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PAT* PRONTI 60 MILIONI DI INVESTIMENTI PER LO SVILUPPO INNOVATIVO DI PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Grande successo per i bandi di finanziamento dedicati allo sviluppo innovativo delle piccole e medie imprese. Il vicepresidente Olivi: “Il sistema imprenditoriale ha accettato la sfida della qualità”.

Pronti a partire 60 milioni di investimenti. Un successo notevole quello riscosso dai quattro bandi messi in campo dalla Provincia per il sostegno delle imprese trentine, soprattutto di dimensioni piccole e medie, che si sono chiusi nei giorni scorsi.

Quasi 700 le domande pervenute, assieme ai relativi progetti: 310 per il bando riguardante l’efficienza energetica delle imprese e l’uso delle fonti rinnovabili; 139 per l’acquisti di servizi di consulenza aziendale innovativi; 75 per il sostegno agli investimenti fissi; ed infine 134 domande per l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali attraverso i fondi Seed money.

“I bandi avevano l’obiettivo di alzare l’asticella della qualità degli investimenti aziendali e il sistema delle imprese ha risposto in maniera forte. Innovazione nei servizi, risparmio energetico, tecnologia e finanza per sostenere nuovi progetti di impresa sono il futuro anche per le piccole imprese che in effetti hanno intercettato il 75% delle risorse a disposizione – sottolinea con soddisfazione il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro Alessandro Olivi -.

Ora può partire un piano in grado di mobilitare circa 60 milioni di investimenti diffusi sul territorio e tra tutti i comparti, il cui effetto leva è stata la nostra scelta di utilizzare le risorse del piano di sviluppo dell’Europa per la crescita competitiva del nostro sistema produttivo.” Sono già state nominate le commissioni incaricate ad esaminare tutte le domande ed entro l’inizio del 2018 verranno stilate le relative graduatorie

Il 31 ottobre scorso è scaduto il termine per la presentazione a Trentino Sviluppo delle domande relative al bando Seed money-Fesr, che prevede aiuti per le imprese che avviano l’attività: fino a 70.000 euro, a copertura fino al 100% delle spese, per la fase di start up e lo sviluppo del prototipo; fino a 100.000 euro per la fase dell’ingegnerizzazione e della commercializzazione del prodotto finale. L’accesso a questa seconda fase, che prevede finanziamenti per coprire fino al 50% delle spese, era condizionata dall’esistenza di un investitore privato, secondo la formula del matching fund.

Entro il 16 ottobre le imprese trentine interessate potevano presentare invece ad Apiae le domande relative agli altri tre bandi, a sostegno degli investimenti aziendali rispettivamente per: realizzare o acquistare beni immobili o beni mobili, attrezzature e macchinari innovativi (contributo dal 10 al 30% della spesa ammessa); acquistare servizi di consulenza, ad esempio per innovare prodotti o processi organizzativi, per conoscere ed “aggredire” meglio il mercato o per ottenere certificazioni (contributo fra il 40 e il 60% della spesa); conseguire dei risparmi energetici, anche utilizzando le fonti rinnovabili 8contributo fra il 30 e il 65% della spesa).

In tutto, le risorse di parte provinciale ammontano a 18 milioni di euro: 8 per il bando efficienza energetica, 2 per l’acquisto di servizi aziendali, 5,1 per ivestimenti in macchinari e impianti, il resto per l’avvio di nuove imprese attraverso il Seed Money-fesr.

La novità degli strumenti era rappresentata dalla necessità di descrivere la propria proposta di investimento, per dimostrarne la coerenza con le aree di specializzazione dove la Provincia autonoma di Trento vuole prioritariamente investire -agrifood, meccatronica, qualità della vita ed energia e ambiente – e con i criteri di valutazione previsti nei vari avvisi, in primo luogo l’innovazione della proposta, i potenziali effetti sulla crescita e la competitività dell’impresa.

Questa novità non ha spaventato gli imprenditori trentini che hanno colto invece appieno le possibilità offerte dai bandi. Da una prima valutazione delle domande pervenute si nota un interesse per tutti i settori economici, con una netta prevalenza di turismo e industria (vedasi figure allegate).

Nello specifico la maggior parte delle domande sono state presentate da piccole e medie imprese (più di tre domande su quattro) a dimostrazione della forte dinamicità delle pmi, che peraltro rappresentano l’ossatura della nostra economia.

Grande partecipazione ha avuto anche l’avviso relativo agli investimenti in materia di risparmio energetico e di energie rinnovabili, cui potevano partecipare anche grandi imprese, che coniuga obiettivi di sostegno agli investimenti con l’attenzione ai benefici per l’ambiente. Per questo bando, considerando le tipologie di investimento, oltre il 50% degli investimenti riguardano l’acquisto di caldaie a biomassa (quasi il 25% della spesa), impianti di cogenerazione (circa 20%) e fotovoltaici (oltre 10% della spesa e quasi un quarto delle domande, rappresentando la tipologia di investimento più rappresentata).

Sono anche state presentate una ventina di domande per iniziative con le quali le imprese prevedono rilevanti riduzioni di consumi di energia elettrica e termica nei processi produttivi (con una spesa pari a oltre il 10% del totale) ma anche molti interventi (quasi una sessantina – seconda tecnologia più richiesta) per l’ottimizzazione degli impianti di illuminazione (circa il 10% della spesa)