilità, per facilitare l’ammissione ad un eventuale altro accesso al credito bancario, essendo capitale di rischio e non un finanziamento”.