Carta di sintesi della pericolosità: incontro ieri a Ronco Chiesa di Canal San Bovo. Focus sulla situazione idrogeologica di parte del versante idrografico destro della valle del Vanoi.

La situazione idrogeologica di parte del versante idrografico destro della valle del Vanoi, su cui sorgono alcune frazioni tra cui Fosse, Gasperi e Pugnai, è stata al centro di un incontro pubblico svoltosi ieri a Canal San Bovo, presso il teatro della frazione di Ronco Chiesa. Presenti all’evento il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina, l’assessore all’agricoltura, foreste caccia e pesca Giulia Zanotelli, i dirigenti della Provincia Livia Ferrario e Angiola Turella per gli aspetti urbanistici e Mauro Zambotto per quelli geologici, ed inoltre il sindaco Albert Rattin e numerosi cittadini. L’incontro si è reso necessario a seguito della recente proposta di zonizzazione dell’area nell’ambito della Carta di sintesi della pericolosità, prevista dal Piano Urbanistico Provinciale. Al centro dell’attenzione in particolare i fenomeni di deformazione del versante rilevati e monitorati costantemente dal Servizio Geologico della Provincia.

“L’incontro – ha sottolineato il sindaco, che ha ringraziato gli amministratori e i tecnici provinciali per i loro contributi – anche grazie alla significativa partecipazione dei cittadini, ha aiutato a fare chiarezza su una situazione che è complessa, approfondendo dati, criteri e prospettive. La presenza della delegazione provinciale nella frazione di Ronco dimostra un concreto e fattivo interesse al dialogo e al confronto costruttivo anche con i territori più periferici del Trentino. L’impegno della Provincia, volto ad approfondire i problemi ma anche le potenzialità insite in ciascuna realtà, è la dimostrazione della volontà di farsi carico di tutto il territorio provinciale, di favorire il mantenimento della popolazione nelle valli e di promuovere la crescita delle comunità”.

“L’impegno della Provincia – hanno sottolineato a loro volta gli assessori Tonina e Zanotelli – è di affrontare problemi emersi al fine di individuare soluzioni che possano consentire l’utilizzo del territorio nella direzione auspicata dalla cittadinanza, pur tenendo conto di tutti gli aspetti attinenti alle condizioni di stabilità di tipo geologico e idrogeologico, e quindi tutelando in pari misura l’ambiente e la sicurezza delle persone”.

Positivo il clima dell’incontro organizzato ieri sera, condiviso da tutti i partners e propiziato anche dal Protocollo siglato venerdì scorso con la Federazione trentina della cooperazione, come sottolineato da Bortolo Rattin della Proloco di Ronco, che con l’aiuto di alcune slides ha presentato la situazione attuale del paese da un punto di vista sociale ed economico. Sono state elencate le numerose attività in essere nella frazione, le iniziative turistiche e ricreative che ogni anno vengono organizzate, sottolineando che il paese presenta una sostanziale vivacità unita ad una piccola crescita in termini demografici.

Si è registrato inoltre un aumento di presenze turistiche, anche dall’estero, e un importante e recente investimento dell’amministrazione comunale di Canal San Bovo, con il finanziamento della ristrutturazione del Bar ristorante di Ronco Chiesa, per aumentare l’offerta ricettiva e mantenere vivo il paese. Pertanto, al fine di agevolare e far proseguire la crescita della frazione, la Proloco, anche a nome dei residenti, pur rispettando i dati esposti dai tecnici ha chiesto agli assessori la disponibilità ad un’ apertura e ad una mediazione fra le diverse esigenze, al fine di non congelare o bloccare totalmente lo sviluppo in corso e permettere ai residenti di continuare a vivere e custodire il piccolo paese di montagna in maniera positiva e costruttiva.

Zambotto a sua volta ha illustrato la situazione geologica locale, evidenziando che esiste una condizione generale di deformazione del terreno che interessa parte del versante interessato. Sono state descritte le varie tipologie di controllo degli spostamenti del terreno utilizzate, che oltre ai sistemi attivi da diversi anni (GPS a rilevazione periodica, interferometria da satellite e tubi inclinometri) sono state integrate con sistemi innovativi di recente implementazione quali ad esempio il rilievo GPS a trasmissione continua dei dati.

Le analisi delle informazioni raccolte evidenziano deformazioni continue e in generale dell’ordine mediamente di 3,2 cm/anno, pur con contenute variazioni da luogo a luogo dovute a differenti condizioni stratigrafiche, morfologiche e idrologiche.

Diversi cittadini e i rappresentanti politici locali hanno evidenziato la richiesta di non vincolare completamente le potenzialità di sviluppo economico locale e di consentire una maggiore fruibilità degli edifici esistenti rispetto a quello che le nuove cartografie e normative correlate prevedono.

Una richiesta accolta dalla Provincia, che si adopererà per affrontare tutte le questioni via via emerse, al fine di conciliare le esigenze poste dalla sicurezza del territorio e delle persone che lo abitano e quelle dello sviluppo locale. A questo proposito Zambotto ha evidenziato la necessità di disporre di un ulteriore periodo di monitoraggio dei fenomeni, al fine di delineare con maggior dettaglio il modello di deformazione locale e quindi i futuri scenari di evoluzione per indirizzare la scelta degli interventi più idonei e verificare la possibilità o meno di meglio precisare la classificazione della CSP.