L’altro giorno l’incontro in Comunità con gli amministratori dell’Alto Garda e Ledro. Segnana: “Massima attenzione all’Ospedale di Arco”.

“È stato un incontro partecipato e proficuo, soprattutto un’occasione per confrontarsi in modo condiviso sull’Ospedale di Arco, a conferma dell’attenzione che la Provincia e in questo caso l’Assessorato alla salute riserva ai territori e alle loro istanze su temi delicati quali la salvaguardia della salute pubblica”. È stato con queste parole che l’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana, ha commentato la riunione con il Consiglio per la Salute, organizzata presso la sede della Comunità Alto Garda e Ledro martedì sera.

All’appuntamento erano presenti il presidente della Comunità alto gardesana Mauro Malfer accompagnato da alcuni assessori, i sindaci di Arco, Ledro, Dro, Nago Torbole, Tenno, Drena e Riva del Garda, oltre al direttore generale dell’Azienda Sanitaria Paolo Bordon e al dirigente generale del Dipartimento provinciale Giancarlo Ruscitti. All’ordine del giorno vi era appunto l’ospedale di Arco, il punto nascita e il potenziamento del pronto soccorso alla luce di quanto previsto dal protocollo sottoscritto con l’Azienda sanitaria provinciale nel giugno del 2016.

Per quel che riguarda nello specifico il punto nascita, l’assessore Segnana ha ripercorso le tappe che hanno portato alla riapertura del tavolo di confronto istituito a fine anno in seno alla Commissione Salute, impegnato nella revisione dei criteri per la riapertura: “Una revisione richiesta, non solo dal Trentino ma anche da altre regioni che si vedono costrette a fare i conti con la progressiva denatalità e con fenomeni di spopolamento – ha evidenziato l’assessore Segnana – se vogliamo invertire il trend e favorire la permanenza dei cittadini in località lontane rispetto ai principali centri urbani, non possiamo prescindere dal contestuale potenziamento dei servizi principali quali quelli sanitari”.

Proprio l’estate scorsa l’assessore Stefania Segnana ha incontrato il ministro Grillo e successivamente il ministro Speranza, il quale ha appoggiato l’intenzione di chiedere l’apertura di un tavolo per la revisione dei criteri dei Punti Nascita, a cui è seguita l’approvazione in Commissione Salute della richiesta di apertura del tavolo tecnico. Pochi giorni fa l’assessore Segnana ha incontrato il viceministro Sileri, il presidente del Comitato Punti Nascita Nazionale Iorizzo e il direttore generale del Ministero alla Salute Urbani, che hanno approvato l’apertura del tavolo: “E’ stato in quell’occasione che il viceministro Pierpaolo Sileri – ha concluso Stefania Segnana – ci ha confermato il suo arrivo per il 31 gennaio per visitare l’ospedale di Arco”. In chiusura l’assessore provinciale ha anche illustrato gli ultimi progetti portati avanti dall’amministrazione e in particolare il nuovo modello organizzativo che prevede coordinamento e integrazione fra i medici di continuità assistenziale (ex guardie mediche), gli infermieri e le Rsa per il presidio delle sedi dislocate nelle zone di montagna o distanti dai servizi principali.

Gli amministratori locali hanno ringraziato l’amministrazione provinciale per averli messo al corrente del percorso intrapreso e delle azioni portate avanti in questi mesi.
A fare gli onori di casa illustrando la situazione generale è stato il presidente Malfer, che ha ribadito con forza la richiesta di garantire servizi di alta qualità e soprattutto sicuri. Sicurezza che riguarda sia le mamme che i nascituri per quel che concerne il punto nascita, ma che deve essere garantita anche al Pronto Soccorso che durante la stagione turistica diventa un fondamentale presidio con un bacino di utenti elevatissimo. Nel corso della riunione è stata sottolineata l’impellente necessità di rendere pienamente attuativo quanto previsto nel protocollo e qualche preoccupazione è stata espressa rispetto a un depotenziamento dell’ospedale. Un aspetto subito confutato dal direttore generale Bordon, che ha avuto modo di spiegare i servizi implementati presso l’ospedale dal 2016, data della firma del protocollo.

Nel dettaglio è stata data piena attuazione al Percorso nascita, sviluppando ulteriormente il collegamento funzionale con l’ospedale e il punto nascita di riferimento, ovvero l’ospedale di Rovereto pur nel rispetto della libertà di scelta della donna rispetto al luogo del parto, e garantendo la possibilità di accesso in loco alle prestazioni diagnostiche di più frequente utilizzo in gravidanza. L’implementazione del Percorso nascita è stata realizzata e attualmente vengono accolte il 100% delle richieste pervenute con un aumento del tasso di reclutamento dal 39,4% nel 2016 al 85,9% del 2019.

È stata poi potenziata la funzione del Centro provinciale di Procreazione Medicalmente Assistita: la ristrutturazione si è conclusa nel marzo 2018 e contestualmente si sono concluse anche le procedure di accreditamento provinciale e nazionale. Nel Centro, durante il 2019, sono stati eseguiti 118 interventi di chirurgia andrologica con un incremento di 39 interventi rispetto al 2018; sempre nel 2019 sono state 866 le prestazioni ambulatoriali specialistiche effettuate, 184 pazienti i pazienti dimessi e 7.951 le prestazioni specialistico ambulatoriali erogate. Consolidata anche l’attività di diagnostica prenatale, con bi-test garantiti al 100% delle richieste del percorso nascita presso ospedale di Arco, e attivata la pronta disponibilità dell’ostetrica a supporto del percorso nascita sia notturna che negli orari di chiusura del consultorio con 21 chiamate nel 2019.

Potenziate poi le funzioni dell’U.O. di Pneumologia che svolge un’attività multizonale nel campo dell’Allergologia per adulti e della Fisiopatologia Respiratoria, in particolare per la funzione dell’Ossigeno terapia domiciliare e quale Centro del Sonno provinciale per le patologie del tipo apnee ostruttive.
Rinforzato l’assetto organizzativo dell’U.O. di Medicina Interna e Pronto Soccorso, che assicura anche il servizio di day hospital oncologico in collegamento con Oncologia

dell’Ospedale di Trento, e consolidati i programmi di integrazione a livello dipartimentale secondo un modello di day surgery multidisciplinare che vede l’apporto di medici di Rovereto e di Trento per Ortopedia, Andrologia, Oculistica. Infine la zona dedicata ai prelievi è stata ampliata nel corso del 2019 con l’attivazione di due nuovi locali che hanno efficientato l’attività del personale e migliorato l’accesso dei pazienti e la sicurezza degli spazi.