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PEDAGGI AUTOSTRADALI: M5S CAMERA, “ECCO LA MARKETTA DEL GOVERNO A TELEPASS”

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11.37 - venerdì 27 ottobre 2017

(Fonte: M5s Camera) – Il Ministero dei Trasporti rispondendo ad una nostra interrogazione a prima firma Dell’Orco ci conferma come sospettavamo che lo sconto del 30% sui pedaggi autostradali per i motociclisti, attivo in via sperimentale dall’1 agosto al 31 dicembre 2017, è un’operazione studiata in realtà non a favore dell’utenza ma a favore dei concessionari autostradali, o, meglio ancora, a favore del sistema bancario che sta dietro i signori delle autostrade ossia Telepass.

Ebbene sì, perché lo sconto sul pedaggio delle autostrade non è per tutti i motociclisti ma solo per quelli che usano il telepass.

Ma cosa è il telepass? E’ uno strumento di pagamento elettronico, gestito da Telepass Pay S.p.A., società controllata al 100% da Telepass S.p.a. e Istituto di Moneta Elettronica (Imel) autorizzato da Banca d’Italia.

E Telepass spa chi è? Una società del gruppo Atlantia, holding finanziaria della famiglia Benetton, tra le maggiori società attive nella gestione in concessione di tratte autostradali e non solo… Così il cerchio è chiuso. Sarebbe utile verificare se Telepass ha guadagnato di più in Borsa il giorno in cui il ministro Delrio ha firmato con Aiscat (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori) l’accordo l’accordo per gli sconti.

Ecco il trucchetto: Delrio in sede di attivazione dell’iniziativa la pubblicizzava falsamente come una misura di equità perché il sistema di pedaggio italiano, a differenza di quello degli altri Paesi europei, non distingue tra auto e moto.

Menzogna spudorata, perché se la preoccupazione del ministro fosse stata davvero quella per le tasche degli utenti delle due ruote avrebbe dovuto ridiscutere e modificare alla base i contratti di concessione con i signori delle autostrade e non sottoscrivere un nuovo accordo che, da una parte, garantisce i concessionari con soldi pubblici, garantendogli il ristoro dei minori incassi dovuti agli sconti e, dall’altra, garantisce all’azienda Telepass maggiori introiti grazie ad un ampliamento degli abbonamenti Telepass dalle tasche dei cittadini.

Il Ministero giustifica la scelta di concedere lo sconto solo attraverso un abbonamento Telepass con il fatto di poter adottare più velocemente, e su tutta la rete, la nuova tariffa mentre senza ricorso al telepass, che serve ad identificare il veicolo in transito come moto, la misura si sarebbe potuta adottare solo nei caselli presidiati dall’operatore.

E’ una scusa che non regge! Quanti sono sul totale i caselli autostradali che non hanno almeno una pista con operatore? Il Governo non porta nessun dato per giustificare questa operazione. Non sarebbe stato meglio tagliare magari fuori qualche casello ma aprire il vantaggio all’intera platea dei motociclisti invece di produrre un provvedimento a vantaggio di Telepass restringendo però gli utenti del provvedimento? E’ chiaro infatti che avere un telepass significa pagare un abbonamento mensile quindi il Governo, pur di favorire l’azienda Telepass, ha di fatto ristretto i potenziali destinatari di questo provvedimento ai soli motociclisti abitudinari delle autostrade.

In secondo luogo, la risposta ricevuta dal Governo ci chiarisce anche che il Ministero non è partito affatto come si dovrebbe fare in questi casi da un’analisi di dati riguardo l’utenza dei motociclisti: non è stata fatta nessuna valutazione preventiva per sapere quanti dei 5 milioni di scooter e motocicli che possono circolare sulle autostrade potessero già usufruire dello sconto, essendo già titolari di un abbonamento telepass.

Il Governo inoltre non solo dichiara apertamente di non aver stimato le somme necessarie alla compensazione dei concessionari autostradali (tanto paga Pantalone!) ma non risponde neppure a precisa domanda ovvero ‘se la convenzione Aiscat preveda che gli eventuali maggiori introiti degli abbonamenti telepass vadano in compensazione per i concessionari’.

Insomma tutto ci porta ad affermare che l’obiettivo nascosto di questa operazione è in primo luogo quello di allargare la platea degli abbonamenti e degli incassi Telepass. Morale della favola: quando questo Governo sembra fare qualcosa a favore dei cittadini c’è puzza di bruciato! Il meccanismo è sempre lo stesso: qualche briciola per i cittadini per concedere lauti guadagni ai poteri forti.

L’unica buona notizia che abbiamo ottenuto a favore degli utenti è che è prevista la possibilità di disdire l’abbonamento Telepass Moto in qualsiasi momento, senza costi aggiuntivi, quindi anche al termine della sperimentazione prevista per il prossimo 31 dicembre. Sempre se il Governo deciderà di non rinnovare l’iniziativa.

 

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

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