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POLIZIA DI STATO – TRENTO: OPERAZIONE ” BLACK POINT “: « SCOPERTI GLI AUTORI DI 30 FURTI IN APPARTAMENTO, TRE ALBANESI ED UN RUMENO ARRESTATI – ALTRI QUATTRO STRANIERI RICERCATI »

Scoperti gli autori di 30 furti in appartamento tra Trento e Bolzano. Tre albanesi ed un rumeno arrestati e quattro stranieri ricercati. Sequestrata refurtiva per diverse decine di migliaia di euro.

Non si ferma l’azione di controllo del territorio voluta dal Questore Garramone contro la criminalità.

Quattro stranieri sono stati arrestati e quattro tuttora ricercati dalla Polizia di Stato di Trento, perché ritenuti responsabili numerosi furti in appartamento.

Nel corso della operazione scattata alle prime luci di giovedì 17, la Squadra Mobile di Trento, diretta dal Vice Questore Salvatore Ascione, oltre ai quattro arrestati ha eseguito numerose perquisizioni che hanno portato al sequestro di diversa refurtiva.

Questo è il primo risultato dell’operazione “Black Point”, per la quale l’Autorità Giudiziaria di Trento, su richiesta del Pm Maria Colpani, ha emesso otto ordinanze cautelari nei confronti di cittadini della Albania e della Moldavia e quattro decreti di perquisizione.

L’operazione che ha preso spunto da una serie di furti in abitazione consumati a Trento nel periodo estivo, fra i mesi di luglio ed agosto e verso la fine di ottobre inizio novembre 2018, ha censito, complessivamente, 30 furti in abitazione, alcuni dei quali consumati anche a Bolzano.

Tutti gli episodi criminosi hanno mostrato come i malviventi operassero con lo stesso modus operandi, riscontrabile nell’’intrusione all’interno delle abitazioni in orario notturno, previa rottura di infissi situati, talvolta, anche a piani alti degli stabili interessati.

L’’attività di effrazione era esercitata prevalentemente verso gli infissi presenti sui balconi degli appartamenti, considerando in tale ambito, una migliore ed agevole posizione per operare la forzatura dei serramenti.

La base logistica utilizzata dalla consorteria per promuovere l’’attività illecita a Trento è stata individuata in uno stabile della zona di Spini di Gardolo. L’’immobile era ceduto in locazione ad una ragazza affiliata all’’organizzazione criminale.

La donna ha messo a disposizione del gruppo di etnia albanese l’’appartamento di Spini di Gardolo, dove tutti i partecipi hanno trovato sistemazione stabile durante la permanenza a Trento. Da quell’’appartamento sono partite le spedizioni verso gli obbiettivi da colpire e sono riscontrate le fasi di rientro dai colpi notturni e dalle attività di sopralluogo.

L’’intera attività criminosa è stata attuata in diversi “raid” durante i quali si sono avvicendati soggetti facenti capo alla medesima consorteria albanese, provenienti anche da fuori provincia.

Nel corso delle indagini è stata rilevata sui luoghi di tutti i 30 episodi di furto in abitazione consumati nel periodo estivo, la presenza delle utenze telefoniche in uso al sodalizio e sugli episodi di Trento, anche la presenza dell’autovettura Fiat Grande Punto.

L’’epilogo finale dell’attività criminosa è sopraggiunto il 10 ottobre 2018 con l’arresto in flagranza di uno degli albanesi partecipi all’associazione criminale. In quell’occasione è stata recuperata gran parte degli oggetti rubati alcuni mesi prima in via della Cervara e ancora nella disponibilità di uno degli albanesi.

L’’uomo, nell’occasione, è stato intercettato ed arrestato mentre tentava di trafugare la merce rubata in Albania a bordo di una autovettura guidata da due complici anch’essi indagati nell’occasione ed arrestati la mattina del 17 gennaio 2019.

Sulla base degli elementi raccolti l’’Autorità Giudiziaria ha emesso otto ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico dei partecipanti all’associazione criminale individuata.

Gli arresti sono stati eseguiti con la collaborazione della Squadra Mobile di Milano e della Squadra Mobile di Bolzano, alle prime ore dell’alba del 17 gennaio 2019 a Trento e Bolzano.

Gli arrestati sono stati prelevati dalle rispettive abitazioni e condotti negli istituti penitenziari di Trento, Bolzano, e Verona.

Alcuni degli indagati sono tutt’ora ricercati.