PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-Free (ottava puntata format Tv)

In allegato si trasmette l’intervento di risposta del Presidente Sgarbi all’interrogazione presentata dai consiglieri Zeni e Manica.

Cascano le braccia. Non ne posso più di essere offeso da persone ignoranti e prive del senso delle istituzioni. Ho fatto una conferenza stampa per chiarire quello che sarebbe dovere di un consigliere provinciale sapere. Ma a Rovereto taluni rappresentanti politici vogliono rendersi noti per quello che non sanno. Non tollererò oltre l’incomprensione di chi non vuole intendere anche le cose più semplici.

Leggo una inverosimile interrogazione e un comunicato stampa infarcito di errori. E, non essendo i consiglieri provvisti di insindacabilità, procederò a querele per diffamazione nei confronti dei consiglieri Zeni e Manica.

Punto 1: scrivere che una mostra “sta per saltare” deve essere fondato su elementi certi e verificati. Ci sono gli atti. Le affermazioni dell’amministrazione comunale di Siracusa e la contrarietà personale del Sindaco non hanno alcuna relazione con un possibile diniego del prestito per una semplice ragione: l’opera non appartiene al Comune ma allo Stato. L’ho detto in tutte le lingue.

“Il seppellimento di Santa Lucia” del Caravaggio appartiene al FEC del Ministero dell’Interno. Tutte le verifiche di disponibilità sono state fatte con il lavoro di un anno, a partire dal Ministero dell’Interno, dal presidente del FEC Eike Schmidt, direttore degli Uffizi, al Prefetto di Siracusa, al Presidente della Regione, all’Assessore regionale, al direttore generale dell’Assessorato alla Cultura, alla Soprintendente, al direttore dell’Istituto Centrale del Restauro, all’Arcivescovo di Siracusa. E non è accettabile il discredito di chi pretenda una verifica presso una istituzione che non ha titolo.

Punto 2: l’irridente formula “bastava una telefonata” è l’insulto al lavoro di tutte le persone coinvolte: dal presidente Fugatti, al Presidente Musumeci, al Direttore Maraniello, al Sovrintendente di Siracusa, al Direttore dell’Istituto Centrale del Restauro, all’Arcivescovo di Siracusa, all’Assessore e al direttore generale dell’Assessorato alla Cultura della Regione, i quali tutti, in numerosi incontri e riunioni e carte agli atti hanno approvato la collaborazione tra la Provincia autonoma di Trento e la Regione Sicilia, con il conseguente restauro e dotazione di teca per la conservazione dell’opera. Tutti coinvolti, con autorizzazione scritte.

Punto 3: la telefonata all’amministrazione comunale è stata fatta da me all’Assessore alla Cultura Fabio Granata per informare anche la città di una raggiunta intesa tra Stato, Provincia e Regione. La superficialità degli interroganti si esprime attraverso pregiudizi e critiche aprioristiche senza alcuna verifica degli atti.

Punto 4: nessuna “magra figura”, nessuna “improvvisazione”, nessuna “politica degli annunci”, nessuno “smacco”, nessuna “ridicolizzazione” se non da parte di chi penosamente interroga. Nessuna “bufala“, ma solo menzogne.

Il presidente Fugatti conosce nel dettaglio tutti i passaggi dell’operazione alta e nobile, contrariamente allo spirito degli interroganti fondati su pettegolezzi e disinformazione. Il direttore Maraniello ha tutte le carte. Non c’è nessun “diniego” e nulla da “tamponare”, solo vergognarsi di rappresentanti consigliari così superficiali.

Penosa la continua richiesta di sostituzione del Presidente da parte di chi tutto ignora e continua a non capire che la programmazione fin qui in essere è stata quella del CdA precedente, da me generosamente integrata, e che ogni programmazione richiede, come nel caso di Caravaggio, almeno un anno di lavoro. Inutile cercare di farlo capire a chi è in malafede. Nel comunicato i due, che sarebbe bene si dimettessero dopo questa non documentata e patetica uscita, scrivono contro la verità che “il sindaco di Siracusa possiede (?) l’opera di Caravaggio”.

Non “possiede” nulla. Non ci voleva molto a riflettere che il rapporto tra l’autorità del Sindaco di Siracusa e il dipinto di Caravaggio sono gli stessi, se non inferiore, a quello del Sindaco di Rovereto rispetto al Mart e all’Amministrazione provinciale.

Potrebbe il Sindaco di Rovereto negare il prestito di un ‘opera appartenente al Mart? Potrebbe il Sindaco di Firenze, cari ignoranti, negare il prestito di un’opera degli Uffizi, come il ritratto di Leone X di Raffaello, su cui l’ignorante Montanari ha fatto l’ennesima polemica senza risultato? Il dipinto di Raffaello è alla mostra delle Scuderie del Quirinale a Roma, come il dipinto di Caravaggio sarà al Mart. E non saluterò i consiglieri che verranno a vederlo. Li vedrò in Consiglio Provinciale, al Presidente del quale ho chiesto di essere ascoltato. E Li vedrò in tribunale dove spiegheranno perché non si sono documentati prima di diffamarmi. Troppo inadeguati.

Basti dire, punto 5, che, nel loro comunicato, chiamano il più grande pittore italiano del secondo novecento Alberti Burri col nome di ”Bucci”. Non devo aggiungere altro. In ogni caso interroghino, gli attori di questa impresa, Fugatti, Maraniello, il Prefetto di Siracusa e si vergognino. O meglio: si dimettano.

26 maggio 2020

 

*
Vittorio Sgarbi
Presidente del Mart