PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

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Controlli sulle imprese meno invasivi e più “etici” con il progetto RAC. L’assessore Gottardi al convegno dell’Ocse al Castello del Buonconsiglio.

Il Trentino cerca, in vari modi e con strumenti diversi, di diventare sempre più un territorio “a misura delle imprese”, e lo sta facendo riflettendo criticamente anche sulle modalità attraverso le quali si esplica l’attività di controllo della pubblica amministrazione sulle imprese stesse. Testimonianza di questo sforzo è ad esempio il convegno internazionale inaugurato oggi e che proseguirà domani al Castello del Buonconsiglio sul progetto RAC – Rating Audit Control, finanziato dall’Unione Europea.

Il convegno, organizzato dall’Ocse in collaborazione con Provincia e Dipartimento della Funzione pubblica, interviene in un campo sensibile: l’attività di controllo delle imprese da parte delle agenzie ispettive. Un rapporto spesso difficile, ma che si vuole ora superare adottando un nuovo modello per la razionalizzazione e semplificazione dei controlli con una programmazione degli stessi orientata ai cosiddetti “indici di rischio”, ad uno specifico rating, ma anche ad un approccio “etico” da parte delle agenzie ispettive. A spiegare, all’apertura dei lavori, l’interesse del Trentino al progetto RAC è stato l’assessore agli Enti locali e rapporti con il Consiglio provinciale Mattia Gottardi: “Sappiano di essere un territorio piccolo ma sappiamo anche di fungere da laboratorio territoriale, dove progetti come questo si rendono visibili e concreti nelle loro implicazioni pratiche grazie anche al vantaggio enorme datoci dalle competenze primarie dell’Autonomia, due punti di forza che ci possono rendere attrattivi”.

Il progetto Rating Audit Control (R.A.C), promosso dalla Provincia autonoma di Trento, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stato scelto e finanziato dall’Unione Europea come uno dei progetti per le Riforme strutturali degli Stati membri. In tale contesto, il progetto R.A.C. ha eletto la definizione di indici di rischio e di indicatori di performance delle imprese come strumenti fondamentali per razionalizzare la vigilanza, nella direzione dell’efficienza e della semplificazione. Ora il R.A.C. è uno degli strumenti del più complessivo Piano di Azione per la razionalizzazione dei controlli sulle imprese, che è fortemente orientato ad una condivisione di responsabilità ed all’etica nella funzione di controllo.

L’assunzione di responsabilità da parte dell’impresa, tradotta nell’adozione da parte della stessa, ad esempio, di modelli di organizzazione e gestione, sarà significativa per la formazione del rating. Al fine di sostenere tale condotta virtuosa la Provincia, con la collaborazione dell’Università di Trento, sta predisponendo “Modelli 231” semplificati per il contenimento del rischio “infortuni sul lavoro” e per la valorizzazione del “comportamento etico da parte dell’impresa”. E’ prossima l’adozione di un Codice Etico per i dipendenti dell’amministrazione trentina con funzioni di vigilanza, che è stato definito da un gruppo di lavoro, in collaborazione con l’Università; allo stesso tempo l’Amministrazione ha bandito la procedura ad evidenza pubblica per l’ottenimento della certificazione UNI:ISO 37001, volta a contenere il rischio di corruzione nella Provincia autonoma di Trento.

La buona vigilanza – questo l’assunto che informa il progetto – è un valore per l’impresa e per l’Amministrazione e la buona impresa è un valore per una collettività così intimamente connessa con il tessuto imprenditoriale, come quella trentina.

“Il progetto RAC è ambizioso – spiega ancora l’assessore Gottardi – e si propone appunto di semplificare la vita alle imprese pur nella giungla delle norme. Studiare un rating per le imprese significa dare un segnale forte al sistema produttivo e quando sarà realizzato potrà essere un forte elemento attrattore del territorio che andrà a premiare le realtà imprenditoriali virtuose. Fare un modello di rating non è semplice, la cosa importante è che non diventi una procedura in più, il nostro obiettivo è infatti quello di sgravare dal peso della burocrazia le imprese, sapendo che la burocrazia non è il male assoluto e che può anzi rivelarsi essa stessa a misura d’impresa”.

All’apertura della sessione pomeridiana è poi intervenuto al convegno anche il direttore generale della Provincia autonoma di Trento Paolo Nicoletti: “Il rapporto fra Pubblica amministrazione e imprese è spesso segnato da diffidenza e poca empatia, un paradigma che il progetto RAC cerca di scardinare promuovendo, in particolare, un approccio diverso al tema dei controlli attraverso l’individuazione di un panel di indicatori di rischio delle imprese affinché i controlli siano progressivamente graduati e resi meno invasivi.

Ma c’è un altro importante aspetto: la norma non dice tutto, lasciando spazio ad una “terra di nessuno” interpretativa dove il funzionario pubblico, a sua volta soggetto a controllo, è lasciato solo a destreggiarsi tra l’incertezza interpretativa e il ricorso ad una burocrazia difensiva; ecco quindi che nasce l’esigenza di disporre da parte del funzionario pubblico che esercita il controllo di strumenti di natura etica che gli consentano non di chiudere gli occhi ma di comprendere le esigenze delle imprese. Queste ultime, in sostanza, non devono agire furbescamente, mentre il funzionario pubblico non deve fare solo il censore. Avere un sistema dove la burocrazia è “oggettiva” e sapere di poter contare su una Pubblica amministrazione che sa innovarsi sono due elementi di distinzione per un territorio come il nostro che ha bisogno di un’economia aperta e di diventare più attrattivo verso le imprese.”