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In allegato la delibera, riguardante il posizionamento del PATT, proposta dal Segretario politico alla Giunta esecutiva del Partito Autonomista e approvata all’unanimità.

Si comunica, inoltre, che ha deciso di aderire al gruppo consiliare regionale del PATT del consigliere altoatesino Carlo Vettori. Anche in questo caso la giunta ha dato parere favorevole all’unanimità.

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DELIBERA PATT
GIUNTA DEL PARTITO 5 DICEMBRE 2019

La Giunta esecutiva del Partito Autonomista Trentino Tirolese riunitasi, secondo quanto previsto dallo Statuto, in data 05 dicembre 2019 ad ore 20.30, presso la sede di via Malvasia n. 22 a Trento:

  • –  Preso atto che la tesi congressuale collegata alla candidatura a segretario politico di Simone Marchiori con la quale è stato eletto nel congresso di data 24 marzo 2019, in relazione alla linea politica provinciale e alle prossime elezioni comunali così riportava:
    “…[Blockfrei] non significa rinchiudersi in un comodo isolamento supponente e autoreferenziale, ma al contrario ragionare al di fuori delle vecchie e stereotipate logiche: smetterla, cioè, di pensare al punto di approdo, specie se questo si traduce in concetti ormai superati come quelli di “destra” e “sinistra”, ed impegnarsi piuttosto nella costruzione di un percorso coerente e coraggioso e di una visione autenticamente autonomista in grado di riscuotere il consenso degli elettori…”“…Nessuna preclusione verso alcun movimento purchè si parta da due elementi di rottura con il passato: nessun vincolo ideologico con i partiti nazionali che, per loro natura, non possono difendere le nostre prerogative e basta con i vecchi schemi fin qui adottati…” “… Se per il livello provinciale si deve tendere alla costruzione di un fronte autonomista- territoriale ideologicamente svincolato dai partiti nazionali, a maggior ragione ciò deve avvenire per i comuni…”;
  • –  Vista altresì la tesi congressuale a sostegno della candidatura a Segretario politico di Carlo Pedergnana che, sul medesimo argomento, così recitava:
    “…Vorrei che il PATT si riappropriasse della sua essenza di partito profondamente legato alla nostra gente e al nostro territorio, mantenendosi autonomo rispetto ai gruppi politici nazionali in virtù della sua unicità e specificità, coltivando un forte rapporto con la SVP e con i partiti autonomisti dell’arco alpino…”“…La situazione politica regionale attuale è tra le peggiori auspicabili per la nostra Autonomia. Essere governati da un partito attivo su scala nazionale […] potrebbe rivelarsi fatale. La scarsa sensibilità in termini di autonomia da parte delle forze che hanno vinto le elezioni ci sta già portando a scelte a mio avviso pericolose…”;
  • –  Constatato quanto riportato anche nella tesi a sostegno della candidatura a Vicesegretaria del PATT di Roberta Bergamo:
    “…A livello regionale il PATT più che rivolgersi a forze politiche che nel migliore dei casi vivono esperienze estemporanee e che nella maggior parte sembrano essere in declino, deve guardare con attenzione a tutti quei cittadini trentini che rifiutano l’idea di una esagerazione leghista e che sanno bene quanto la sinistra non riesca a dare le risposte serie e concrete. E’ in questo terreno politico e in questo spazio, e con particolare riferimento alle prossime elezioni comunali, che il Partito dovrà sviluppare la sua azione di allargamento e di convincimento per poter costruire un vero partito territoriale…”;

    • –  Letto quanto sviluppato nel documento congressuale presentato dal consigliere Lorenzo Ossanna e dall’assessore del Comune di Trento, Roberto Stanchina, i quali in merito al posizionamento del PATT così argomentavano:“…Quali sono i presupposti politici per rilanciare il Trentino? Prima di tutto la creazione, partendo ovviamente dal Patt, di un’area moderata in grado di far tornare a “casa” i voti dei moderati che, in modo massiccio, sono passati alla Lega. (…) Dobbiamo essere alternativi alla demagogia perché essa è il nostro peggior nemico…”“… Detto ciò, per il Patt la mera rincorsa della Lega e del suo mondo, magari per motivi di potere, sarebbe letale. Il nostro partito verrebbe relegato a “cespuglio” quando oggi, invece, si trova di fronte ad una sfida e ad un’occasione storica decisiva: essere alla guida di un grande movimento di riscatto del Trentino e della sua autonomia. Un’autonomia – è evidente a chiunque sia in buona fede – che mai come oggi rischia la venetizzazione, l’assorbimento nelle “superpotenze” della pianura. Terre che, pur rispettando la loro cultura e dei loro successi, si differenziano da quella cultura alpina che sta alla base della nostra vicenda storica di popolo e di partito…”“… Avviare seriamente un percorso partecipativo per la creazione di un grande polo territoriale, senza snaturare la nostra identità: uno strumento federato, su base Provinciale lontano dalle logiche nazionali ma con una forte visione Europeista…”;
    • –  Considerato quanto previsto dallo Statuto e ribadito in tutti i documenti congressuali circa la libertà di movimento delle singole Sezioni in relazione alle prossime elezioni comunali;tutto ciò premesso la Giunta esecutiva del PATTDELIBERA:1) il Partito, facendo seguito ai suoi valori, alla sua storia e non per ultimo a tutte le tesi congressuali presentate all’ultimo Congresso di data 24 marzo 2019 e sopra citate nei loro passaggi salienti riguardanti la linea politica, vuole impegnarsi a costruire una “casa” ideale ed una proposta politica dove possano convergere, per il bene della nostra terra, tutte le forze autonomiste, territoriali, popolari e civiche interessate a rafforzare la nostra Autonomia speciale e a non omologare politicamente il Trentino alle dinamiche nazionali.

      Si dà quindi mandato al Segretario politico di operare nel solco di quanto deliberato da questa Giunta del Partito, attribuendogli la titolarità e la responsabilità dei rapporti con le altre forze politiche e con gli organi di informazione affinché la voce del Partito sia una sola;

      2) per costruire questa “casa” si fa quindi appello a tutte quelle forze e movimenti che mettono al primo posto la salvaguardia, la tutela ed il miglioramento della nostra Autonomia e dei valori

      popolari e civici della nostra terra differenziandosi dalla visione dei partiti nazionali e ponendosi quindi in antitesi ai partiti centralisti, nazionalisti, antieuropeisti e a quei leader nazionali che vedono nel Trentino un terreno di conquista;

      3) in quest’ottica, rimarcando il forte e indissolubile legame che lega il PATT con la SVP in Südtirol, si vuole lavorare concretamente nel rinnovare l’asse politico con tutti i movimenti autonomisti e federalisti italiani ed europei per rimarcare il valore dell’integrazione europea, dei suoi principi finalizzati alla creazione della ”Europa dei popoli e delle Regioni” e alla valorizzazione delle minoranze e delle autonomie, rafforzando al contempo esperienze virtuose come quella dell’Euregio trentino tirolese;

      4) la costruzione di questa “casa” non deve essere funzionale solo alle elezioni comunali, ma deve necessariamente guardare oltre, almeno fino alle prossime elezioni provinciali, per riportare il Trentino ad essere un laboratorio politico originale e non omologato a dinamiche nazionali;

      5) le fondamenta di questa “casa”, sulle quali il Partito Autonomista Trentino Tirolese basa la sua azione ed è pronto ad aprire il confronto con le altre forze politiche trentine, sono:

      • Autonomia prima di tutto: il Trentino non può cedere alle logiche nazionali, ma deve dimostrare la propria responsabilità di autogoverno con la capacità di prendere le decisioni migliori per il proprio futuro. Autonomia che va fatta crescere sia nelle competenze che nella conoscenza e nella percezione della sua importanza nella popolazione.
      • Europa: l’integrazione e la collaborazione europee costituiscono il valore aggiunto e la garanzia per le terre autonome come il Trentino che, in qualità di territori di confine, rappresentano un insieme virtuoso di influenze e culture.
      • Identità: la nostra Comunità Autonoma deve poter guardare al futuro con la consapevolezza dell’importanza delle proprie radici e della propria storia.
      • Garantire e favorire chi più ha contribuito alla crescita delle nostre comunità, senza dimenticare, ma alimentando, la vocazione solidaristica e cooperativistica della nostra terra: la politica deve essere al servizio di coloro che, per nascita, scelta o necessità, hanno trovato nel Trentino la terra in cui costruire il proprio avvenire senza cadere nel mero assistenzialismo o nella chiusura aprioristica.
      • Periferie, città e Comuni: il Partito Autonomista si appresta ad affrontare le elezioni comunali con la consapevolezza che il Trentino, per poter funzionare al meglio, deve trovare il giusto bilanciamento fra i piccoli centri e le città principali, che devono essere ugualmente valorizzati. Ciò non può significare una mera parificazione (peraltro irrealizzabile) fra la valle più distante da Trento e il capoluogo stesso. Si tratta, semmai, di garantire ad ogni territorio la possibilità di sviluppare le proprie vocazioni, incentivando i punti di forza con la consapevolezza che il “sistema Trentino” può funzionare solo se le singole articolazioni sono al giusto posto e con il giusto peso. In tal senso i Comuni, cellula fondamentale dell’Autonomia, devono essere messi in grado di operare senza balzelli o complicazioni

        inutili, ma anche di cooperare e collaborare, garantendo loro sostegno anche economico.
        • Attenzione alla sicurezza: se la sicurezza è una percezione dei cittadini, dobbiamo uscire dalla logica che il “Trentino è un’isola felice rispetto al resto d’Italia” per affrontare e risolvere le cause più profonde di un malessere che rischia di minare la stabilità di una terra

        che è al vertice di tutti gli indicatori riguardanti la qualità della vita.

        Su questi temi ed in questo solco il PATT affronterà le imminenti elezioni comunali forte dell’impegno e della competenza della sua squadra, fiero della sua storia, orgoglioso dei risultati ottenuti fin qui e fiducioso che in Trentino ci sia ancora oggi più che mai bisogno di una proposta politica lontana dalle esagerazioni e dagli estremismi e legata, soprattutto, a una visione territoriale, responsabile e autonoma della cosa pubblica.

         

      • Delibera documento politico comunali