“Sulle cime io non lascio mai niente, se non le mie orme che il vento ben presto cancella” (Reinhold Messner).

Apprendiamo dalla carta stampata dell’iniziativa “Una spedizione su cima Carega” che vede l’artista veneto Andrea Bianconi, ideatore del progetto “Sit Down To Have An Idea”, portare sulla vetta alense una delle sue poltrone, inizialmente prevedendone l’installazione permanente. Apprendiamo altresì che sia la spedizione che accompagna l’iniziativa, che l’idea stessa di lasciare tale manufatto in cima alla vetta, non era stata comunicata ne concordata con l’amministrazione comunale.

Pur apprezzando molto l’intento del progetto che è quello di raccogliere fondi per la ricerca contro la fibrosi cistica, certamente finalità lodevole e condivisibile, non si può esimersi dal fare due riflessioni quantomeno nel merito delle modalità di programmazione di tale evento.

Come autonomisti, riteniamo fondamentale presidiare il territorio anche per quanto concerne le iniziative che provengono “dall’esterno”; questo non per “gelosia” fine a se stessa rispetto a ciò che il nostro territorio è e conserva, quanto perchè riteniamo fondamentale la condivisione e la compartecipazione delle iniziative che lo riguardano. Le nostre comunità, che vivono l’autonomia in maniera partecipata e attiva, sono di fatto anche custodi dei boschi, delle valli, delle montagne.

Non riteniamo corretto insomma che un’iniziativa, seppur mossa da intenti lodevoli, venga presa bypassando quel moto di correttezza e trasparenza che prevede quantomeno l’informazione preventiva.

L’altro aspetto è una riflessione rispetto a ciò che è la montagna per noi che la viviamo e la amiamo. Per noi, specialmente la sua vetta, non è un luogo ove depositare alcunchè che non sia il silenzio, la contemplazione, la cura e il rispetto che quel luogo suscita e merita.

Non riteniamo una buona idea lasciarvi null’altro di ciò, se non altro perchè l’esempio che siamo tenuti a dare è quello che non si può certo tollerare che ognuno lasci ciò che ritiene sul terreno, sia un opera d’arte (a meno che non abbia un significato particolarmente legato al luogo e fortemente voluto dalla sua comunità) o una lattina di aranciata. E’ il principio che è sbagliato. Bene quindi che l’artista abbia già “fatto un passo indietro” dichiarando che lascerà la poltrona presso il rifugio Fraccaroli e non in vetta.

Con questa semplice riflessione speriamo che in futuro iniziative simili vengano preventivamente concordate con l’amministrazione comunali, perchè la condivisione è la prima forma di rispetto per i luoghi e le sue genti; senza quella, anche lo spirito della montagna non è disposto ad accogliere chi vi si avventura, seppur mosso dalle migliori intenzioni.

 

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Francesca Aprone
Segretaria politica PATT Ala