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PAT – ISPAT * POPOLAZIONE AL 1° GENNAIO 2021: « IN TRENTINO 46.576 STRANIERI (- 0,9%), RUMENA LA COMUNITÀ PIÙ NUMEROSA (22,2%) SEGUITI DA ALBANESI (11,6%), MAROCCHINI E PAKISTANI »

L’ISPAT (Istituto di Statistica della provincia di Trento) presenta i dati provvisori del bilancio demografico dell’anno 2020 e della popolazione straniera residente in Trentino al 1° gennaio 2021 per Comunità di Valle e Comune.

La popolazione straniera residente comprende le persone non in possesso della cittadinanza italiana iscritte nelle anagrafi dei comuni trentini: possono essere cittadini di uno o più stati esteri oppure di nessuno stato (apolidi).

Al 1° gennaio 2021 la popolazione straniera residente in Trentino ammonta a 46.576 unità, 431 in meno rispetto al dato definitivo del 1° gennaio 2020 (che secondo la nuova metodologia introdotta dall’Istat per il calcolo della popolazione risulta di 47.007 stranieri). Il decremento è pari a – 0,9% e conferma la tendenza alla stabilizzazione della popolazione straniera residente degli ultimi anni. Va considerato che non sono disponibili i dati relativi alle rettifiche risultanti dal Censimento permanente della Popolazione poiché l’edizione del 2020 non si è svolta a causa della pandemia da COVID-19. Gli stranieri costituiscono l’8,6% della popolazione residente totale. La provincia di Trento è allineata alla media nazionale: in Italia gli stranieri sono l’8,5% della popolazione residente. Nella provincia di Bolzano raggiungono il 9,6% e nella ripartizione Nord- Est il 10,6%.

I nati stranieri residenti sono 630 e il tasso di natalità (nati su popolazione media residente) è di 13,5 nati per mille abitanti. A livello nazionale il tasso di natalità dei residenti stranieri è pari all’11,8 per mille. In Trentino, il tasso di natalità degli stranieri residenti è più che doppio di quello degli italiani (pari a 6,8 nati ogni mille abitanti). I morti tra gli stranieri residenti sono 101 (20 unità in più rispetto al 2019).

In conseguenza dell’alta natalità e della bassa mortalità, il saldo naturale (nati meno morti) è nettamente positivo (+529 unità), anche se presenta un decremento del 15,5% rispetto al 2019.

Il saldo migratorio o sociale (iscritti meno cancellati) è pari a 1.925 persone (224 unità in meno, pari al -10,4%, rispetto al 2019). Il saldo altre variazioni, che si riferisce a iscrizioni e cancellazioni per motivi diversi dal trasferimento di residenza in altro comune o all’estero come ad esempio le cancellazioni per irreperibilità, risulta negativo (-823 unità).

Complessivamente, in provincia di Trento sono presenti 144 cittadinanze straniere diverse oltre agli apolidi che sono 5. I romeni sono la comunità più numerosa (22,2% degli stranieri totali), seguiti dagli albanesi (11,6%), dai marocchini e dai pakistani; le prime quattro cittadinanze totalizzano insieme il 48,1% degli stranieri residenti in Trentino.

Le donne straniere sono il 53,3% degli stranieri totali. Le donne risultano nettamente in prevalenza tra i cittadini, dell’Ucraina (74,7%), della Polonia (70,5%), del Brasile (66,9%) e della Moldova (66,0%). Gli uomini sono in chiara maggioranza fra gli stranieri provenienti dal Bangladesh (71,1%), del Senegal (70,3%), del Pakistan (62,2%) e della Tunisia (57,1%).

La maggior parte degli stranieri residenti sono cittadini europei: nel dettaglio, il 30,5% sono dell’Europa centro-orientale e il 30,8% dell’Unione Europea.

Il 30,2% degli stranieri risiede nel Territorio Val d’Adige. La Comunità della Vallagarina (17,1%) e quella dell’Alto Garda e Ledro (10,4%) sono le altre aree del Trentino con una presenza significativa di residenti stranieri. In queste tre Comunità sono presenti il 57,6% degli stranieri che abitano in Trentino. Le Comunità con incidenze di stranieri residenti inferiori all’1% sono la Paganella, gli Altipiani Cimbri e il Primiero.

La distribuzione per età degli stranieri è molto diversa rispetto a quella degli italiani residenti in Trentino. La quota dei giovani è più consistente: il 21,3% degli stranieri è minorenne rispetto al 17% dei residenti in Trentino con nazionalità italiana e il 59,5% ha meno di quaranta anni (40,9% gli italiani). Gli anziani sono solo il 6,1%, rispetto al 22,6% che rappresenta l’incidenza degli anziani di nazionalità italiana. Le donne sono la componente più rilevante nelle classi di età sopra i 30 anni e superano il 69% nella classe oltre i 65 anni

 

 

 

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