Il personale della pubblica amministrazione in provincia di Trento – anno 2018.

L’Istituto di statistica della provincia di Trento (ISPAT) presenta i risultati della rilevazione del personale della pubblica amministrazione operante nel territorio della provincia di Trento nell’ultimo quinquennio. Nel report le dinamiche occupazionali e retributive sono confrontate con i dati nazionali e sono presi in considerazione alcuni degli indicatori più significativi dell’Amministrazione locale.

Negli ultimi anni la dinamica degli occupati della pubblica amministrazione interrompe la fase di ridimensionamento iniziata a partire dagli anni Duemila come conseguenza delle politiche restrittive messe in atto dal governo centrale. A livello nazionale a partire dal 2015 si assiste ad una sostanziale stabilizzazione della curva e si intravedono segnali di ripresa.

A livello locale il trend appare invertirsi solo a partire dal 2017. La consistenza del personale presenta una dinamica generalmente regressiva in ragione di una costante compressione dei dipendenti afferenti al comparto dell’Amministrazione centrale che opera in Trentino. La componente locale risulta invece sostanzialmente stabile.

In Trentino l’incidenza del personale pubblico a tempo indeterminato sulla popolazione residente si conferma più elevata sia nei confronti delle altre regioni a statuto speciale sia nei confronti delle regioni a statuto ordinario, rispetto alle quali le differenze si giustificano in virtù delle maggiori competenze che sono state trasferite/delegate dallo Stato alle province autonome. Si tratta, ad esempio, del personale della scuola, del personale forestale, dei vigili del fuoco e di altre figure specifiche, vale a dire di personale che nelle altre regioni afferisce di regola allo Stato.

Anche il livello del costo medio del personale pubblico risulta in Trentino più elevato rispetto al resto del Paese. Nel confronto giocano un ruolo importante i diversi momenti in cui sono avvenuti i rinnovi dei contratti di lavoro.

La retribuzione media del personale a tempo indeterminato del contratto delle autonomie locali si attesta nel 2017 in Trentino a 32.483 euro, un livello decisamente più contenuto rispetto al valore della retribuzione del personale delle regioni a statuto speciale (35.759 euro) e dell’Alto Adige, provincia che si caratterizza per il valore più elevato (39.746 euro).

Più in generale, cioè considerando tutti i comparti contrattuali, il livello medio nazionale si colloca nel 2017 a 34.491 euro dovuto all’insieme eterogeneo delle categorie stipendiali in essere, all’interno delle quali rientrano anche contratti che presentano retribuzioni medie tradizionalmente elevate (magistratura, forze dell’ordine, enti pubblici non economici, università, enti di ricerca, ecc.).

Le retribuzioni medie del personale pubblico a tempo indeterminato nel quinquennio 2013-2017 presentano una sostanziale stabilità; solo in Alto Adige e in Trentino nell’ultimo anno si osserva una dinamica crescente.

In termini di macro composizione, l’occupazione pubblica in Trentino vede ulteriormente ridurre l’incidenza della quota dell’Amministrazione centrale a vantaggio dell’Amministrazione locale, come conseguenza del progressivo passaggio di competenze statali. Si osserva altresì la continua espansione del personale che afferisce all’area sanitaria (A.P.S.S. e A.P.S.P., queste ultime incluse tra gli “Altri enti dell’amministrazione pubblica locale”), a fronte della riduzione della quota dei Comuni e delle Comunità di Valle.

Con riferimento all’Amministrazione locale, in Trentino l’incidenza del personale con contratto a tempo determinato e, in generale, con una tipologia di lavoro flessibile1, è prossima al 12% e risulta nell’ultimo periodo in aumento rispetto al numero complessivo dei contratti a tempo indeterminato. In crescita anche l’utilizzo dell’orario a tempo parziale a cui ricorre oltre un quarto del personale.

L’invecchiamento del personale pubblico è confermato dall’incidenza degli over 55 che passa dal 25,8% nel 2014 al 31,2% nel 2018. Altro segnale correlato a tale fenomeno si riscontra nella crescita dell’anzianità di servizio oltre i 25 anni, passata in 5 anni dal 25,2% al 27%. Migliora ulteriormente il livello di scolarizzazione del personale: l’incidenza del personale laureato si attesta nel 2018 al 38,7%, oltre sei punti percentuali in più rispetto al 2014.

 

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