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PAT * CELEBRAZIONI 72° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE: ROSSI, “LA FESTA DELLA REPUBBLICA RIPORTI SERENITÀ E COESIONE”

Il presidente della Provincia autonoma di Trento ha partecipato stamani alle celebrazioni del 72° anniversario della fondazione. Rossi: “La Festa della Repubblica riporti serenità e coesione”.

“Abbiamo vissuto settimane molto particolari anche per la nostra Repubblica. Giorni di tensione. Per questo credo che oggi sia importante, celebrando la Festa della Repubblica, essere tutti impegnati, con grande senso di responsabilità, a smorzare i toni.

L’auspicio, quindi, è che questo giorno possa riportare serenità e coesione”. Con un appello alla responsabilità comune e in difesa della Costituzione, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, ha onorato, con autorità politiche e militari, la Festa della Repubblica, nel corso della cerimonia che si è tenuta questa mattina in piazza Duomo a Trento.

Il presidente Rossi, aveva accanto a sé, tra gli altri, il Commissario del Governo Pasquale Gioffrè e il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta. Al termine della cerimonia di piazza, il presidente ha preso parte, presso il Commissariato del Governo, alla Cerimonia delle onorificenza al merito della Repubblica italiana.

In apertura del suo discorso, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, ha ricordato la cronaca politica recente: “Io credo che il confronto politico, per quanto aspro, non dovrebbe mai arrivare a mettere in discussione le istituzioni democratiche, nate proprio dal Referendum del 2 giugno del 1946 che oggi ricordiamo”.

Esortando il ritorno ad un clima politico sereno, Rossi ha richiamato al senso di responsabilità: “Occorre pensare bene alle parole che si usano, rifuggendo da retorica ed esagerazione. La nostra Repubblica è nata al termine di una dittatura e di una guerra che ha distrutto il Paese ed è stata fondata, attraverso la Costituzione, sui valori di libertà, giustizia, uguaglianza fra gli uomini e rispetto dei diritti di ognuno e dei popoli”.

Questi valori, ha aggiunto il presidente, sono, ancora oggi, il fondamento della coesione della società ed i pilastri su cui poggia il sistema democratico italiano.
In piazza Duomo, il presidente ha fatto riferimento all’Autonomia. “Non fu nemmeno scontata la scelta che la Repubblica seppe fare rispetto al nostro territorio, a cui venne riconosciuta, attraverso l’Autonomia, la sua particolare peculiarità storica e politica. Fu una scelta lungimirante, che contribuì a disegnare un futuro di prosperità e di pace che ha contrassegnato la storia del Trentino”.

E’ sul significato della Festa della Repubblica che Rossi si è soffermato maggiormente nel corso del suo intervento: “Ci sono giorni nella storia che cambiano il destino degli uomini, ci sono date che rimangono consegnate alla memoria del Paese: il 2 del 1946 fu un giorno di svolta. Pensiamo a com’era l’Italia: povera, sconfitta, lacerata con le macerie della guerra ad indicare un futuro di preoccupazione.

Ma l’Italia ha poi prosperato e ha rialzato la testa. Ne dobbiamo andare orgogliosi. Fu un cambiamento che contribuì a rendere forte la nostra società ed a orientarla verso il futuro. Oggi, troppo spesso, tendiamo a dare per scontate certe scelte storiche, non ci accorgiamo del valore di alcune tappe della nostra vita, che ci sembrano quasi naturali”.

Citando Piero Calamandrei, il presidente ha ribadito come la Costituzione non sia una macchina che cammina da sola, ma abbia bisogno del contributo della società civile. “In un momento così difficile, dove le divisioni sembrano prevalere, dobbiamo sforzarci tutti, soprattutto chi ha ruoli politici ed istituzionali, di ricercare il bene comune, di recuperare valori quali l’impegno, il rigore, la competenza, per dare il contributo al nostro vivere insieme, per contrastare il qualunquismo e la retorica che tutto va male. Lavoriamo per cambiare la realtà nella direzione dei principi costituzionali, per ridurre le distanze fra istituzioni e cittadini.

Teniamo vivi i valori su cui è fondata la Repubblica, proviamoci con passione, ricerchiamo l’unità, pur nella differenza delle posizioni”.

Il riferimento del presidente Rossi è poi tornato ancora una volta ai padri fondatori della Carta italiana: “Ricordiamoci che gli uomini che scrissero la Costituzione appartenevano a tradizioni culturali molto differenti; cattolici, comunisti, socialisti e liberali, ma nonostante ciò trovarono punti di accordo comuni per il bene ed il progresso dell’intera Nazione. Dimostrarono coesione e lungimiranza in un momento estremamente difficile.

Ecco questo è forse quello su cui oggi dobbiamo riflettere”. Gli italiani seppero uscire insieme, uniti nelle diversità, dalla tragedia della guerra e dalle divisioni ideologiche di quei drammatici anni. Guardando al futuro ed agli impegni che attendono l’Italia e il Trentino, Rossi ha esortato ad accantonare i motivi di divisione per riscoprire le ragioni che uniscono, pur nel rispetto delle diverse opinioni ed idee politiche.

“La nostra Repubblica – ha concluso il presidente – ha saputo camminare e svilupparsi senza considerarsi un ‘recinto’ o una realtà isolata, ma partecipando da protagonista alla costituzione di una Casa Comune, l’Europa. Celebrare la Festa della Repubblica – ha concluso il presidente Ugo Rossi – vuol dire recuperare e far crescere questi valori e questi insegnamenti”.