PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

"Il Trentino news" (puntata n° 9)

Un film sulla storia di Albino Mayom Kuel: dal Sudan al Trentino al servizio degli altri. Presentato stamani alla presenza del presidente Fugatti il lavoro di Tessadri sul medico che operò per tanti anni ad Ala.

La storia di Albino Mayom Kuel, profugo dal Sudan in Italia negli anni 60, studente di medicina a Padova e poi per anni medico all’ospedale di Ala, ma anche consigliere e assessore comunale, è di quelle che non si dimenticano. Il docufilm presentato oggi, “Nero e bianco”, scritto da Paolo Tessadri e prodotto dalla Fondazione Museo storico del Trentino, con il patrocinio della Provincia autonoma di Trento, dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri, e dei comuni di Ala e Avio, contribuirà però a farla conoscere ad una platea più vasta.

E questo è molto importante, perché le vicende individuali possono assumere un valore paradigmatico, possono contenere esempi e insegnamenti di valore più ampio. “La vita del dottor Kuel – ha detto il presidente della Provincia autonoma Maurizio Fugatti intervenendo alla presentazione per i media – è stata una vita spesa per gli altri, per una comunità che dal suo operato ha tratto un grande beneficio”. Che questo medico partito poverissimo dall’Africa per sfuggire a guerre e persecuzioni, si sia dedicato senza risparmio ai suoi pazienti, è un concetto espresso più volte nel film, attraverso le testimonianze di quanti lo hanno conosciuto, e anche dei suoi figli Miriam e Agostino.

Alla “prima” di oggi sono intervenuto il direttore della Fondazione Museo Storico del Trentino Giuseppe Ferrandi, il presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Trento Marco Ioppi, il sindaco di Ala Claudio Soini, e il sindaco di Avio Federico Secchi.

Un esempio di integrazione perfettamente riuscita, quello di Kuel, anche se leggi e burocrazia ne hanno ostacolato il cammino. Ma il dottore “venuto dal deserto, che visse fra le montagne”, come lo ha definito Tessadri, non ha mai risposto alle difficoltà con amarezza o risentimento: tutti ne ricordano il sorriso, la disponibilità, e naturalmente la preparazione, alimentata da continui studi (dovuti al suo desiderio di migliorare ma anche al fatto che perdendo lo status di borsista sarebbe dovuto rientrare in patria, essendo sprovvisto della cittadinanza italiana).

Ma quello del dottor Kuel è stato anche un esempio importante per la professione medica, ha sottolineato dal presidente dell’Ordine Ioppi: non potendo esercitare come specialista (anche se sarebbe stato un ottimo cardiochirurgo, ebbe a dichiarare il professor Francesco Furlanello, luminare nel campo delle aritmie), e prestando il suo servizio quindi perlopiù come medico di base, Kuel ha praticato realmente quella “trasversalità”, quella prassi del confronto fra ambiti e discipline che, in epoca di specializzazioni sempre più spinte, rischia oggi di venire meno.

A quasi due anni dalla sua morte sindaci e semplici cittadini ricordano di lui soprattutto il non essersi mai tirato indietro, a costo di sacrificare il tempo per la famiglia, e la sua umanità, che a volte lo portava a commuoversi per il dolore o la perdita di qualche assistito.

Il film, che sarà proposto prossimamente al pubblico dal Museo storico e dai Comuni coinvolti, e che parteciperà a premi e concorsi, ci restituisce tutto questo, con un montaggio incalzante e poetico ad un tempo. E ci rammenta, come sottolineato da Ferrandi, che una piccola storia di vita può intercettare e riflettere problematiche che vanno al di là di essa.

NERO E BIANCO

Scheda del film

Nero era il colore della sua pelle, bianco il camice di medico che indossa per tutta una vita. La storia di Albino Mayom Kuel, il primo rifugiato politico-religioso in Trentino, dal Sud Sudan all’ospedale di Ala.

Albino Mayom Kuel è il primo richiedente asilo internazionale in Trentino per motivi politici e religiosi. La sua è una storia ricca di avvenimenti, anche amari, che lo porta agli inizi degli anni ’60 a Padova, dove frequenta l’università di medicina, e sul finire di quel decennio arriva all’ospedale di Ala. La sua storia dimostra la perfetta integrazione di Albino. Non è arrivato su un barcone, ma la sua è una lunga e definitiva fuga dal suo Paese, il Sudan, dove non tornerà più.

Albino Mayom Kuel nasce a Gogrial, un piccolo villaggio del Sud Sudan il 1° gennaio 1939. Ha lavorato dal 1969 al 1980 presso l’ospedale di Ala, specializzandosi soprattutto come cardiologo. Poi ha esercitato come medico di base nel Comune di Avio e infine, fino alla malattia nel 2005, come medico dell’Azienda provinciale dei servizi sanitari. È stato consigliere e assessore al Comune di Ala e consigliere ad Avio.

Albino Mayom Kuel se ne è andato alle 4 di mattina del 21 gennaio 2018: aveva 79 anni.

Docufilm, anno 2019, durata 23 minuti.

Produzione: Fondazione Museo storico del Trentino.

Patrocinio: Provincia autonoma di Trento, Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri, Comune di Ala, Comune di Avio.

Testo: Paolo Tessadri.

Realizzazione: Motion Studio.

Produttore esecutivo: Matteo Gentilini.

Regia: Marco Benvenuti.

Riprese: Ilir Kertusha.

Montaggio: Federica Forti.