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PATT – LORENZO CONCI E FRANCESCA APRONE * COALIZIONE CENTROSINISTRA: ” ‘ADESSO BASTA’ LO DICIAMO NOI, LA DIGNITÀ DEL NOSTRO PARTITO, IL RISPETTO PER LA SUA STORIA ED IL SUO FUTURO VENGONO PRIMA DI TUTTO “

La pazienza ha sempre un limite. E per quel che ci riguarda questo limite è passato. Sono passati 5 mesi dal quel voto nazionale in cui anche nel nostro Trentino si sono imposti i candidati del centrodestra rispetto a quelli del centrosinistra autonomista.

Una sconfitta sicuramente non preventivata, anzi, che ha seguito quella del referendum costituzionale e che ha, diciamocelo chiaramente, come maggior responsabile il Partito Democratico.

Da quel giorno, increduli, abbiamo assistito gli alleati esibirsi in un ridicolo ridurre il dibattito politico al sacrificio di un capro espiatorio, il nome del futuro presidente della Provincia, in un malsano gioco di potere fra forze politiche che avrebbero dovuto invece dare esempio di serietà, idealismo e pragmatismo propri di chi sta ancora governando, lo ricordiamo, una virtuosa Provincia Autonoma.

Nessuna analisi da parte loro sul quinquennio che sta per finire e su cosa si può ovviamente migliorare, e nemmeno nessuna condivisione di un programma che delinei il futuro dei prossimi cinque anni.

Solo uno sterile Rossi sì, Rossi no.

Nessuno di loro a quanto pare contesta o critica le scelte del Presidente Rossi e quindi del governo provinciale di questi cinque anni, anche perché in quella giunta siedono anche un Vicepresidente e due assessori del Pd, due assessori dell’UpT ed un assessore esterno.

Tra l’altro se qualcuno dicesse (e nessuno lo dice) che si è governato male la colpa non può essere solo di Rossi, ma eventualmente di tutti. E a fronte di eventuali ragionamenti di questo tipo, se non va bene Rossi non vanno bene nemmeno i suoi colleghi di giunta.

Pensiamo che questo sia logico e lineare. Pertanto non si capisce nemmeno su quali basi i partiti stiano ancora discutendo e rimpallandosi la responsabilità di decidere non si sa bene cosa.

Per quanto ci riguarda la discussione non sarebbe nemmeno dovuta cominciare.

Oltretutto va ricordato che ridurre il dibattito ad un problema di guida provinciale è riduttivo giacché sono molti i comuni trentini attualmente governati da una coalizione specchio di quella al governo della Provincia, all’interno dei quali la gente vorrebbe essere messa nelle condizioni di portare avanti un azione politica coesa e possibilmente coerente, poiché il programma dell’attuale legislatura provinciale è anche la spina dorsale dell’azione del loro governo.

Il problema pertanto è politico. Togliere al Patt la guida del governo ed indebolire gli autonomisti. E farlo possibilmente senza sporcarsi le mani.

Da autonomisti questo francamente non lo possiamo tollerare.

Abbiamo sempre sostenuto l’azione politica del nostro partito all’interno della coalizione del centro sinistra autonomista convinti che questo significhi operare per il bene del Trentino e dei trentini, per la stabilità di governo e per non cedere il passo al populismo, alla politica degli slogan, ai nazionalismi, ai romacentrismi.

E lo abbiamo fatto sacrificando troppo spesso anche la nostra tradizionale linea politica, che ci identifica da decenni, convinti che un temporaneo sacrificio ci avrebbe ripagato consegnando a questa provincia una squadra di governo in grado di sostenere il peso e la responsabilità del nostro bene più prezioso, l’Autonomia, uno slancio destinato a perdurare nel futuro nel segno del benessere collettivo.

In questa ottica, anche di lealtà ad un patto di coalizione, abbiamo sostenuto iniziative care al Partito Democratico non sempre capite dalla nostra base tradizionale.
E questo lo abbiamo pagato anche in termini elettorali e di coesione del nostro stesso partito.

Ma noi il coraggio della coerenza lo abbiamo sempre avuto, anche quando ci è costato caro.

Dopo tutto questo, assistere a questo continuo posticipare un qualcosa che nemmeno doveva essere messo in discussione, un esercizio buono solamente a logorare i nervi e ad addossare la colpa al primo che cede, ci sembra francamente troppo.

La dignità del nostro partito, la sua storia ed il suo futuro vengono prima di tutto, coalizione compresa.

Il Patt non presti più il fianco a questo balletto degli indecisi un minuto di più. Il coraggio che non hanno gli altri, dimostriamolo noi, una volta di più.

Il nostro partito ed il Presidente Rossi continuino con convinzione sulla strada tracciata che è quella del buon governo, serio, concreto, di tutela della nostra Autonomia e della nostra terra.

Una strada che trovi la base e le fondamenta in un programma politico che consegni al Trentino una visione politica rispettosa dei valori autonomisti trentino tirolesi, territoriale e tradizionale.

Ugo Rossi è e rimane il miglior Presidente che questa terra possa avere, una persona che in questi cinque anni ha lavorato con visione, operando in un contesto socioeconomico non semplice, anche frutto di alcune situazione ereditate, portando nuove competenze alla nostra Autonomia e blindando il bilancio provinciale.
Il Patt torni ad essere catalizzatore di realtà politiche a lui affini per valori, identità politica, visione, non per l’opportunismo del momento.

Quindi avanti, mettendo al primo posto la dignità del Patt, ma anche i valori di lealtà, onestà e coerenza che in tanti, troppi, sembrano avere smarrito. Ma noi no.
Ad ognuno le proprie responsabilità e conclusioni.

 

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Lorenzo Conci
Francesca Aprone