Il nuovo modello cooperativo al centro di un convegno oggi a Bolzano. Il vicepresidente Tonina: “Cooperazione di comunità, risorsa anche per il Trentino”.

“La cooperazione è una risorsa fondamentale per i nostri territori, ma proprio per questo i suoi strumenti possono essere integrati e aggiornati strada facendo affinché rispondano in maniera sempre efficace e puntuale a bisogni che via via emergono. Confrontarsi con altre realtà e altre esperienze, come quella della cooperazione di comunità, per farle proprie e trasporle se necessario sul piano legislativo, è dunque importante anche per il Trentino e l’Alto Adige.

Il convegno organizzato oggi dalla Regione autonoma, con il contributo delle due Province e di Euricse, è una tappa significativa del cammino che stiamo facendo e che ha portato la Provincia autonoma di Trento a firmare recentemente un accordo con la Federazione Trentina della Cooperazione che colloca fra i suoi obiettivi proprio lo sviluppo della cooperazione di comunità. Siamo convinti, infatti, che questa modalità del cooperare possa rappresentare uno strumento di grande efficacia soprattutto per le comunità rurali e che vivono nelle alte quote, come emerso fra l’altro nel percorso degli Stati Generali della Montagna”: questo il parere del vicepresidente e assessore alla cooperazione della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina, intervenuto oggi al seminario “Le cooperative di comunità in Trentino Alto Adige”.

L’esperienza delle cooperative di comunità si sta diffondendo velocemente anche in Italia, pur in assenza di una normativa nazionale di riferimento. In estrema sintesi, una cooperativa di comunità è una realtà che produce beni e servizi – anche di diversa natura – in un territorio ben preciso, ad esempio una valle o un quartiere cittadino, attraverso la partecipazione dei diversi soggetti che lo abitano, cittadini, associazioni, imprese già esistenti, enti pubblici. E’ dunque certamente un’impresa collettiva, ma è anche una scuola di partecipazione e di democrazia diffusa.

Apertosi con gli interventi del vicepresidente Tonina, di Loretta Zanon per la Regione autonoma Trentino Alto Adige e di Manuela Paulmichl per la Provincia autonoma di Bolzano, il convegno di oggi ha consentito di fare il punto su un percorso di studio e confronto “avviato all’incirca da due anni – ha sottolineato Tonina – nella consapevolezza che la pubblica amministrazione, può supportare, anche con appositi strumenti legislativi, lo sviluppo di nuove esperienze e nuove prassi, ma poi è indispensabile la mobilitazione anche degli altri attori economici e sociali, ed in generale di tutti i cittadini, che devono cogliere l’opportunità di attivare e utilizzare al meglio i diversi istituti”.

La cooperazione di comunità non è ancora molto conosciuta in Trentino Alto Adige. La Regione, in base alle proprie competenze, presenterà entro l’anno un disegno di legge per aiutare la diffusione di questo nuovo modello, sulla scorta anche di esperienze analoghe sviluppate da altre regioni in Italia, come la Toscana, la Puglia, o la Liguria, oggetto di una recente missione conoscitiva di funzionari ed esperti trentini e altoatesini.

L’essenza della cooperazione di comunità è il suo essere radicata ad un territorio, ma anche la sua capacità di operare a 360°, superando le tradizionali delimitazioni proprie dell’impresa cooperativa (di consumo, sociale e così via). Le diverse realtà pubbliche e private locali che sono chiamate ad aderirvi partecipano finanziariamente all’impresa, alla definizione dei suoi obiettivi, alla realizzazione delle diverse azioni. Le attività come dicevamo possono spaziare dalla gestione di servizi alla produzione di beni, con conseguente creazione di lavoro e di reddito. Ma il valore della cooperazione di comunità va al di là del suo portato economico, che pure è importante. Da un lato, accresce la partecipazione, la condivisione di decisioni, l’assunzione di responsabilità, costruisce reti di relazioni, crea o ridefinisce valori importanti per la vita collettiva, rappresentando una risposta ai problemi posti dalla “società liquida”, per dirla con Zygmunt Bauman, sempre più atomizzata e disgregata. Dall’altro, aiuta a rilanciare e innovare anche i settori tradizionali del sistema cooperativo, superando i confini oggi posti alla cooperazione nei diversi ambiti di attività.

La cooperazione di comunità è quindi uno strumento di promozione dello sviluppo economico e sociale centrata sul territorio e le sue esigenze, un’esperienza di cittadinanza attiva e democrazia diretta, uno strumento che affonda le radici in una solida tradizione (tantopiù solida in Trentino Alto Adige dove, come sappiamo, il cooperativismo si diffuse molto prima che in altre zone del Paese), ma che contribuisce anche ad innovarla.