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PRESIDENZA CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * RIUNIONE CAPIGRUPPO: KASWALDER, « SONO CERTO DI NON AVER VIOLATO ALCUNA “PRASSI CONSOLIDATA »

In merito al comunicato diffuso ieri dopo che la Garante delle minoranze ne aveva letto il testo in Aula, in cui si afferma che nella riunione dei capigruppo il Presidente del Consiglio provinciale avrebbe “fatto votare ai soli capigruppo di maggioranza la decisione di proseguire i lavori d’aula, oltre l’orario previsto, violando una prassi consolidata e le più elementari regole di fair play consigliare e tradendo in tal modo il suo ruolo istituzionale super partes”, ho il dovere di precisare quanto segue.

1) Nella lettera di convocazione della seduta consiliare di ieri, inviata a tutti i consiglieri, era stato da me espressamente segnalato che nel corso dei lavori avrebbe potuto essere convocata la Conferenza dei Presidenti dei gruppi per stabilire eventuali modifiche di orario. Ieri, appena superato l’orario di chiusura della seduta d’Aula fissato alle 18.30, come previsto dall’ordine del giorno ho convocato la Conferenza dei Presidenti dei gruppi per chiedere se intendevano proseguire o meno i lavori fino alla conclusione del punto in discussione (il disegno di legge 18 sulla semplificazione). A favore della prosecuzione si sono espressi i soli capigruppo di maggioranza perché i presidenti dei gruppi di minoranza erano in parte usciti e in parte non si sono pronunciati.

2) Ricordo che in base all’articolo 24 comma 5 del Regolamento interno del Consiglio, la Conferenza dei Presidenti dei gruppi è un organo di consulenza del Presidente. Quando si tratta di decidere in merito ad aspetti di tipo organizzativo come gli orari di lavoro dell’Aula, il Presidente “sente” i capigruppo al solo scopo di raccoglierne le indicazioni, mantenendo una certa discrezionalità nella scelta. In questi casi, quindi, il voto non è necessario e tanto meno l’unanimità (il regolamento prevede che nella Conferenza dei Capigruppo si voti solo quando occorre un’intesa sul programma periodico dei lavori consiliari e sul tempo complessivo di esame in Aula dei disegni di legge).

3) Inoltre, anche sulla base del semplice buonsenso, poiché era chiaro che all’Aula sarebbe bastato poco tempo per arrivare al voto finale del disegno di legge in discussione, il rinvio dei lavori appariva ingiustificato. Per questo sono certo di non aver violato alcuna “prassi consolidata” né “le più elementari regole di fair play consigliare”. Mi sono invece scrupolosamente attenuto al regolamento del Consiglio, nel pieno rispetto del ruolo istituzionale super partes che mi è stato affidato.

Concludo con l’auspicio che in Consiglio, tra maggioranza e minoranza torni a prevalere il dialogo nel pieno rispetto del ruolo di ciascuno, condizioni che ritengo indispensabili per recuperare, garantire e rafforzare agli occhi dei cittadini l’autorevolezza e la credibilità della principale istituzione democratica e rappresentativa del Trentino.

 

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Il Presidente del Consiglio provinciale
Walter Kaswalder