PAT - LA RICERCA IN TRENTINO

- ARTE SELLA -

Nel video gli interventi di:
MAURIZIO FUGATTI (presidente Provincia autonoma di Trento)
ACHILLE SPINELLI (assessore  Sviluppo economico, ricerca e lavoro)
FRANCESCO PROFUMO (presidente Fbk)
ANDREA SEGRÉ (presidente Fem)

La Polizia di Stato di Viterbo ha denunciato sei stranieri e tre italiani per aver organizzato matrimoni falsi tra cittadini europei ed extracomunitari, sequestrati numerosi documenti a seguito di perquisizioni.

I soggetti si presentavano all´Ufficio Immigrazione della Questura di Viterbo per richiedere la carta di soggiorno dopo aver sposato cittadini italiani o comunitari, ma i matrimoni erano un espediente per ottenere una carta di soggiorno della durata di cinque anni.

L´attività d´indagine, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, si è incentrata su alcune richieste di carta di soggiorno segnalate dall´Ufficio Immigrazione in relazione a tre matrimoni che erano stati celebrati nel Comune di Civita Castellana.

Dagli approfondimenti investigativi, dalle testimonianze di alcuni soggetti e dall´esame dei documenti emergeva il ruolo di due cittadini pachistani in qualità di organizzatori dei “matrimoni di comodo”.

Uno di essi, già al centro di un´indagine per favoreggiamento dell´immigrazione clandestina condotta nel 2014, si è rivelato come datore di ospitalità e di impiego fittizio nei confronti di una cittadina polacca moglie di uno dei due extracomunitari. L´altro pachistano, evidenziatosi quale ideatore ed organizzatore di altri due matrimoni, dagli atti è risultato anche essere testimone di nozze nell´atto dello stato civile, nonche costante punto di riferimento territoriale per i connazionali coinvolti. I due soggetti fornivano l´assistenza logistica e documentale necessaria a perfezionare le unioni coniugali per le quali le italiane compiacenti avrebbero ricevuto compensi in denaro variabili tra i mille ed i duemila euro.

In particolare veniva emesso nei confronti di tutti i soggetti l´avviso di conclusione delle indagini ritenendoli responsabili, in concorso, del reato di indotta falsità ideologica del pubblico ufficiale in atti pubblici perché, con più azioni e con ruoli diversi, organizzavano e realizzavano una serie concatenate di condotte volte a consentire al cittadino extracomunitario beneficiario l´ottenimento di una carta di soggiorno falsa; tutto questo inducendo in errore e traendo in inganno il pubblico ufficiale responsabile del procedimento amministrativo.

Per uno dei tre matrimoni è stato contestato il tentativo di reato, in quanto il rilascio della carta di soggiorno non veniva perfezionato, stante l´evidente falsità delle dichiarazioni di convivenza e mantenimento emerse nella fase istruttoria.

Sono in corso le valutazioni per eventuali provvedimenti di revoca dei permessi indebitamente ottenuti dagli extracomunitari.