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PRESIDENZA CONSIGLIO SISTEMA EDUCATIVO PROVINCIALE TRENTO * LETTERA A FUGATTI E BISESTI: CESCHI, « SI RIDEFINISCANO LE ” LINEE GUIDA ” SU TUTTA LA REALTÀ SCOLASTICA “

Il Consiglio del Sistema Educativo Provinciale, per sua natura veicolo delle voci delle diverse componenti del mondo della scuola, manifestatesi anche in numerose iniziative individuali e collettive nelle ultime settimane, e infine sulla base delle istanze recentemente indirizzategli, il 12 giugno 2020 dalla Consulta dei Genitori e il 15 giugno da un nutrito gruppo di docenti delle scuole di ogni grado, chiede all’Assessore all’istruzione dott. Mirko Bisesti e al Presidente della Giunta provinciale dott. Maurizio Fugatti di fornire chiarimenti riguardo alle seguenti questioni di rilevante urgenza e l’accoglimento delle istanze successivamente esposte.

 

Le richieste:

  • Si chiede perché finora ci si è limitati ad “inseguire” il manifestarsi dell’epidemia, con esami (tamponi) a persone sintomatiche o particolarmente esposte, e non si è provveduto a realizzare un’indagine che fotografasse la reale situazione (cioè un’indagine campionaria sull’insieme della popolazione). In questa maniera ci si è privati di una solida base di informazioni sulla quale prendere decisioni ben motivate e pubblicamente giustificabili. Si chiede cosa attualmente si stia facendo in questo senso; e inoltre come proceda l’indagine nazionale dell’ISTAT in Trentino.
  • Occorre distinguere l’approccio sanitario – di carattere tecnico, in presenza di mezzi e strutture adeguatamente predisposte – da un approccio politico, che deve poter prevedere gli scenari possibili e considerarne le diverse implicazioni. Inoltre gli “esperti” sono per definizione settoriali, mentre la politica ha la responsabilità di una visione globale. Perciò si chiede quale spazio s’intenda concedere al resto della società e alla scuola per il futuro prossimo.
  • Riguardo alla scuola si chiede in particolare perché non siano stati coinvolti esperti tali da rappresentare i diversi aspetti della questione. Cioè non solo quello sanitario e, di conseguenza, logistico (protezione civile, dipartimento istruzione) ma anche le implicazioni psicologiche, sociali (rispetto alle famiglie e alla sana socialità degli stessi alunni) e didattiche (i cui esperti sarebbero i docenti che operano sul campo, dalle scuole dell’infanzia alle superiori). Per converso, la vicenda della riapertura parziale delle scuole dell’infanzia sembra confermare la volontà di non coinvolgere i diretti interessati (famiglie e insegnanti).
  • Riguardo al prossimo anno scolastico si chiede su quali fondamenti si siano definite le “linee guida” più volte presentate e aggiornate. Si ritiene infatti che famiglie, studenti e operatori tutti della scuola non possano essere considerati soggetti passivi di decisioni prese sulla base di consulenze fornite da punti di vista settoriali; e si considera del tutto inappropriato che tali pareri divengano inoltre oggetto di qualsiasi forma di “contrattazione” ‒ come se le questioni di salute (qualora sussistano realmente) fossero contrattabili.

Le istanze:

  • Che si ridefiniscano le “linee guida”, integrandole con il contributo di esperti su tutti gli aspetti della realtà scolastica, coinvolgendo tutte le parti sociali interessate (insegnanti, consulte dei genitori e degli studenti, lavoratori della scuola).
  • Chetalilineesianoinoltregraduateinproporzionealivellidirischiopredefinitiecertificabili (sulla base di valide e complete statistiche epidemiologiche e studi di riferimento accreditati) e che quindi siano riformulate in funzione dell’opportunità di decidere della loro attuazione non ora, ma il più possibile a ridosso dell’inizio del prossimo anno scolastico.
  • Che il processo decisionale politico ‒ forte dell’autonomia speciale e della competenza concorrente sulla scuola ‒ sia guidato dal dichiarato scopo di consentire la ripresa della scuola in tutti i suoi gradi nella pienezza delle sue modalità normali; e che dunque ogni decisione diversa sia presa sulla base di una ponderata valutazione, che tenga conto dei costi sociali e individuali di tutte le persone coinvolte, sia nel breve che nel medio periodo.
  • Che le prerogative che attengono all’autonomia funzionale, organizzativa e didattica della scuola possano esplicitarsi a fronte di una modifica dei regolamenti attuativi dei Piani di studio provinciali, evitando progettazioni differenziate e iniziative assunte in ordine sparso.
  • Che innanzitutto si riporti la scuola alla sua piena funzionalità, restituendo a bambini e ragazzi il diritto a un ambiente normale di relazioni umane e di crescita. Solo dopo aver assicurato il ritorno alla scuola alla maggiore normalità possibile, si discutano proposte di “innovazioni”, attraverso un confronto reale coi diretti protagonisti e riconsegnando alle scuole un’effettiva autonomia progettuale.
  • Che ora invece si investano risorse consistenti nel migliorare le infrastrutture del sistema scolastico, come i trasporti, le mense, le dotazioni strumentali e finanziarie delle scuole, il rapporto numerico docenti-studenti ‒ tutti fattori importanti, che necessitano di maggiore attenzione e di progettazione più accurata.

    Alla luce del proprio ruolo consultivo e di rappresentanza di tutte le componenti del sistema educativo provinciale, il Consiglio auspica per il futuro un maggiore coinvolgimento nell’ottica di un’interlocuzione attiva e di conseguenza nel processo decisionale sul futuro della Scuola, ad ogni livello.

    Documento approvato nella seduta ordinaria di lunedì 22 giugno 2020.

 

 

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