PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-Free (undicesima puntata format Tv)

L’assessore Spinelli: positivi i dati sull’occupazione. Insistiamo su formazione e lavoro femminile. Il commento al rapporto diffuso oggi dall’Ispat relativo al secondo trimestre 2019.

“Leggo con favore i dati diffusi oggi dall’Ispat sul buon andamento del mercato del lavoro nel settore industriale e in particolare manifatturiero, sicuramente favorito anche da un ripresa di vivacità dell’export. La Provincia autonoma è impegnata ad alimentare questo trend positivo, o ad attenuare possibili frenate dell’economia internazionale, puntando anche sul rafforzamento dell’offerta formativa, attraverso il sistema scolastico e dell’alta formazione. Il fattore umano, l’apporto che ciascun lavoratore può dare nel luogo in cui opera, ad ogni livello, è infatti determinante nelle politiche orientate allo sviluppo.

Fa inoltre piacere il dato relativo alla componente femminile, fondamentale per assicurare uno sviluppo equilibrato e diffuso al nostro sistema. Su questo spingeremo ancora con politiche che favoriscano la conciliazione lavoro-famiglia”.

Questo il commento dell’assessore allo sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli dopo la diffusione dei dati raccolti dall’Istat – e in Trentino dall’Ispat – sull’andamento di occupazione e disoccupazione nel secondo trimestre 2019. Rispetto al secondo trimestre del 2018 – si legge nel rapporto – la lettura integrata dei risultati della rilevazione fornisce riscontri positivi.

Il mercato del lavoro presenta un aumento dell’attività, dell’occupazione e una riduzione degli inattivi in età lavorativa. In particolare le forze di lavoro hanno raggiunto le 254mila unità, in crescita dell’1,9% rispetto ad un anno prima. La crescita maggiore dell’occupazione si riscontra nell’industria (7,1%) e, in particolare nel manifatturiero, con un aumento di poco superiore al 9%.

L’aumento complessivo è il risultato di una variazione positiva di entrambe le componenti di genere, anche se più marcata per le donne (3,9% rispetto allo 0,3% degli uomini).