Il “Buonarroti” di Trento alle Olimpiadi nazionali di Debate. L’edizione 2020 si è tenuta online.

Grande soddisfazione per gli studenti del Buonarroti dopo la partecipazione alla terza edizione delle Olimpiadi Nazionali di Debate (dibattito), la competizione nazionale che mette a confronto i migliori debaters provenienti da 18 regioni italiane.

In piena “Fase 1” nel mese di aprile 2020, la squadra del Buonarroti ha accettato una duplice sfida: partecipare per la prima volta alle “Olimpiadi nazionali di Debate”, che si sono svolte dal 4 al 9 maggio, e, viste le ben note limitazioni, affrontare queste gare in modalità online. Le Olimpiadi Nazionali di Debate sono nate su iniziativa del Ministero dell’Istruzione per promuovere una metodologia didattica nata nelle scuole e nei college anglo-americani intorno alla fine dell’Ottocento, molto utile per sviluppare competenze interpersonali e comunicative. Del valore formativo di questo approccio didattico si occupano da tempo anche Indire e Avanguardie Educative, movimento al quale aderisce anche il Buonarroti.

72 debater provenienti da 18 regioni italiane, guidati da 20 docenti coach e valutati da 40 giudici nel corso di una serie di 45 dibattiti, 5 round eliminatori, semifinali e finali sono i numeri dell’edizione 2020 delle Olimpiadi nazionali di Debate alle quali, in rappresentanza della Regione Trentino Alto Adige-Südtirol, ha partecipato un gruppo di studenti dell’Istituto Tecnico-Tecnologico Buonarroti di Trento.

Aurora Grassi, Anita Tavernini, Francesco Bocchetti, Lorenzo Zappacosta e Sebastiano Lever, guidati dalla prof.ssa Oriana Caliari nonostante il lockdown hanno continuato con determinazione e tenacia gli allenamenti a distanza con la piattaforma Meet di GSuite e nella stessa modalità hanno partecipato alle selezioni olimpiche, trasformando la rete in una palestra di public speaking ed esercitando le doti di dialettica.

La squadra ha affrontato settimane di studio pomeridiano e serale, sabato e domenica compresi, per imparare a discutere e condividere riflessioni e punti di vista, dando forma e sostanza al pensiero, mettendosi in gioco con regole specifiche e facendo propri metodi di ricerca finalizzata alla raccolta di informazioni utili a sostenere la propria tesi. Ed ora, a manifestazione conclusa gli studenti non nascondono la soddisfazione non solo per i punteggi positivi conseguiti, ma soprattutto per il coraggio che hanno saputo dimostrare, con la consapevolezza di essere cresciuti. Perché imparare a “dibattere” è un valore, è una forma di intelligenza sociale che sta alla base di quella che oggi viene definita la “società cognitiva”, la società del nostro futuro, che non dovrà essere guidata unicamente da algoritmi artificiali, ma dall’uso critico della ragione.

Una posizione che la dirigente Laura Zoller sostiene con convinzione, consapevole “della necessità di umanesimo tecnologico. Il Buonarroti accanto ad una solida cultura tecnico scientifica, – ha affermato la dirigente – pone attenzione agli aspetti umanistici della formazione dei propri studenti e studentesse per sostenere creatività e rigore al contempo. E ciò non è venuto meno nemmeno in questo periodo di didattica a distanza dove gli studenti con impegno e tenacia hanno continuato a coltivare anche gli aspetti espressivi ed argomentativi, competenze indispensabili per gestire l’innovazione”.

Gli argomenti sui quali gli studenti hanno gareggiato spaziano da economia politica a etica e scienza. Tre i temi trattati:

Lo Stato italiano dovrebbe istituire l’EREDITA’ UNIVERSALE, ovvero un trasferimento di denaro, incondizionatamente ad ogni cittadino, di almeno 15.000 euro al compimento del diciottesimo anno di età.
La colonizzazione di Marte dovrebbe essere la priorità delle agenzie spaziali.
Gli enti di ricerca dei paesi sviluppati dovrebbero puntare nella direzione della fusione nucleare invece che verso quella delle fonti rinnovabili.