Elettrificazione Valsugana: nessuna inerzia. Entro novembre attese le tempistiche di realizzazione da RFI

“Sulla elettrificazione della Valsugana non c’è nessuna inerzia. Anzi, da RFI ci attendiamo entro l’11 novembre le tempistiche del progetto e della realizzazione degli interventi”. Lo precisa il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti in relazione a quanto pubblicato oggi da un quotidiano locale.

“È vero che lo scorso novembre, nell’immediatezza della tempesta Vaia, e riscontrato che in quella data ancora non c’era un progetto, avevamo chiesto di verificare l’opportunità di utilizzare quei fondi per l’emergenza – precisa Fugatti – ma già a giugno, dopo lo stanziamento delle risorse nazionali per la ricostruzione, avevamo comunicato a RFI di procedere, ribadendo la sollecitazione anche in occasione di successive riunioni tecniche che si sono svolte a Roma a luglio”.

Da mesi pertanto sono stati ridefiniti gli impegni a fronte della spendibilità dei fondi fissata entro il 2020 ed è stata chiesta  l’accelerazione della progettazione ad RFI, anche in linea con i potenziamenti previsti per il collegamento con Feltre in vista delle Olimpiadi 2026.

Per metà novembre, come detto, RFI ha comunicato che presenterà le tempistiche del progetto: “Sarà in quel momento – spiega il presidente della Provincia – che, in un quadro generale delle risorse necessarie, si concorderà la scadenza dell’utilizzo di quanto già stanziato, garantendo la compartecipazione della Provincia ma determinati a chiedere ad RFI, proprietaria della linea, di procedere con gli investimenti per rispettare una previsione operativa fissata al 2026”.

Il progetto di elettrificazione si inserisce in un quadro di insieme che da una parte vede la direzione Feltre come punto di arrivo, che garantirebbe qualità del servizio ferroviario anche alle aree più lontane da Trento, come il Primiero che oggi sono isolate, e dall’altra vede invece Bassano come punto di arrivo per proseguire poi verso Venezia. La prima ipotesi si inserirebbe nel ring delle Dolomiti, importante anche in una ottica delle Olimpiadi 2026. Sulle due ipotesi occorrerà confrontarsi con Rfi e con le regioni interessate per valutare la sostenibilità finanziaria e l’importanza dei progetti.