l vicepresidente della Giunta alla festa di Dasindo per ribadire l’impegno della Provincia anche nella gestione dei grandi carnivori. Tonina: “Agricoltura di montagna fondamentale per la conservazione dell’ambiente”.

La gestione del territorio di montagna e dei grandi carnivori sono stati al centro del convegno di questa mattina a Dasindo, nell’ambito della tradizionale Festa dell’agricoltura e Palio dei 7 Comuni. “Il confronto delle idee e l’analisi dei dati sono necessari per affrontare ogni problematica. Questa giunta è convinta che l’ascolto delle istanze dei territori sia fondamentale, prima di assumere i necessari provvedimenti: lo abbiamo dimostrato da subito, attraverso l’iniziativa degli Stati generali della montagna che hanno dato voce ai cittadini, alle categorie economiche, alle associazioni e alle amministrazioni del Trentino” sono state le parole del vicepresidente della giunta provinciale e assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione Mario Tonina, in conclusione dei lavori.

Il vicepresidente della giunta ha evidenziato come l’agricoltura rappresenti in Trentino un elemento imprescindibile per il futuro dei territori montani: “Proseguirà il nostro impegno nel garantire servizi sul territorio per contrastare lo spopolamento e favorire la presenza e l’insediamento di chi quotidianamente lavora per il mantenimento dell’ambiente e del paesaggio, favorendo dunque la presenza delle altre categorie economiche, a partire dal settore turistico”. Il dibattito si è concentrato in particolare sul processo di inselvatichimento delle aree montane.

Il funzionario del Servizio foreste e fauna della Provincia Alessandro Wolynski ha fornito alcuni dati relativi alla continua espansione del bosco in Trentino, pari a 220 ettari all’anno (tra il 1973 e il 2000 la media era di 560 ettari): in termini percentuali, si tratta di un’espansione dello 0,06% ogni 12 mesi, mentre la media nell’arco alpino e nel resto d’Italia è rispettivamente dello 0,5% e dello 0,36%. “Di fronte alle difficoltà legate all’avanzamento del bosco, la Provincia continuerà a promuovere politiche di gestione del paesaggio stanziando i fondi necessari per trovare un giusto equilibrio – ha affermato il vicepresidente Tonina -. Gli effetti della tempesta Vaia devono ora essere di stimolo per far convivere al meglio foresta e aree antropizzate: questo territorio andrà restituito ai nostri giovani affinché possano promuovere il proprio impegno in agricoltura con passione, impegno e rispetto”.

Quindi ha aggiunto: “Il futuro del Trentino sarà garantito da un ambiente unico e prezioso, che merita di essere salvaguardato”. Per quanto riguarda il tema dei grandi carnivori, il vicepresidente è stato chiaro: “La convivenza con orsi e lupi non è possibile, per questo è ora necessario trovare un equilibrio diverso a tutela della sopravvivenza dell’agricoltura di montagna e degli alpeggi. In questo senso, fondamentale sarà il lavoro della Commissione dei Dodici, con una norma di attuazione ad hoc che rafforzi le basi normative su cui poggia la legge provinciale sulla gestione di questi animali, che la Consulta ha dichiarato legittima”.

I lavori sono stati aperti dal saluto del sindaco di Comano Terme Fabio Zambotti, che ha parlato dei possibili rischi legati all’abbandono del territorio, mentre il presidente del comitato organizzatore della Festa dell’agricoltura Mario Dalponte ha ricordato come senza il settore primario il territorio montano perderebbe parte del proprio fascino. Un concetto ribadito nella sua relazione dall’antropologo Annibale Salsa: “Quello montano è un paesaggio culturale e non naturale, perché nel corso dei secoli è stato trasformato dall’uomo. Spetta a chi è al governo promuovere scelte mirate ed oculate per contrastare l’inselvatichimento e il sovraccarico dei selvatici (a partire dagli ungulati), affinché il territorio non venga abbandonato: gran parte della cultura legata al protezionismo dei grandi carnivori arriva da chi osserva la montagna dai salotti della città”.

Si è focalizzato sulla presenza di orsi e lupi sul territorio trentino il presidente della Commissione dei Dodici Fabio Scalet: “La presenza degli orsi e dei lupi è all’origine di note problematiche che interessano le dieci Regioni dell’Arge Alp. Il timore dei governi locali è che l’allontanamento degli insediamenti possa comportare lo spopolamento della montagna e la riduzione degli alpeggi. Per questo è importante che la potestà per la cattura e l’abbattimento dei grandi carnivori venga attribuita alle due Province autonome. Accanto alla legge provinciale sulla gestione di questi animali, è importante che venga approvata una norma di attuazione che garantisca a Trentino e Alto Adige la gestione diretta”.

L’assessore all’artigianato, commercio, promozione, sport e turismo Roberto Failoni ha dunque evidenziato come la gestione dei grandi carnivori debba essere affidata a chi si trova a convivere con i predatori, senza subire i diktat di chi risiede a migliaia di chilometri dalle montagne trentine ed ha sottolineato la necessità di consentire agli allevatori di operare in tranquillità: “A beneficiarne saranno anche tutti gli altri settori, a partire da quello turistico”. Infine, il presidente della Giunta provinciale Maurizio Fugatti ha ribadito l’impegno della sua amministrazione nel sostenere l’agricoltura di montagna, così come è stato chiesto nell’ambito degli Stati generali della montagna: “Nella gestione autonoma dei grandi carnivori abbiamo contro l’opinione pubblica di chi vive fuori dal trentino, ma il nostro impegno in questo senso non può venire meno”.