Prodotti certificati, biologici e a basso impatto ambientale nella ristorazione collettiva. Dopo la preadozione del mese scorso, il provvedimento individua l’ambito di applicazione.

La Giunta provinciale ha approvato le modalità di applicazione di un comma (il 2 bis) della legge sull’utilizzo dei prodotti agricoli e agroalimentari di qualità riconosciuta e certificata, biologici e a basso impatto ambientale nei servizi di ristorazione collettiva pubblica.

Si tratta di un provvedimento che permette l’estensione di quanto previsto nel Programma per l’orientamento dei consumi e l’educazione alimentare anche ai soggetti privati che nell’ambito di rapporti esistenti con la Provincia e gli enti locali, gestiscono servizi di ristorazione destinati agli utenti dei servizi da loro resi.

Le strutture organizzative della Provincia, i suoi enti strumentali, inclusa Apss, le Comunità e i Comuni inseriranno in caso di nuova attivazione, rinnovo o integrazione delle convenzioni e atti di finanziamento specifiche clausole contrattuali o prescrizioni in modo tale che nella gestione delle proprie mense e nell’approvvigionamento dei prodotti agro-alimentari necessari alla predisposizione dei pasti, anche i privati siano tenuti a garantire le regole già applicate alla ristorazione gestita direttamente o in appalto dagli enti pubblici.

Il riferimento è in particolare ai prodotti dotati di certificazione DOP-IGP-STG, ai prodotti biologici o da produzione integrata, prodotti tipici e tradizionali – prodotti di qualità riconosciuta e certificata (ad esempio il Marchio Qualità Trentino) – prodotti che comunque per il 60% devono essere a basso impatto ambientale e cioè provenire da luoghi distanti non più di 70 km dal luogo di utilizzo.

I soggetti tenuti a questo nuovo obbligo sono i seguenti:

a) soggetti privati affidatari di servizi socio assistenziali in convenzione o appalto da rendere in forma residenziale o semiresidenziale con servizio di ristorazione per gli utenti, o per la gestione di mense per persone svantaggiate;

b) soggetti privati affidatari di servizi socio educativi ed educativi realizzati con finanziamento pubblico anche non prevalente (asili nido – scuole dell’infanzia – scuole professionali – scuole primarie, secondarie e superiori – colonie);

c) soggetti privati affidatari di servizi sanitari e socio sanitari con servizio di ristorazione per gli utenti in regime di accreditamento e convenzionamento.
La delibera prevede tre anni di tempo per l’integrale adeguamento alle nuove regole.