Villa Angerer, riconversione degli spazi per un futuro nel campo della ricettività e del benessere. Tonina: “Intervento per valorizzare lo storico compendio e favorire lo sviluppo dell’economia locale”

Nuova vita per Villa Angerer. Dopo la firma dell’accordo fra Provincia e Comune di Arco per il recupero e la riqualificazione dello storico immobile, la comunità del centro dell’Alto Garda si è riunita per ragionare sulle prospettive di sviluppo della Villa, alla luce della proposta di variante urbanistica. Un appuntamento organizzato dal Comune al Casinò di Arco.

“La valorizzazione dell’immobile di proprietà pubblica, per la quale si prospetta un futuro nell’ambito della ricettività e del benessere, è fondamentale per la crescita e lo sviluppo del territorio dell’Alto Garda. Uno sviluppo che può essere realizzato solo dopo l’analisi di punti di forza e di debolezza del contesto locale: sono convinto che Villa Angerer, oggi in stato di degrado, possa diventare il fiore all’occhiello dell’offerta turistica locale, utilizzando in maniera nuova i suoi spazi.

In questo modo si scongiurerà l’abbandono di un bene fortemente identitario come questo e pure la sua alienazione” sono state le parole del vicepresidente della Giunta provinciale Mario Tonina, assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione. La riconversione della struttura ad altro uso è resa possibile dalle procedure previste dalla legge provinciale per il governo del territorio. La Villa – secondo le intenzioni dell’amministrazione provinciale, in accordo con il Comune – potrebbe ora essere dedicata alla ricettività e al benessere.

Nel loro intervento, il sindaco Alessandro Betta e l’assessore Stefano Miori hanno evidenziato il valore storico e architettonico dello storico complesso – costituito dalla villa, dall’ex sanatorio e dal parco – riconosciuto di interesse culturale nel 2004 dalla Soprintendenza per i beni architettonici. Importanti spunti di riflessione legati al riutilizzo dell’immobile sono stati forniti dal professor Luigi Fontana, direttore dell’Healthy Longevity Program e docente della facoltà di medicina e salute all’Università di Sidney, oltre che presso il Dipartimento di scienze cliniche e sperimentali dell’Ateneo di Brescia.

Fontana ha messo in luce la necessità di guardare a un nuovo modello di educazione alla salute che renda possibile il sistema di welfare del Paese, dove si assiste al costante aumento della popolazione anziana che, secondo le statistiche, è più soggetta alle malattie croniche e dunque al consumo di farmaci. Una situazione complessa, che rende necessario lo sviluppo di attività pubbliche, commerciali e industriali incentrate sull’ideazione di servizi e prodotti connessi al benessere, alla longevità e all’invecchiamento attivo e in salute. Secondo il docente, si può dunque guardare con interesse al turismo del benessere, della salute e della terza età. Un target che potrebbe trovare risposta alle proprie esigenze all’interno degli spazi di Villa Angerer.

Nel corso degli anni, il recupero dell’immobile era stato più volte sollecitato a livello comunale e provinciale. Lo scorso aprile, il presidente della Provincia Maurizio Fugatti aveva confermato in una lettera inviata al primo cittadino di Arco l’interesse pubblico a sviluppare una proposta di recupero. Le spese di manutenzione sul lungo periodo e la riduzione delle risorse pubbliche disponibili per nuovi investimenti, hanno portato Piazza Dante a promuovere un progetto alternativo, rivedendo la destinazione urbanistica del compendio. Villa Angerer sarà dunque finalmente valorizzata: “L’intervento di cui sarà oggetto – ha osservato l’assessore Tonina – assicurerà la conservazione del valore storico-artistico del compendio e avrà l’effetto di elevare la competitività turistica di Arco e dell’intero Alto Garda”.